Venerdì 18 Ago 2017
Architettura

Rustano

La Villa di Rustano (371 mt slm) è vitata nella "Descriptio Marchiae Anconitanae" del cardinale Albornoz. La Chiesa di San Martino è menzionata sin dal 1198 sottoposta al Monastero di Sant'Angelo Infra Ostia di Santa Anatolia. L'interno della chiesa è caratterizzato da un ornato barocco con un altare del 1686 corredato da una Crocifissione con Madonna, San Martino di Tours e la Maddalena.  Due le tele sugli altari laterali: Madonna del Rosario, San Domenico, Santa Caterina e i quindici misteri ed una deposizione con Madonna e Santi Francesco, Giusepppe e Bartolomeo.

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Castel Santa Maria

Del nucleo fortificato (539 mt slm) mantiene l'impronta urbanistica: edifici con archi ogivali e notevoli porzioni di mura oltre all'antico palazzo comunale. La Chiesa di Santa Maria Assunta è uno scrigno d'arte: conserva, tra l'altro, un'incoronazione della Vergine di Giovanni Boccati, una statua policroma di San Sebastiano del 1585 ed un fonte battesimale del Cinquecento. Nelle vicinanze Monte Gemmo ed altre località di grande interesse paesaggistico ambientale.

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Sant'Angelo

Alle falde del Monte di Castel Santa Maria, a 549 mt slm., sorge la frazione di Sant'Angelo, la cui origine longobarda è testimoniata da toponimi quale "vallis castalde" e dalla chiesa di San Michele Arcangelo, che contiene un altare in marmo policromo e un organo a canne "Fedeli" del 1782, entrambi provenienti dalla distrutta chiesa di Sant'Angelo di Camerino

 

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Seano

La Villa di Seano, 408 mt slm, distrutta nel 1272 nella lotta tra i camerti ed i settempedani, conserva la trecentesca chiesa di Santa Anna, all'interno della quale un gruppo ligneo del '600 raffigura Sant'Anna e Madonna Bambina.
L'ambiente circostante, con strade ricche di querce secolari, è apprezzato per escursioni e passeggiate all'aria aperta, soprattutto in prossimità di Villa De Luca

 

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Corneto

Nella Villa di Corneto, a 431 mt slm, distrutta dai Danseverinati nel 1272 e censita in un catasto camerinese del secolo XIII, è ubicata la romanica chiesa di San Pietro, con tracce di affreschi realizzato dopo il 1585.
La facciata a capanna, con conci squadrati di pietra locale, ha un esile campanile a vela, la cui campana è custodita nel Mueso Diocesano di Camerino.

 

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Brondoleto

L'abitato conserva ancora l'assetto della villa medievale, citata sin dal 1272.
Il nucleo centrale (399 mt slm) si trova il complesso di San Lorenzo, il cui terreno presenta un ricco apparato decorativo e una pala d'altare raffigurante la vergine con Bambino, San Lorenzo Martire e San Giovanni Battista; interessante la rappresentazione dei committenti con abiti seicenteschi.
Di fronte alla chiesa, la Villa dei Conti Barboni del XIX secolo è decorata da un gradevole parco.

 

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  • Marcamontana è un terriorio di cui è ancora evidentissima l'impronta urabana medievale. Fortezze imponenti, strade lastricate dei centri storici che sono una teoria di viuzze quasi ritagliate tra le case, Palazzo o Castello che si affacciano sulla piazza principale, un corso in cui il passare del tempo è sottolineato dai diversi stili delle facciate. Nelle immediate vicinanze, frazioni nate dalle ville di derivazione romana che erano una sorta di aziende agrarie fortificate. Anche in campo urbanistico marcamontana mostra una chicca: a Treia c'e uno sferisterio per il gioco del pallone con il bracciale, gioco classico degli italiani a partire dal Cinquecento. Non del tutto sacrificata alle esigenze urbanistiche, l'Arena Didimi ogni prima domenica di agosto e teatro della disfida del Bracciale, rievocazione storica cui partecipano, oltre ai figuranti in costume dell' Ottocento,  oltre 80 giocatori in rappresentanza dei quartieri cittadini.

  • ingegneria militareSi tratta di un originale complesso di fortificazione portato a termine nel 1382 da Giovanni Da Varano.  Esteso su di un ampio arco per circa 12 km da Beregna a Pioraco verso il Potenza. era costituito da una trincea in legname corredata di terrapieni, gallerie e fossati difensivi. Collegata a vista da torri, ma anche da altri fortilizi medievali che poi evolveranno in raffinati castelli di residenza. come quelli di Aiello e di Lanciano, l'lntagliata costituisce un "unicum' tipologico non solo nelle Marche ma in tutto il centro Italia.

  • castelliNel Medioevo la difesa del territorio si concentrava nel rafforzamento dei centri maggiori. Spesso le porte delle mura erano difese da torri a loro sovrapposte, come a Treia. Delle torri isolate (controllo più che difesa di luoghi strategici) molte sono in pietra o laterizio: quadrangolari (Crispiero, Pitino, Aliforni), oppure poligone (Gagliole e Treia). Un raro esempio di torre cilindrica è a Valfibbia di Fiuminata. Talvolta le torri erano potenziate con originali strutture avvolgenti a spalto per le artiglierie, come nel Cassero di Castelraimondo ed a Carpignano di San Severino, unica con braga a base poligona smussata. Quelle cittadine invece svolgevano funzioni di torre civica o di presidio urbano di potenti famiglie come gli Smeducci a San Severino. Spesso le torri erano inserite in un sistema di difesa territoriale dei confini, come nell'Intagliata.

  • piazze“. . .Voltando le spalle al Comune si aveva davanti una cosa piú vicina ad una visione che ad una costruzione. Leggernente contenuta ai lati, di fronte la Piazza sfociava nel cielo. . .".  Così Dolores Prato descrive la suggestiva (ed unica nel suo genere) piazza di Treia, ottimo spunto per un tour tra le piazze gioiello di marcamontana; Ellittica, maestosa (224x55 mt), in gran parte porticata, Piazza dal Popolo, a San Secerino Marche è un trionfio di unità architettonica con la teoria degli straordinai palazzi che la delimitano.

    Piazza Mattei, a Matelica, offre anche una curiosa opportunità al visitatore. Tradizione vuole che, compiendo attorno  alla Fontana Ottagonale 7 giri di corsa, si acquisisca la simpatica "Patente da Mattu" (ovvero, patente di pazzo): a chi si cimenta nell'impresa, la conferisce ancora oggi la Pro Loco.

  • In marcamontana anche alla voce chiese corrispondono contenitori d'arte che meritano una visita, museo storico-artistica diffuso in cui tra mura di abbazie medievali, santuari rinascimentali e templi neoclassici spuntano affreschi, effìgi ed arredi sacri che testimoniano il passaggio di artisti del pennello e dell'intaglio di fama internazionale. La mano di Diotallevi di Angeluccio ha lasciato il segno nel santuario della Madonna di Valcora, nel Monastero di Fonte Bono, in Santa Maria Delle Macchie a Gagliole, città in cui Andrea De Magistris ha firmato l'affresco dove, vicino ai soggetti sacri tradizionali, compaiono due pastori, a San Domenico di San Severino. Veri trionfi artistici le chiese sanseverinati dove opere in legno o su tela sono seconde solo agli inestimabili affreschi dei Salimbeni. A Castelraimondo I' interno di Santa Maria Assunta vanta un Giovanni Boccati. A Pioraco la Madonna della Grotta una crocifissione di Girolamo di Giovanni e San Francesco una rarità: l'altare dei cartai. Opere rare, magari miracolose, sono comuni in questo territorio. È il caso della statua della Madonna di Loreto a Santa Chiara di Treia, del Crocilisso traumaturgo di San Giovanni Decollato a Matelca, dell'effìge della Madonna delle Lacrime a Pioraco.

  • In marcamontana è ancora evidentissirna l'impronta urbana medievale. Fortezze imponenti, strade lastricate dei centri storici che sono una teoria di viuzze quasi ritagliate tra le case, Palazzo o Castello che si affacciano sulla piazza principale, un corso in cui il passare dei tempo e sottolineato dai diversi stili delle facciate dei palazzi.

    Nel caso di San Severino Marche il  corso è sostituito da una straordinaria piazza ellittica su cui si affaccia una teoria ininterrotta di palazzi che sono veri capolavori architettonici cui vanno aggiunti il cinquecentesco Palazzo Ottoni  a Matelica e l'Accademi Georgica di Treia, opera del  Valadier.

  • La villa era originariamente una casa di campagna romana costruita per le classi sociali più elevate. Secondo Plinio il Vecchio,  vi erano due tipi di villa: la villa urbana, facilmente raggiunta per una notte o due, e la villa rustica, e la villa rustica, fattoria abitata dai servi (che si occupavano del lavoro dei campi e della manutenzione) e solo stagionalmente residenza dei proprietari. Dopo l'epoca romana il termine fu riferito ad una fattoria, solitamente fortificata, autosufficiente come un villaggio. A Leon Battista Alberti si deve la riscoperta della villa suburbana: una moda che nei secoli successivi darà vita a veri e propri capolavori di gusto ed architettura eretti con varie finalità.  Si connota con un toponimo Villa Speranza Sala (che prende il nome dalle sorgenti saline che a Passo di Treia sgorgavano  nell'alveo del fiume Potenza e che fino al 1860 dettero vita ad una fabbrica di sale) mentre nel tempo si e trasformato in residenza di svago il castello di Lanciano. È' a Villa Collio, voluta dal Servanzi Confidati, che troviamo infine uno dei più interessanti esempi di villa cosi come la intendiamo dalla meta dell'Ottocento in poi.

  • l teatri storici di marcamontana oltre che da ottimi cartelloni, sono legati da architetture, storia e leggenda.  Due gli architetti di grande fama: Giuseppe Piermarini, cui si deve il Teatro alla Scala di Milano, firma il progetto di Matelica; Ireneo Aleandri, autore dello Sferisterio di Macerata, è anche l'autore del teatro del Feronia.  A Matelica il restauro ha portato alla luce una capanna del V sec a.C. e strutture termali di età Imperiale. Il sipario del Teatro Feronia, disegnato da Filippo Biagioli, rappresenta il tempio sacro alla dea cui è intitolato e che aveva a Septempeda un tempio dove veniva celebrato il rito di liberazione degli schiavi. Ed è proprio un sipario, quello del Teatro Comunale di Treia, gioiello di acustica ed architettura, a raccontare un momento importante  della storia di marcamontana: la sconfitta degli Svevi a Porto Vallesacco.

  • Si innesta armoniosamente nella balaustra marmorea, disegnata da Andrea Vici a limitazione di una delle piazze  più belle d'ltaiia il tempietto con busto eretto in onore di  papa Pio VI che, nel 1790, conferì a Treia il titolo di Città. Se tra gli altri monumenti di marcamontana quello di maggior ...risonanza è il busto in bronzo di Bartolomeo Eustachi  (anatomista e medico sanseverinate da cui prende il nome il condotto che collega orecchio medio e faringe), la monumentale tomba  i in cui riposa nella sua Matelica  Enrico Mattei è un vero ricettacolo di opere dei più grandi scultori del Novecento.


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