Sabato 19 Ago 2017
Palazzi

In marcamontana è ancora evidentissirna l'impronta urbana medievale. Fortezze imponenti, strade lastricate dei centri storici che sono una teoria di viuzze quasi ritagliate tra le case, Palazzo o Castello che si affacciano sulla piazza principale, un corso in cui il passare dei tempo e sottolineato dai diversi stili delle facciate dei palazzi.

Nel caso di San Severino Marche il  corso è sostituito da una straordinaria piazza ellittica su cui si affaccia una teoria ininterrotta di palazzi che sono veri capolavori architettonici cui vanno aggiunti il cinquecentesco Palazzo Ottoni  a Matelica e l'Accademi Georgica di Treia, opera del  Valadier.

Deposito attrezzato dei Beni Culturali “Diotallevi di Angeluccio”, Palazzo Lori, Fiuminata

Allestito nel 2003, il Deposito attrezzato dei Beni Culturali è intitolato a Diotallevi di Angeluccio da Esanatoglia, pittore locale operante nella seconda meta del ‘300, che ha realizzato gli affreschi che decorano l’abside della chiesa della Madonna di Valcora, di cui nel museo si conserva una riproduzione a stampa.

L’allestimento ha sede in una grande sala al pianterreno di Palazzo Lori, residenza signorile del XVI secolo, e raccoglie numerose opere d’arte provenienti dal territorio del comune: si tratta principalmente di dipinti su tela di soggetto sacro legate alla religiosità dei luoghi e alla devozione popolare della comunità, realizzati in un arco di tempo che va dal XVI al XVIII secolo.

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Palazzo Lori, Fiuminata

Il palazzo apparteneva a una delle famiglie nobili più importanti di Fiuminata, i Lori, che si affermarono tra XVII e XIX secolo: originari di Poggio Sorifa, erano fra i più grandi proprietari terrieri dell’epoca, con possedimenti soprattutto nella zona di Fonte di Brescia, Poggio, Colle e Valle del Frate. La famiglia utilizzava il palazzo come residenza invernale e disponeva anche di un’altra dimora a Canneggia, dove abitarono fino al 1810, e a Colle di Brescia, l’attuale Casa Olivieri.

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Esanatoglia - Il Municipio

La costruzione del palazzo potrebbe esser fatta risalire al sec. XIV. Negli statuti redatti sotto il governo del podestà Gentile di Berardo Da Varano il palazzo è ricordato a partire dal 1324. Nel sottotetto vi sono tracce di pitture con figure di cavalieri simili a quelle del Castello di Beldiletto a Pontelatrave, risalenti alla seconda metà del Quattrocento. Il palazzo è fino al 1502 redidenza dei Varano, dal 1510 al 1590 ospita l'amministrazione pontificia e dopo il 1590 la sede municipale. A partire dal 1604 l'ala sud del palazzo, ristrutturata ed ampliata, è occupata da un convento francescano e dalla relativa chiesa. Nel corso degli inizi del sec. XIX la parte dell'ala sud occupata dal convento francescano crolla. Nel 1834 si costruisce il portico che occupa il fronte principale dell'attuale edificio. La perizia dell'opera può essere attribuita a Francesco Fontana.Il terrazzo che occupa parte dell'attuale facciata principale è costruito fra il 1890 ed il 1940.

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Palazzo Acquacotta

Descrizione

Appartenuto all'antica famiglia matelicese Acquacotta, di cui fece parte l'illustre storico Camillo Acquacotta, l'aspetto attuale del palazzo, posto lungo il lato est di Piazza Garibaldi, è seicentesco. Portale di ingresso in mattoni con piedritti bugnati e capitelli pseudo-tuscanici a due terzi circa dell'altezza e trabeazione di coronamento, intradosso centinato. Cornici marcapiano e delle finestre piatte. Atrio con volta a botte ribassata, con cornici in stucco che formano specchiature e semicolonne doriche addossate alle pareti. Nel corridoio, entro una nicchia, busto marmoreo di Ercole. Scalone in pietra locale di gesso. In alcuni ambienti del primo piano soffitti affrescati con scene mitologiche e motivi di gusto neoclassico.

Elementi strutturali

Spazi aperti 

Tecnica costruttiva muratura a sacco con paramento in pietra locale

Rivestimenti intonaci, stucchi, affreschi

Iscrizioni

Stemmi

A sinistra del portale, inserita nella parete, lastra in pietra arenaria con stemma dipinto: scudo a testa di cavallo diviso in tre da due fasce, sopra e sotto stella, al centro unicorno. Fuori dello scudo, in alto, traccia di di numeri riferibili ad una data, sotto le lettere F e A : F(amiglia) A(cquacotta)?

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Palazzo Fossa

Descrizione

Facciata in mattoni; portale, sempre in mattoni, con arco a sesto ribassato fiancheggiato da pareste bugnate, raccordate da un alto architrave modanato. La facciata, forse in origine intonacata, è in mattoni e pietra locale (gesso), disposti irregolarmente. Un corridoio voltato conduce al cortile centrale con tre ordini di logge sovrapposte, successivamente tamponate. Le logge hanno colonne in laterizio con capitelli pseudo-ionici in pietra calcarea. La loggia, probabilmente, doveva ripetersi almeno per altri due lati del cortile, con la luce delle arcate inferiori come l'esatto doppio delle due superiori: così si stabilisce tra le aperture un rapporto di uno a due in verticale e di tre a sei in orizzontale.

Elementi strutturali

Spazi aperti cortile

Tecnica costruttiva opera mista, conci di pietra e mattoni

Rivestimenti

Iscrizioni

Stemmi

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Palazzo De Sanctis

Descrizione

La facciata attuale, in stile neoclassico, si sovrappone ad un precedente edificio di origine cinquecentesca. Il primo ordine ha paramento bugnato con cinque aperture ad arco, di cui le quattro laterali sono parzialmente tamponate; l'ingresso è attraverso l'arco centrale. Perfettamente simmetrica sull'asse del portale la finestra con balcone. Una semplice fascia marcapiano lo separa dal primo piano: da questa, su finti plinti si impostano lesene con capitelli pseudo-ionici in pietra calcarea che scandiscono in verticale, fino al secondo piano, la superficie della facciata. Delle cinque finestre del primo piano, con cornici in pietra calcarea, quella centrale si apre su un terrazzino con ringhiera in ferro. Tra il primo e il secondo ordine una cornice in pietra calcarea, sospesa tra le lesene in laterizio, con meandro a rilievo. Una seconda fascia in pietra calcarea, più bassa e priva di decorazione, è alla base delle finestre del secondo piano, bordate su tre lati da cornice semplice sempre della stessa pietra. Cornicione con dentelli nel rispetto dello stile ionico. All'interno cortile, sul lato destro del quale si apre lo scalone. Sul lato sud del cortile sono addossate alle pareti due fontane con teste di cavallo, attribuite allo scultore sanseverinate Venanzio Biagioli (1770-1854). La sistemazione e la decorazione degli interni è avvenuta contemporaneamente al rinnovo della facciata, risalente al 1830 circa. La decorazione del primo piano è costituita da pannelli di coronamento della volta tele raffiguranti episodi della storia antica e del mito, arricchita da fregi in stucco, finte vele dipinte a monocromo con motivi neoclassici, panoplie, simboli delle arti, candelabre, girali e racemi.

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Palazzo Pierleoni

Descrizione

Fronte principale con paramento in conci di pietra locale, il fronte set conserva ampie tracce di intonaco. In asse con la facciata è il portale con bugnato graffiato a raggiera in pietra bianca dell'Istria. La chiave di volta dell'arco del portale reca uno stemma (vd. STEMMI) gentilizio realizzato con la stessa pietra del bugnato; cornice marcapiano in pietra calcarea a forma di toro separa il primo ordine dal secondo ordine. Le finestre del primo ordine recano grate in ferro con coronamento ornato da volute e gigli che inquadrano al centro un leone rampante (simbolo famiglia Pierleoni?).

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Palazzo Grassetti

Descrizione

La struttura è fortemente rimaneggiata a seguito dei restauri, tra cui quelli dopo il sisma del 1997. La facciata, comunque, mantiene a grandi linee i caratteri originari, così come documentati nella raffigurazione dell'edificio su un ex voto della fine del XVII secolo di proprietà della famiglia Mattei. Quattro ordini di finestre caratterizzano la facciata che è completamente intonacata: al piano terra due portali laterali con bugnato a raggiera e sei finestre quadrangolari di cui quattro al centro e una ai lati di ciascun portale; al primo piano finestre rettangolari, al secondo piano finestre quadrangolari e al mezzanino piccole finestre ovali e rettangolari alternate. Le finestre hanno cornice piatta. Notevoli modifiche interne testimoniano interventi di restauro nel Settecento. Al piano terra si aprono vasti spazi coperti con volte a crociera. La galleria del palazzo fu decorata nella seconda metà del XVIII secolo.

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Palazzo Vescovile

Descrizione

La costruzione del Palazzo Vescovile fu avviata subito dopo il ritorno della Cattedra vescovile a Matelica, nel 1785, e venne portato a compimento nel 1793. La facciata principale, che delimita a destra lo spazio antistante la Cattedrale, è in uno stile neoclassico sobrio e lineare. Essa presenta un rivestimento in laterizio reso a bugnato liscio in corrispondenza del primo ordine, fino all'altezza del portale monumentale, e nella parte superiore articolato da una partitura decorativa di pseudo paraste in rilievo che scandisce la muratura e inquadra le finestre del piano nobile e del mezzanino. Ad abbellire e articolare a livello cromatico il prospetto principale sono gli elementi in pietra bianca: il grande portale centrale con paraste doppie a bugnato e aggettante cornicione; la cornice marcapiano; le mostre delle finestre, di cui quelle più grandi del piano nobile dotate di timpano; il cornicione modanato; ed, infine, i tre nastri che percorrono orizzontalmente la facciata, a partire dal piano di rappresentanza, sia in corrispondenza dei parapetti sia delle cornici delle finestre nella parte superiore. All'interno sono da segnalare l'androne e lo scalone monumentale decorati a stucco, mentre al piano nobile sono collocati il grande salone di rappresentanza e la cappella, dove è conservata una Madonna con Bambino dipinta da Raffaele Fidanza.

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Teatro Comunale G. Piermarini

Descrizione

Facciata con zoccolatura in mattoni aggettanti quadripartita da lesene in mattoni e raccordate da una fascia marcapiano in mattoni leggermente aggettanti. Ingresso principale al centro con portale di mattoni; ai lati due altri due ingressi. La simmetria della facciata è interrotta ad est da annessi corrispondenti all'interno al foyer, con accesso su Via Umberto I e collegato all'interno alla "sala del caffè". Al piano superiore quattro finestre negli spazi tra le lesene. La copertura presenta una struttura a timpano. All'interno tre ordini di palchi e loggione con balconata a colonnine; decorazione pittorica a monocromo in bianco e oro con girali e volute; il parapetto del secondo ordine di palchi presenta medaglioni con personaggi illustri tra figure fantastiche affrontate; sopra il palcoscenico orologio centrale con sei Amorini su ogni lato formanti un'orchestra; la volta, entro fasce con pitture a monocromo, è decorata da quattro ovali con figure femminili (le Arti?Pittura-Architettura-Poesia-Musica?) alternate ad Amorini tedofori che sorgono da una conchiglia; sul fondo motivi antropomorfi, zoomorfi e vegetali stilizzati, motivi vegetalizzati si dispongono radialmente dal tondo centrale in corrispondenza del quale scende il lampadario.

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Loggia degli Ottoni

Descrizione

Podio in pietra calcarea con due gradini sui lati lunghi e quattro gradini sul lato breve nord; loggia formata da sedici pilastri poligonali in laterizi con basamenti e capitelli in pietra calcarea, quest'ultimi in stile pseudo-ionico. Sui capitelli si impostano sette archi a tutto sesto; tetto a doppio spiovente formato da travi e capriate in legno.

Tecnica costruttiva opera laterizia con elementi in pietra

Iscrizioni MAG(nificus) AC REV(erendissimus) D(ominus) IOAN(nes)/ OCTONVS A(n)NO SAL / VTIS MDXI P(roprio) S(umptu) FORV(m?) / COSTRVER(e) F(uit) FELICITER

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Sostruzioni Romane. Palazzo Ottoni

Descrizione

All'interno del piano seminterrato di Palazzo Ottoni, inglobato nel muro ovest dello stesso palazzo, è stato individuato un muro in opera cementizia (alt.cm 3,20; largh.cm 1,10-1,30; aggetto m 0,40-0,50) formato da ciottoli fluviali e calce. A circa 7 metri più a nord è presente un altro muro in opera cementizia (alt.cm 1,40; largh.cm 1,40).

Tecnica costruttiva opus caementicium
Rivestimenti 
Iscrizioni

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