Sabato 19 Ago 2017
Archeologia

Se tra i reperti pre-romani del territorio numerosi sono i frammenti di terracotta, nel Parco Archeologico Septempeda l'area occupata dall'impianto urbano e tuttora delimitata dalle mura in parte visibili, delle quali si conserva anche una porta a nord della Statale, stessa localita, un edificio termale e rinvenimenti archeologici attestano la presenza di un luogo di culto e di una bottega per la produzione di ceramica a vernice nera. Tra l'edifico termale e l'odierno Ospedale anche un quartiere artigianale del quale e stato portato alla luce un complesso di fornaci utilizzate per la cottura della ceramica. Braccano (frazione di Matelica) fin dal Neolitico si e sviluppata la produzione di vasellame modellato a mano, mentre, durante gli  scavi ne centro storico cittadino, sono stati rinvenuti vasellame domestico da mensa e da cucina e maioliche policrome con raffigurazioni di busti femminili, paesaggi, stemmi, decorazioni geometriche e floreali risalenti al periodo medievale e rinascimentale.

Polo Museale

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84
N 43° 10’ 44,46”
E 12° 59’ 05,28”
Quota: 441 mt

DESCRIZIONE

All'interno del complesso francescano sono stati utilizzati alcuni ambienti del piano terra e del primo piano, per ricreare gli ambienti tipici di una Gualchiera Prolaquense, ovvero una bottega artigiana dove, sin dal medioevo, si produceva la carta. L'antica tradizione cartaria è ben raccontata all'interno della Gualchiera, dove è possibile assistere dal vivo alle diverse fasi della lavorazione della carta, che viene fabbricata manualmente, utilizzando tecniche e antichi macchinari dell'epoca, riprodotti appositamente per l'esposizione. Connesso a questi ambienti è il Museo della Carta e della Filigrana, costituito nel 1984 e situato al primo piano del chiostro. All'interno trovano esposizione, oltre ad una notevole collezione di filigrane artistiche, documenti e attrezzature che raccontano le origini e l'evoluzione delle tecniche della produzione cartaria di Pioraco. A completare la triade si aggiunge il Polo Museale, di recente costruzione, che raggruppa il Museo dei Fossili e mostra dei Funghi. Nel museo sono raccolti oltre 1200 reperti comprendenti pezzi di notevole rarità. Si tratta di una raccolta di fossili vegetali di età diverse, dall'età Paleozoica al Triassico superiore, e fossili animali a partire dalle prime forme di vita ai mammiferi. Destano particolare attenzione le ammoniti "rosse", presenti solo nella zona di Pioraco. Suscitano inoltre curiosità le riproduzioni in gesso e a grandezza naturale di circa 200 varietà di funghi esistenti, accuratamente realizzati da Offerl Spitoni. Infatti è proprio grazie alla raccolta e alle sue donazioni che è stato possibile realizzare questo Museo.

Leggi tutto: Polo Museale

Archeologia e scienza

L´approccio scientifico alla ricerca caratterizza gli studiosi di archeologia di marcamontana. Non é un caso che a Giuseppe Moretti, settempedano, sia toccato, in qualitá soprintendente alle antichitá di Roma, di recuperare le navi di Nemi e ricompensare l´Ara Pacis Augustae.

E non é un caso che per i suoi meriti scientifici sia sepolto in Santa Croce a Firenze (sorta di phantheon di italiche glorie tra cui Michelangelo, Galileo, Leon Battista Alberti, Machiavelli, Ugo Foscolo) il tresiese Luigi Lanzi, autore, tra l´altro, di un "Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d´Italia"(1789).

Leggi tutto: Archeologia e scienza

Scienza delle costruzioni

"Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini", (quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini) scriveva Pasquino alludendo a Papa Ubano VIII Barberini e alla sua famiglia che, tra la seconda metà del Cinquecento e la prima del secolo successivo, si resero responsabili di incalcolabili scempi edilizi ed artistici. Papa Urbano VIII fece persino asportare e fondere gli antichi bronzi romani del Pantheon per costruire il baldacchino di San Pietro ed i cannoni di Castel Sant'Angelo. In marcamontana ha subito analoga sorte la rocca di Spindoli, quasi demolita nel XVI secolo per riutilizzare il materiale. Pietra, calcare e laterizio erano il mix ideale presente in abbondanza se pensiamo alle tante fornaci e al fatto che era prassi comune riutilizzare materiale anche di scavo romano o incastonare nelle nuove costruzioni reperti archeologici venuti alla luce durante l'aratura dei campi.

Leggi tutto: Scienza delle costruzioni

Fede e Archeologia

Il culto della Madre Terra, che di volta in volta ha assunto denominazioni diverse, ha attraversato gran parte della storia di marcamontana. Quale altra divinitá avrebbe potuto rappresentare il sacro per un territorio in cui boschi e sorgenti sono dappertutto e che vive principalmente di agricoltura? Tra i luoghi di culto della Da Feronia ecco allora San Severino Marche. Protettrice dei liberti e di tutto ciò che sottoterra esce alla luce del sole (acque sorgive e ogni tipo di fertilitá, da quella del suolo a quella umana) aveva poprietá guaritrici confermate anche dai numerosi ex-voto anatomici. Grazie alle conquiste romane, con nuovi stili di vita nuovi culti entrarono a far parte del quotidiano. A Trea si diffuse il culto di Iside, dea della maternitá e della fertilitá nella mitologia egizia. Tratti comuni si incontrarono nell´iconografia relativa alla dea egizia e alla Vergine Maria ed è ragionevole supporre che l´arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la Vergine.

Leggi tutto: Fede e Archeologia

Le offerte votive

In Europa i primi luoghi che raccolgono le offerte votive risalgono al Neolitico. Le offerte votive dei cristiani sono fatte a Dio, alla Madonna, ai santi come richiesta di aiuto o ringraziamento per un favore ottenuto. Sono questi ultimi che vengono definiti ex voto, con una locuzione latina che può essere tradotta letteralmente "a seguito di un voto" e viene usata per indicare un oggetto dato in dono ad una divinità. Nei secoli passati, si erigevano capitelli votivi, poi si è passati a pratiche ancora in uso oggi: offerta di statue, simulacri preziosi, gioielli, abiti da cerimonia, donazioni in denaro, riproduzioni legate al voto o alla grazia ricevuta.

Leggi tutto: Le offerte votive

Il Neolitico

Tracce del periodo Neolitico sono pressoché ovunque in marcamontana dove ad ogni aratura affioravano cocci, carboni, punte du freccia. In zone dove era importante, come in di Treia e San Severino Marche, il gran numero di reperti è stato raccolto e catalogato da musei collezioni non sempre locali (vedi i ritrovamenti di Colle Marte). Interessante dal punto di vista di quantità e qualità dei materiali il sito neolitico di Braccano: datato al 4330-4328 a.C, vi si era sviluppata l'attività della lavorazione della selce e della produzione di vasellame modellato a mano.

Leggi tutto: Il Neolitico

La civiltà pre-romana a Matelica

Recenti ricerche a Matelica hanno portato alla scoperta di estese aree di abitati e di necropoli che, attualmente, si pongono tra le testimonianze più importanti dell´intero territorio marchigiano e non solo. Gli insediamenti sono collocabili, con continuità differente a seconda dei siti, tra l´VIII e il IV secolo a.C. Gli scavi archeologici estesi su ampie aree hanno permesso di portare alla luce interi villaggi e ampie necropoli in quasi tutto il territorio comunale. Le tombe più antiche, databili tra il IX-VIII secolo a.Ca sono rappresentative delle prime fasi della Civiltà Picena, sia nel rituale funerario che nel ricco corredo personale che comprende anche carri, armi, utensili per il banchetto e per il simposio, manufatti realizzati con materiali esotici come gusci di uova di struzzo, avorio e ambra, simboli di una società aristocratica raffinata, colta e, allo stesso tempo, potente sul piano economico.

Leggi tutto: La civiltà pre-romana a Matelica

Le Necropoli

La civiltá dei Piceni, di cui fu grandissmio studioso il settempedano Giuseppe Moretti, ha lasciato ampie tracce dove sorgeva il castello di Pitino, conteso nel Medioevo per la strategice posizione.

Fondamentali per l´approfondimento della ricerca le ampie necropoli rinvenute recentemente a Matelica, in particolare quella del VII secolo a. C. L´area funeraria delimitata dal fossato comprendeva la deposizione del defunto con il ricco corredo personale costituito, per lo piú, da monili ed oggetti di ornamento e una grande fossa-deposito in cui erano collocati carri, vasellame di bronzo e di terracotta, armi, utensili per il banchetto e per il simposio, oggetti in metallo prezioso, d´oro e d´argento, ed altri manufatti realizzati con materiali esotici come gusci di uova di struzzo, avorio e ambra, simboli di una societá aristocratica raffinata, colta e, allo stesso tempo, potente sul piano economico.

Leggi tutto: Le Necropoli

Le rovine romane e medievali

Prima che si sviluppasse, tra Sette e Ottocento, la scienza archeologica, marcamontana, come molte zone del centroitalia, ha largamente attinto per la costruzione dei suoi luoghi di culto e dei palazzi non solo alle rovine romane (presenti in grandissima quantità su questo diverticolo della Flaminia), ma anche a torri e mura medievali quando vittime degli assalti guerrieri. Di questo costume che a Roma, sotto Urbano VIII, portò letteralmente a depredare anche il Colosseo.

Leggi tutto: Le rovine romane e medievali

I reperti egizi di Treia

Nel 1909. durante gii scavi per la costruzione del Santuario del SS Crocifisso dove sorgevano non solo l'Iseo, ma Trea stessa, come confermano recenti indagini archeologiche, vennero ritrovati alcuni, frammenti e statue egizie che, ritenute resti di copie romane, furono collocati sulla facciata del campanile della chiesa, prima di occupare oggi il posto d'onore nel Museo Archeologico. Oltre ad un mosaico con ibis, ci sono una testa di Serapide (più noto come Osiride), una dei Iside e due prodotti di arte egizia di epoca tolemaica di importanza mondiale. La figura femminile è simile a quella di una sacerdotessa trovata sulla Terrazza degli Dei Stranieri nel tempio di Iside a Delo ed a quella della regina Tuia, trovata a Roma. La figura maschile, acefala, alta arca 77,5 centimetri, veste lo shendyt, caratteristico gonnelino, ed il copricapo regale nemes.

Leggi tutto: I reperti egizi di Treia

Matelica - L'Archeologia

Matelica poggia letteralmente sulla sua storia romana. Praticamente ogni area del territorio ha restituito reperti d’epoca che sono raccolti sia nel Museo Archeologico che nel Museo Piersanti; in alcuni casi i reperti, per la loro caratteristica di elementi architettonici, sono stati lasciati in situ. Un impianto termale di epoca romana datato prima età imperiale presso il Teatro Comunale. Palazzo del Governo mostra resti di pavimenti con mosaici relativi ad una domus di età imperiale; a Palazzo Ottoni tre ambienti di domus  riconducibile agli inizi del II secolo d.C. con mosaici geometrici policromi.

Leggi tutto: Matelica - L'Archeologia

Età del ferro

La civiltà picena è presente in marcamontana già durante la prima Età del Ferro, intorno al IX sec. a.C., periodo a cui risale la necropoli di Brecce a Matelica. Nel secolo successivo aumenta la concentrazione di abitati intorno alle medie vallate del Potenza e del Chienti, ricche di posizioni naturalmente forti nonché di risorse idriche e di terreni produttivi, lavorabili e ricchi anche di minerali se, ancora oggi, lungo le pendici del Monte Linguaro, si trova ferrite. È questa vicinanza alla materia prima che ha probabilmente determinato la successiva nascita di Sefro come centro di lavorazione del ferro. Quello del ferro battuto è ancora oggi un artigianato di grande qualità di cui si trovano espressioni a Treia e Castelraimondo.

Leggi tutto: Età del ferro


Calcola il Percorso di Marca

Seleziona l'inizio del percorso:
Seleziona la fine del percorso:
Tipologia:
Waypoints: (Ctrl-Click for multiple selection)

Video Gallery