Sabato 19 Ago 2017
Ville e dimore storiche

La villa era originariamente una casa di campagna romana costruita per le classi sociali più elevate. Secondo Plinio il Vecchio,  vi erano due tipi di villa: la villa urbana, facilmente raggiunta per una notte o due, e la villa rustica, e la villa rustica, fattoria abitata dai servi (che si occupavano del lavoro dei campi e della manutenzione) e solo stagionalmente residenza dei proprietari. Dopo l'epoca romana il termine fu riferito ad una fattoria, solitamente fortificata, autosufficiente come un villaggio. A Leon Battista Alberti si deve la riscoperta della villa suburbana: una moda che nei secoli successivi darà vita a veri e propri capolavori di gusto ed architettura eretti con varie finalità.  Si connota con un toponimo Villa Speranza Sala (che prende il nome dalle sorgenti saline che a Passo di Treia sgorgavano  nell'alveo del fiume Potenza e che fino al 1860 dettero vita ad una fabbrica di sale) mentre nel tempo si e trasformato in residenza di svago il castello di Lanciano. È' a Villa Collio, voluta dal Servanzi Confidati, che troviamo infine uno dei più interessanti esempi di villa cosi come la intendiamo dalla meta dell'Ottocento in poi.

Casino Giachesi, Pontile

L’insieme di edifici che si sviluppano intorno all’imponente casa torre situata nel primo nucleo di abitazioni della frazione di Pontile, costituiva in origine un complesso unitario ed era il casino di villeggiatura dei Giachesi, famiglia nobile di Camerino affermatasi tra XVII e XIX secolo: erano tra i più importanti proprietari terrieri del comune, con possedimenti principalmente a Pontile, San Cassiano e Carbonara.

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Villa Comunale, Fiuminata

La villa, situata lungo la strada che collega Fiuminata a Castello, fu costruita a metà degli anni ’30 dall’ingegnere Giorgio Felicioli, originario di Fiuminata, ma residente in Argentina.  

Nel 1934 furono realizzati i primi tre piani, su progetto di un architetto argentino: l’influenza di un’esperienza proveniente da un paese dell’America Latina si può riscontrare nelle arcate a tutto sesto del porticato del seminterrato, nel patio al primo piano, ma anche in alcuni particolari decorativi usati per le finiture esterne, come ringhiere, cancelli, porte interne. Negli anni ’70 l’edificio venne rialzato, ottenendo una mansarda da cui si ricavarono un locale per la lavanderia e camere per la servitù.  

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Casa Olivieri, Colle di Brescia

Casa Olivieri domina l’antico borgo di Colle, località vicina alle sorgenti del fiume Potenza.

Si trattava della residenza dei Lori, una delle famiglie nobili più importanti di Fiuminata, che si affermarono tra XVII e XIX secolo: originari di Poggio Sorifa, possedevano vaste proprietà terriere soprattutto nella zona di Fonte di Brescia, Poggio, Colle e Valle del Frate e disponevano di un’altra dimora a Massa, palazzo Lori, che oggi ospita il Deposito attrezzato dei Beni Culturali. Quando la famiglia si estinse subentrarono gli Olivieri di Canneggia, anch’essi di origine nobiliare, che agli inizi del ‘900 acquistarono la residenza. La famiglia, che ha nel tempo mantenuto e conservato la proprietà, ha restaurato gran parte dei locali della casa, oggi parzialmente trasformata in agriturismo.

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Casino Pierleoni

 Descrizione

La villa sorge isolata su un'altura, arricchita sul fronte principale da un giardino su cui si affaccia il portico, con aperture ad arco, elemento architettonico aggiunto alla villa nella prima metà dell'Ottocento. Il corpo principale dell'edificio è costituito da un solido volume che si sviluppa su tre piani. La geometria della facciata è sottolineata verticalmente da quattro paraste che inquadrano le tre file di finestre, orizzontalmente dalle linee marcapiano in corsi di mattoni leggermente aggettanti che proseguono anche sui corpi laterali, più bassi di un piano rispetto alla parte centrale. L'edificio presenta una pianta a T, mossa verso il fronte principale da due torrioni bassi che si articolano secondo una pianta ottagonale: quello di sinistra è terrazzato. Il fronte principale non presenta elementi di decorazione: unico elemento è il cornicione del tetto dove è presente un susseguirsi di piccoli archetti che impostano su un elemento circolare in terracotta. Sul retro dell'edificio sono addossati dei corpi di fabbrica. L'interno è stato completamente trasformato da recenti interventi.

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Villa dei Castiglioni

Descrizione

Antico possedimento fortificato degli Ottoni, era un tempo proprietà della famiglia Razzanti Croci Corradini. La villa si conserva pressochè intatta nella sua struttura a due torri, esemplata sul palazzo di città, ora distrutto, coeva o di qualche anno più tardi, a voler sottolineare, nell'identità della forma, la comune appartenenza alla stessa famiglia o a dichiararne il rango, fatto non comune nel territorio marchigiano, che sembra richiamare le origini toscane e fiorentine dei Razzanti nell'imitazione, in minore, della cultura medicea.

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Villa Luzi (XIX sec.)

Villa Luzi, poi Caglini ora Pancalletti, per quanto all'esterno possa apparire una costruzione semplice e per di più anonima, mostra uno stretto rapporto di interrelazione tra il manufatto, il parco verde e la natura circostante. Il carattere dell'opera viene rivelato dalla semplice prevalenza di linee orizzontali e dal contesto quasi nascosto, segreto, racchiuso dalla cinta di pini marittimi secolari, a dominare uno splendido paesaggio urbano con il borgo in primo piano, in alto il castello con le sue torri e le montagne tutto in giro. Le indovinate proporzioni, la sicurezza con la quale sono state scelte le altezze dei piani e con la quale sono state distribuite le singole aperture lasciano supporre la mano di una forte personalità. Considerando il forte legame di stima ed amicizia tra il marchese Niccola Luzi e l'architetto Ireneo Aleandri, non si può escludere completamente l'attribuzione dell'opera allo stesso, con datazione successiva al 1843, anno della morte della marchesa Marianna Tinti Luzi. All'interno, a partire da uno splendido ingresso in "stile pompeiano" e precisamente nel così detto "terzo stile", scandito da colonne doriche, finte paraste e specchiature dipinte e rievocato magistralmente da un ignoto pittore (molto probabilmente Filippo Bigioli da San Severino) si sviluppano una serie di ambienti tra cui una sala decorata da affreschi a "trompe-l'oeil". Nella decorazione dei soffitti, invece, si passa al romantico dei medaglioni di paesaggio e addirittura a bellissime espressioni di più avanzato e raffinato gusto liberty."

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Ville Storiche - Villa Collio

Edificata nel 1813 su disegno dell'architetto Giuseppe Lucatelli, presenta un programma architettonico particolarmente complesso che, a partire dal viale d'accesso, si sviluppa lungo l'asse principale della villa, oltre l'ingresso monumentale, con il giardino all'italiana e i ninfei, il corpo principale con la cupola ottagonale, gli spazi semicircolari con le fontane e l'obelisco. La composizione architettonica risulta inserita all'interno di una rappresentazione urbana che recupera precise relazioni spazio-temporali, a partire dalla città picena e romana per ritrovare nella città neoclassica una nuova sintesi formale riassunta da alcune significative architetture: il cimitero di San Michele, la piccola chiesa di San Michele, la chiesa di San Paolo fuori le Mura, la Torre dell'Orologio e la romanica chiesa di Sant'Antonio al Ponte, il Duomo antico, il Castello di Pitino e l'antica Septempeda.

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Villa Castelli, già dimora del Vescovo F. Sperelli (XVII-XIX sec.)

La lettura del contesto storico, paesaggistico e ambientale delle ville storiche, ci conduce all'apice di un sistema di relazioni spazio-temporali, funzionali alla rappresentazione della città che, al mutare delle proprie ragioni, propone e rinnova compiutamente il proprio valore simbolico, ponendo in risalto lo stretto rapporto esistente con il paesaggio e con la natura circostante. Venne costruita nei primi anni del '600 dal Vescovo Ascanio Sperelli di Assisi, promosso al Vescovado di S. Severino nella Marca di Ancona dal Sommo Pontefice Paolo V il 5 maggio 1607; nell'anno 1621, essendo Ascanio in età avanzata, venne coadiuvato dal nipote Francesco Sperelli, fino all'anno della morte di Ascanio nel 1631.

arch. Andrea Pancalletti

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Villa Collio (prima metà XIX sec.)

Notizie storiche

Villa Collio si erge su un colle situato alle spalle del borgo di Fontenuova, nel sito del preesistente casino di famiglia costruito su progetto di Pietro da Cortona nella prima metà del XVII sec. e distrutto dai terremoti del 1799. La villa venne riedificata nelle attuali forme neoclassiche nel 1827 dal patrizio settempedano Giovan Battista Collio, su disegno del pittore architetto moglianese Giuseppe Lucatelli, di formazione romana. Successivamente nel 1839 l'erede conte Severino Servanzi Collio, commissionò al sanseverinate Venanzio Bigioli i disegni di tutta la statuaria d'arredo degli ingressi e del vasto giardino. Nel 1844 venne eretto oltre il recinto ad ovest il monumento a guglia, dedicato a Giovan Battista Collio, su disegno di Filippo Bigioli.

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