Sabato 19 Ago 2017
Castelli

castelliNel Medioevo la difesa del territorio si concentrava nel rafforzamento dei centri maggiori. Spesso le porte delle mura erano difese da torri a loro sovrapposte, come a Treia. Delle torri isolate (controllo più che difesa di luoghi strategici) molte sono in pietra o laterizio: quadrangolari (Crispiero, Pitino, Aliforni), oppure poligone (Gagliole e Treia). Un raro esempio di torre cilindrica è a Valfibbia di Fiuminata. Talvolta le torri erano potenziate con originali strutture avvolgenti a spalto per le artiglierie, come nel Cassero di Castelraimondo ed a Carpignano di San Severino, unica con braga a base poligona smussata. Quelle cittadine invece svolgevano funzioni di torre civica o di presidio urbano di potenti famiglie come gli Smeducci a San Severino. Spesso le torri erano inserite in un sistema di difesa territoriale dei confini, come nell'Intagliata.

Castello

Castello è una piccola frazione del comune di Fiuminata costituita da un borgo fortificato posto a ridosso della montagna e da un abitato più recente che si estende lungo la valle.

Le sue origini risalgono al medioevo, quando era conosciuto come Castrum Sancti Johannis de Fluminata, il cui nome compare per la prima volta in un importante documento del 1283, Constitutio Sindaci Comuni Camerini ad emendum Castrum Fluminate, conservato a Camerino: in esso i feudatari locali, allora proprietari di quelle terre, quali i Cavalca della Rocca di S. Lucia, i Bulgarelli di Cluiano e Cante de Gabrielli da Gubbio,

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Castello di Orve

In cima a un colle, in posizione strategica lungo le più importanti vie di comunicazione che collegano l’Umbria alle Marche, si trova il Castello di Orve, il cui nome deriva dal latino orbis e fa riferimento alla configurazione rotondeggiante dell’altura.

Si tratta dei ruderi di alcune costruzioni che un tempo costituivano un castrum, un insediamento fortificato dotato di più edifici e mura, che sorgeva nei pressi del territorio dell’antica statio romana di Dubios. Quest’ultimo è considerato il primo stanziamento umano di epoca romana nel territorio di Fiuminata, sulla strada che congiungeva Nocera Umbra a Pioraco, ma di cui oggi non vi è più traccia.

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Rocca di Santa Lucia

La Rocca di Santa Lucia o di Laverino è posta in cima a uno sperone roccioso in posizione solitaria e strategica in una valle stretta tra i monti Bordaino e Ferro Rotondo: vi si arriva risalendo il torrente Fiumetto, affluente di destra del fiume Potenza o percorrendo la strada che parte dalla frazione di Colle, in parte corrispondente con l’antico tracciato medievale.

 

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Castello di Lanciano

Il Castello di Lanciano, in Comune di Castelraimondo (Macerata), si erge maestoso, circondato da secolare parco, sulla sinistra del fiume Potenza, nelle adiacenze della S.P. 361 Prolaquense. Il sito di Lanciano subisce nel corso dei secoli tre fondamentali ristrutturazioni: tra il 1382 e il 1385, Giovanni da Varano promuove l'edificazione della rocca, compresa nell'Intagliata, caratteristica trincea di 12 Km scavata nel terreno e riempita di alberi per proteggere il confine Nord-Orientale della città di Camerino. Persa la funzione militare, Lanciano è trasformato da Giovanna Malatesta, nipote di Francesco Sforza e moglie di Giulio Cesare da Varano, nel 1489, in residenza signorile.

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Santa Caterina (primo impianto del convento seconda metà XIII sec.)

Il primo nucleo del complesso monastico venne edificato nel corso a metà del '200 dai monaci benedettini che qui si trasferirono dopo la distruzione da parte delle truppe di Federico II del loro primo monastero di S.Mariano, ubicato nei pressi di Colleluce. Nel 1544 vi si insediarono le monache benedettine cistercensi, cui seguirono lavori di ampliamento.La chiesa con pianta a croce greca assunse la sua attuale forma dopo i restauri nel 1769.

Opere

All'interno si ammirano sull'altare maggiore del 1838, opera d'intaglio di Venanzio Bigioli con dorature e marmiture del sanseverinate Trotti, la magnifica Deposizione di Cristo, del figlio Filippo Bigioli del 1855; sull'altare a destra il mistico Sposalizio di S.Caterina, lavoro del sanseverinate Cipriano Divini (1603-1686), fratello del celebre Eustachio;

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Castello di Serralta

Civitella (X-XI sec.)

Per risalire alle origini del castello di Serralta occorre approfondire la storia del preesistente castello di Civitella, antichissima rocca che sorse probabilmente sulle preesistenze di un villaggio piceno, fondato a sua volta su un insediamento di età neolitica. Il protettore della rocca S.Apollinare e la sua intitolazione ad un piccolo edificio di culto ad unica navata a capanna e abside semicircolare, ubicato lungo la strada che conduce ai ruderi della fortificazione, fa supporre agli storici che l'area fosse abitata già in un periodo anteriore al X sec. La continuità e la permanenza degli insediamenti dall'epoca preistorica a quella medievale rappresenta nel territorio sanseverinate un fenomeno frequente, da mettere in rapporto alla prossimità ad un corso d'acqua e a zone particolarmente soleggiate o di facile difesa.

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La torre del Castello di San Severino (XIII sec.)

La torre che ancora oggi si ammira, unico monumento di architettura militare rimasto nella città, fu costruita nel XIII sec come torre del palazzo comunale; si erge per 40 metri dalla sommità del colle Monte Nero (342 m), sito dell'antica piazza del Castello, centro politico e religioso della città. Possiede pareti a piombo e merli a filo dei muri; priva di difesa piombante questa si esercitava, in caso di necessità, mediante l'apposizione di ballatoi lignei a sbalzo nelle aperture tra i merli, mentre una robusta cinta muraria ne perimetrava la base. Luogo di comando e di estrema difesa in caso di guerra aveva il suo interno accessibile solo attraverso anguste scale mobili in legno che ne collegavano i piani di tavolato. La torre per la sua altezza permetteva di essere vista da grandi distanze e riusciva quindi a comunicare con tutti i principali castelli della provincia, diffondendo segnalazioni, sia di pericolo, sia di adunanza, con fuochi, fumi, bandiere e spari. Nella sua cima era collocato il campanone e l'orologio pubblico, quest'ultimo fin dal XV sec.

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Rocca di Schito o Rocchetta (Rocha Schiti) inizi XV sec.

Situata in prossimità del fiume Potenza, in località Rocchetta, la Rocha Schiti si sviluppa secondo un corpo centrale a pianta pressoché quadrangolare, per essere inoltre rinfiancata da due torrioni, a nord-ovest e sud-est, disposti in senso diagonale rispetto alla pianta principale. Tracce documentarie sull'edificio si trovano a partire dal 1415, a proposito di un pagamento di pedaggio a Schiti, e successivamente del 1766 si ha una valida rappresentazione.

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Castello di Isola (Castrum Insulae) XI sec.

Notizie storiche

Fino al 1305, il castello di Isola fece parte del feudo dei Rovellone, feudatari di gran parte del territorio nord-orientale del comune di Fabriano. Alla morte di Gentile di Rovellone (1303) il feudo iniziò a disgregarsi per via delle lotte di successione tra i suoi eredi. Il castello di Isola fu lasciato ai figli avuti con la moglie Margherita, e successivamente venduto dagli stessi il 4 settembre 1305 al comune di San Severino al prezzo di ottomila lire a monete di Ravenna et Ancona. Il toponimo sottolinea la valenza naturalmente strategica del sito: luogo isolato, circondato da zone acquitrinose, atto quindi ad essere facilmente difeso, divenne uno dei castelli dello scacchiere fortificato di Sanseverino a confine con Cingoli e Apiro.

Descrizione architettonica

Il mastio, cioè la torre di comando era il massimo avvistamento di tutto il complesso che comprendeva il borgo castellato con cinta muraria e porta.

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Castel S.Pietro (Castrum Sancti Petri) XI sec.

Notizie storiche

La tradizione storiografica riporta le origini del castello alle dipendenze della vicina abbazia di San Clemente, fatto costruire dai monaci benedettini nel corso del XI sec. La prima documentazione d'archivio che si rintraccia riguarda la donazione del castello nel 1119, da parte di Lorenzo vescovo di Camerino al marchese Warnerio, in seguito la rocca divenne proprietà degli Smeducci ed quindi del comune di Sanseverino.

Descrizione architettonica

Dell'antica fortificazione rimane poco o nulla: i ruderi della cinta muraria, coperti dalla vegetazione infestante, sono pressoché inesistenti; le porte e i torrioni nonché la torre di comando sono crollate; si conserva il palazzo priorale, le cui duecentesche aperture ad arco ogivale (oggi tamponate) mostrano ancora le belle colonnine d'imposta dell'arco e le ghiere decorate a tortiglione in cotto.

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Castello di Carpignano (XI sec.)

Notizie storiche

Autentico unicum in materia fortificatoria nell'intero territorio marchigiano viene definita la torre del castello di Carpignano, una macchina del tempo, dove la quadrata torre maestra, fasciata da un basamento con evidenti scopi anti-bombarda si differenzia per un imbragatura che realizza una sorta di anomalo puntone, quasi a poter deviare i colpi provenienti dalla vicina strada. Situato lungo la strada per Serrapetrona, sulla destra della vallata del torrente Cesolone, l'antico toponimo ci perviene da un documento del 1068, sebbene il fortilizio fosse esistente come dimora di qualche signoria locale già nel X sec. All'interno del Castello si trovava fin dalla fine dell'XI sec il monastero benedettino femminile di San Claudio di Carpignano, dipendente del monastero di San Mariano di Colleluce in seguito trasferito nel 1342 in località Sassuglio, fuori la porta di San Francesco (oggi scomparso).

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Castello degli Aliforni (Castrum Alifurni) XII sec.

Notizie storiche

Deriva probabilmente il suo nome da Calfurnius, nome romano inciso su una lapide trovata a Palazzata. Si fa risalire al secolo XII, costruito a guardia della valle di S.Clemente. Fu venduto al nostro comune da Guglielmo Vescovo di Camerino con atto il 17 gennaio 1257 per 600 lire ravennate ed anconetane. Fu teatro delle contese che nel sec. XV gli Smeducci ebbero con Apiro. Semidistrutto nel 1409 dalle truppe del rettore della Marca che voleva ridurre San Severino all'obbedienza della chiesa. Nel 1426 fu una delle roccheforti di Smeduccio e Apollonio, figli di Antonio Smeducci, signore di San Severino. Smeduccio, asserragliato nel castello dovette cedere dopo un lungo assedio, fatto prigioniero fu rinchiuso nella fortezza di Castel S.Angelo a Roma. Nel 1955 furono eseguiti i lavori di consolidamento, in seguito al terremoto del 1951, ricostruendo l'angolo sud-est della torre, che era crollato. I lavori non vennero completati eseguite sottofondazioni e rinforzi in c.a. e stuccatura delle connessure. I lavori verranno conclusi il 28.08.81. Alcune delle mensole terminali della torre cadute furono recuperate dal parroco della chiesa, e furono ricollocate alla sommità. Rifacimento della volta terminale della copertura in mattoni. Allestimento di centinatura in legno. Cordolo perimetrale in sommità legante mescolato ad inerti di grana grossa con brecciolino reperibile sul posto.

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