Sabato 19 Ago 2017
Teatri

l teatri storici di marcamontana oltre che da ottimi cartelloni, sono legati da architetture, storia e leggenda.  Due gli architetti di grande fama: Giuseppe Piermarini, cui si deve il Teatro alla Scala di Milano, firma il progetto di Matelica; Ireneo Aleandri, autore dello Sferisterio di Macerata, è anche l'autore del teatro del Feronia.  A Matelica il restauro ha portato alla luce una capanna del V sec a.C. e strutture termali di età Imperiale. Il sipario del Teatro Feronia, disegnato da Filippo Biagioli, rappresenta il tempio sacro alla dea cui è intitolato e che aveva a Septempeda un tempio dove veniva celebrato il rito di liberazione degli schiavi. Ed è proprio un sipario, quello del Teatro Comunale di Treia, gioiello di acustica ed architettura, a raccontare un momento importante  della storia di marcamontana: la sconfitta degli Svevi a Porto Vallesacco.

Esanatoglia - Il Teatro Comunale

Nel 1776 iniziano i lavori per la costruzione del Teatro che occuperà l'ala nord del complesso municipale. Fra il 1960 ed il 1970 il teatro é radicalmente ristrutturato: i due ordini di palchi in legno sono sostituiti da due balconate realizzate in c.a., sono demoliti i palchi di proscenio ed il foyer ed, infine, sono smontati e dispersi gli apparati scenici. A seguito dei lavori di consolidamento post-sisma del '97, il teatro comunale viene completamente restaurato con ultimazione dei lavori nel 2011. La struttura è gestita dal Gruppo Teatrale "AVIS-AIDO" di Esanatoglia.

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Impianto termale del Teatro Comunale

Descrizione

Le strutture al di sotto della platea non sono più visibili: due muri in opera laterizia, distanti tra loro m 8,50 orientati SE-NO. Il muro est (lungh m 10 e largo m 0,60) taglia i livelli della contigua struttura abitativa di epoca protostorica (vd.in OSSERVAZIONI). Il muro ovest (lungh m 2,70 largh m 0,60) si trova in relazione ad una sottofondazione di pavimento in ciottoli e calce e ad un lacerto di mosaico con tessere bianche. Un terzo muro in opera laterizia ortogonale ai precedenti di conserva per due tratti di m 6,30 e m 1,30. ad ovest dell'ingresso principale della platea sono emersi alcuni tratti di cocciopesto. A nord di queste strutture è stato portato alla luce un tratto di fogna con spallette formate da pietre e laterizi uniti da calce, mentre il letto è costituito da tegole poste in piano.

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Treia - Il teatro comunale

Treia reca numerose tracce delle nuove istanze razionalistiche introdotte dall’architettura neoclassica che si integrano con il caratteristico impianto urbanistico medievale. Gli architetti Vici e Valadier vi hanno progettato alcuni edifici (come la Cattedrale, l’Accademia Georgica, Villa Spada) destinati a lasciare un segno profondo nell’architettura neoclassica marchigiana. Non stupisce quindi di trovare a Treia un teatro, per dignità e funzionalità del suo impianto, degno di una grande città. Fino al 1792 viene adibita a teatro una sala del palazzo comunale. Nel 1801 i notabili della città si costituirono in una società di condomini per dare vita ad un nuovo edificio ed incaricarono della progettazione Carlo Rusca che si avvalse della collaborazione del ben più esperto e famoso Giuseppe Locatelli che, nelle Marche, ha firmato i teatri di Fermo, Porto San Giorgio e Tolentino.

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Teatro comunale Feronia (primo impianto XVIII sec.)

Nel 1740 l'architetto Domenico Bianconi di Fano venne incaricato di progettare la prima struttura teatrale da collocarsi nella parte bassa della città attorno alla piazza maggiore, sovvenzionata dai condomini o palchettisti, rappresentanti delle facoltose famiglie sanseverinati che avrebbero posseduto al loro interno i propri palchi. Sino ad allora le rappresentazioni si erano svolte all'interno delle sale da ricevimento delle nobili residenze o nella sala pubblica del palazzo consolare; probabilmente si organizzavano spettacoli anche all'interno dei cortili signorili e versatile all'uopo doveva essere quello del palazzo dei Margarucci, porticato su tre lati. Senza alcuna particolare attenzione all'aspetto esteriore del pubblico edificio il Bianconi inserisce la struttura all'interno del tessuto urbano in luogo dell'attuale sito; nel rispetto della tradizione tipologica del teatro da sala barocco all'italiana, ripropone nel suo schema planimetrico l'auditorium a forma di campana, circondato da una struttura a tre ordini di palchi, 15 per livello, e da loggione superiore.

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