Giovedì 17 Ago 2017

Valle di Fonte di Brescia: le rocce

La valle di Fonte di Brescia è bordata dai rilievi montuosi di Serrarossa (1042 m s.l.m.), Monte Ferro Rotondo (1192.9 m s.l.m.), Monte Vermenone (1363.3 m s.l.m.). Lungo questa valle sono ubicate alcune sorgenti del Fiume Potenza, il quale nasce dalla confluenza tra il fosso di Fonte di Brescia ed il fosso di Laverino-Laverinello.

Il fosso di Fonte di Brescia è alimentato da una serie di sorgenti che si manifestano nel fondovalle. L’emergenza delle stesse è strettamente legata alla composizione delle rocce presenti, al loro stato di fratturazione ed all’assetto strutturale delle stesse, cioè al modo in cui le rocce sono disposte in profondità.

Le rocce affioranti su tutta la valle sono denominate Formazioni della Maiolica, Marne a Fucoidi, Scaglia bianca e Scaglia rossa, rispettivamente dalla più antica alla più giovane, formazioni appartenenti alla sequenza delle rocce nota in letteratura come “successione umbro-marchigiana”.

Nel territorio di Fiuminata fino a circa 5 milioni di anni c’era il mare. Queste rocce si sono appunto originate in ambiente marino, dove gli organismi viventi, con scheletri e gusci calcarei e silicei, alla loro morte si depositavano sul fondo, formando un fango calcareo o siliceo; in questo ambiente marino si depositavano anche particelle fini (argille e sabbie) trasportate dalle correnti sottomarine.

Questi sedimenti in ambiente marino si sono deposti per strati orizzontali, uno sull’altro dando luogo così alla stratificazione. In profondità avremo gli strati più antichi mentre progressivamente verso l’alto quelli più giovani. In modo analogo la formazione rocciosa alla base sarà la più antica e quelle verso l’alto saranno progressivamente più giovani.

La Maiolica è una formazione rocciosa costituita da strati calcarei biancastri e subordinatamente da liste di selce scura; è altamente permeabile e carsificabile. Si è formata dal Titoniano sup. all’Aptiano inferiore p.p. (circa da 145 a 125 milioni di anni).

Le Marne a Fucoidi sono costituite da marne e marne argillose, con toni rossastri, brunastri, verdi e bande giallastre. Si sono formate dall’Aptiano inferiore p.p. all’Albiano superiore p.p. (da 125 a 100 milioni di anni).

La Scaglia bianca è costituita da strati di calcari marnosi biancastri, a frattura scagliosa, da strati di selce nera. Nella parte alta della formazione si rinviene il caratteristico livello ittiolitico-radiolaritico-bituminoso, già segnalato da Bonarelli (1901), dello spessore variabile da pochi centimetri a 2 m, un "livello guida" di notevole estensione regionale (cfr. scheda 4). La Scaglia bianca si è formata dall’Albiano superiore p.p. al Turoniano inferiore p.p. (circa da 100 a 90 milioni di anni).

La Scaglia rossa è costituita da calcari e calcari marnosi rosati, da selce rossa in liste e noduli e da calcari rossi e rosso mattone senza selce. All’interno della Scaglia rossa ricadono strati formatisi al limite Cretacico-Terziario (meglio conosciuto come limite K-T), limite tra l'Era Mesozoica e quella Cenozoica (65 milioni di anni fa), in cui avvenne una delle estinzioni di massa più spettacolari della storia del nostro Pianeta e le cui vittime principali furono i dinosauri, i grandi rettili marini come i plesiosauri e i mosasauri, gli pterosauri, le ammoniti e le belemniti (due gruppi importanti di cefalopodi), i lamellibranchi ecc.. La Scaglia rossa si è formata dal Turoniano inferiore p.p. al Luteziano p.p. (circa da 90 a 45 milioni di anni).

Queste rocce, dopo la deposizione (o in parte anche durante la deposizione) in strati sub-orizzontali, sono state sottoposte a sforzi tettonici che le hanno deformate, modificandone la giacitura, la posizione e la struttura originaria. In particolare, come rappresentato nella sezione geologica, che rappresenta uno spaccato verticale mostrante come sono disposte le rocce in profondità, nell’area sono presenti due principali strutture dovute alla compressione: un’anticlinale con al nucleo la Maiolica e una sinclinale con al nucleo la Scaglia rossa, strutture di piegamento continue anche a nord e sud dell’area e di importanza ai fini della circolazione delle acque all’interno delle rocce.

Alla scala dell’affioramento in tutta l’area infine sono presenti pieghe chiamate “parassite”, più piccole rispetto alle anticlinali e sinclinali descritte nello schema geologico, ma associate geneticamente e geometricamente alle stesse, che coinvolgono le Formazioni dalla Maiolica alla Scaglia rossa; si tratta di pieghe denominate “chevron” cioè con fianchi dritti e cerniere aguzze. Le rocce presentano qui una spinta deformazione sia duttile che fragile legata alla strutturazione delle sinclinali ed anticlinali descritte.

Oltre alle pieghe è presente un sistema di faglie, con direzione circa nord-sud, sub-verticali a cui è associata una spinta fratturazione significativa per la circolazione delle acque al suo interno.

La struttura geologica delle rocce in profondità fa sì che lungo la Valle del Fosso di Brescia vengano a giorno le acque immagazzinate a M. Ferro Rotondo - M. Vermenone, nella Sorgente Vena del Vecchio, nelle Sorgenti a quota 675 m, nelle Sorgenti del Potenza e nella Sorgente di Fonte di Brescia con differenti meccanismi, descritti nella scheda 6.

La composizione delle rocce e l’assetto strutturale delle stesse (cioè il modo con cui sono disposte in profondità) ha inoltre condizionato l’evoluzione morfologica del rilievo. Una volta emerso dal mare, il territorio è stato progressivamente degradato dall’azione incessante soprattutto delle acque correnti superficiali. Ad esempio le rocce maggiormente argillose come le Marne a Fucoidi sono state maggiormente erose, poiché meno resistenti di quelle prettamente calcaree, per processi di erosione appunto selettiva: la forma esterna della superficie topografica ha acquisito nel tempo andamento più dolce in corrispondenza delle stesse e versanti più acclivi ed aspri in corrispondenza di quelle calcaree.

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