Sabato 19 Ago 2017
Rocce

la rocciaA Fiuminata la palestra di roccia è stata la prima ad essere aperta nelle Marche per l'arrampicata sportiva: ha 60 vie di risalita dal 4 all' 8 grado. Nella Gola di Pioraco è disponibile una falesia che ha oltre 50 tiri che vanno dal 4+ all' 8b. L'arrampicata è prevalentemente tecnica, trattandosi nella maggior parte dei casi di placche verticali o leggermente strapiombanti: occorrono buone dita e scarpe strette.

Monte Sardigliano – Il Livello Bonarelli

Lungo il versante meridionale del Monte Sardigliano, poco ad ovest del Passo Salegri, affiora lungo una strada secondaria la Formazione della Scaglia Bianca. Appena pochi metri prima del passaggio alla sovrastante Formazione della Scaglia rosata è ben visibile il livello Bonarelli.
La Scaglia bianca, il cui spessore si aggira in media sui 60-70 m, è costituita da: a) calcari e calcari marnosi biancastri, a frattura scagliosa, in strati medi, con sottili livelli bituminosi, e da strati di selce rosata, nella parte inferiore; b) calcari e calcari marnosi bianchi con selce nerastra, zonata, nella parte superiore. lo strato-guida BONARELLI Auct. (argilliti e siltiti nere e giallastre) dello spessore variabile da pochi decimetri a un metro; al di sotto di questo livello si rinviene sempre uno strato (di 10-15 cm di spessore) di selce nera.

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Monte Sardigliano (Passo Salegri) – La Piega nella Formazione Delle Marne A Fucoidi

Presso il Passo Salegri, lungo il versante meridionale del Monte Sardigliano è possibile osservare una mesopiega (sinclinale) nella formazione delle Marne a Fucoidi.
Le Marne a Fucoidi hanno uno spessore di circa 70-80 m e sono costituite da marne e marne argillose color rosso vinaccio e verdi, con subordinati calcari marnosi varicolori nella parte inferiore, da calcari marnosi biancastri, con selce rosata, nella parte superiore. Alla base si rinviene il "livello Selli" (livello argillitico bituminoso nero spesso alcuni metri). Età: Aptiano inferiore pp.-Albiano superiore pp.

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Montelago Inghiottitoi

Il piano inferiore di Montelago ha carattere endoreico e, quando non allagato come sovente nel periodo invernale, ospita un'evidente rete di drenaggi che terminano nei cosiddetti inghiottitoi, tipici degli ambienti carsici. In tal modo le acque entrano in profondità, perdendosi nel mondo calcareo ipogeo.
Sconosciuti sono i particolari dei percorsi seguiti, ma le acque, dopo lunghi tempi di residenza all'interno dei complessi acquiferi, vengono a giorno in diversi punti prossimi ai fondovalle: sia lungo il versante orientale, che occidentale della dorsale. Una di queste emergenze, tra l'altro tra le più significative, è ubicata lungo la Valle di San Giovanni, in cui le omonime acque sono oggetto di captazione per scopi acquedottistici (vedi scheda ad hoc).

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Agolla – Il Livello Bonarelli

In prossimità dell'abitato di Agolla, lungo la strada che sale per Montelago affiora la Formazione della Scaglia bianca in giacitura verticale e al passaggio con la sovrastante Formazione della Scaglia rosata è ben visibile il livello Bonarelli.
La Scaglia bianca, il cui spessore si aggira in media sui 60-70 m, è costituita da: a) calcari e calcari marnosi biancastri, a frattura scagliosa, in strati medi, con sottili livelli bituminosi, e da strati di selce rosata, nella parte inferiore; b) calcari e calcari marnosi bianchi con selce nerastra, zonata, nella parte superiore. lo strato-guida BONARELLI Auct. (argilliti e siltiti nere e giallastre) dello spessore variabile da pochi decimetri a un metro; al di sotto di questo livello si rinviene sempre uno strato (di 10-15 cm di spessore) di selce nera.
Lo strato-guida o livello Bonarelli è così chiamato dal nome del geologo Guido Bonarelli (1871-1951) che per primo lo studiò nel 1891. Si tratta di un livello composto da sedimenti prevalentemente argillosi e siltosi, di colore nerastro e giallastro, con basso tenore in carbonato di calcio, ricchi di silice (derivata dalla deposizione di scheletri di Radiolari) e con abbondante materia organica.
Il livello è stato riconosciuto in Italia dalla Lombardia all'Appennino Centrale. Livelli con caratteristiche analoghe e correlabili come età sono conosciuti anche in Nord Africa, Spagna, America Centrale, e nei sedimenti oceanici del Nord Atlantico. Il livello Bonarelli costituisce quindi, nonostante l'esiguità dello spessore, un marker stratigrafico (un "livello guida") di notevole estensione regionale.

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Monte Cesito – Detriti Stratificati di Versante

La strada che collega l'abitato di Agolla ai piani di Montelago per un tratto taglia il versante est di Monte Cesito dove nella parte medio alta è presente una piccola piazzola che ne interrompe la continuità. Si tratta molto probabilmente di una ex-cava che, essendo impostata nella falda detritica del versante, oggi ne permette una buona osservazione. La sezione mostra i cosiddetti detriti stratificati di versante, una formazione tipica nell'area umbro-marchigiana costituita da elementi ghiaiosi, talvolta con matrice più fine, cementati tra di loro e disposti appunto stratificati secondo la pendenza del versante. La deposizione di questi materiali risale a fasi climatiche fredde (quindi almeno dell'ultima glaciazione, Pleistocene Superiore)

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Colle Pertori e Monte Cimaiolo – Pieghe Nelle Marne a Fucoidi

In prossimità della zona di cresta di Monte Cimaiolo, subito a sud-ovest di Monte Gualdo, è ben visibile in affioramento e in panoramica da Monte Cesito, Monte Brutto, Monte di Mistrano o Monte Primo un sistema di pieghe alle diverse scale. In generale si tratta di una anticlinale (Colle Pertori) e sinclinale (Monte Cimaiolo) ad andamento circa NNW-SSE con a nucleo rispettivamente la formazione della Maiolica e della Scaglia rossa (Carta geologica, scheda Geo21).

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Agolla – Formazione Del Bugarone

In prossimità dell'abitato di Agolla, lungo la prima parte del sentiero n 243 che sale per Fonte Meregna e poi per il Monte Primo la Formazione del Bugarone.
La classica Formazione del Bugarone è costituita da calcari e calcari marnosi nodulari cui si associano spesso, nella parte mediana, marne e marne calcaree verdastre, a stratificazione irregolare con giunti ondulati o di tipo stilolitico; a luoghi sono ricchi in fossili (ammoniti, brachiopodi, aptici, belemniti, crinoidi, ecc.). CENTAMORE et al. (1971) vi hanno distinto, dal basso verso l'alto, quattro membri: Calcari stratificati grigi, Calcari nodulari con marne verdi, Calcari nodulari nocciola, Calcari nodulari ad Aptici. Questi corrispondono rispettivamente alle seguenti unità di CECCA et al. (1990): Corniola–equivalente, Rosso ammonitico–equivalente, Bugarone inferiore, Bugarone superiore. Lo spessore medio è di circa 30-40 m.
Età: Carixiano p.p. – Titoniano inferiore (con lacuna estesa dal Bajociano superiore al Kimmeridgiano inferiore p.p.).

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Monte Primo – Faglia Normale

A nord di Pian di Morri, in prossimità della sella situata in posizione più elevata rispetto alla Fonte Meregna, tra il Monte Primo e il Monte di Mistrano affiora con continuità una delle faglie normali che caratterizzano i piano di Montelago (vedi scheda relativa).
Questa faglia con chiari indizi di attività quaternaria affiora con netto risalto morfologico all'interno della Formazione della Maiolica; si rinvengono inoltre strie con valore 275-65 indicanti un movimento normale di dip-slip. La maiolica di footwall ha una giacitura sub-orizzontale che tende ad uncinarsi verso il basso in prossimità del piano.

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Pieghe sulla Maiolica di Costa Eletta

Alla base del versante nord di Costa Eletta, lungo il sentiero che conduce a Ponte San Cassiano vi è una bella esposizione della Formazione della Maiolica con strati piegati Questi strati si sono piegati poiché le rocce, dopo la deposizione sul fondo del mare in strati orizzontali, sono state sottoposte a sforzi tettonici, forze dovute all’interazione tra le placche rigide litosferiche che “galleggiano” sulla sottostante astenosfera.

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Pieghe sulla Scaglia rossa in zona ex-fonderia

Percorrendo il sentiero che dalla ex-fonderia conduce a Pontile vi è una bella esposizione della Formazione della Scaglia rossa con strati piegati.

La Formazione della Scaglia rossa è caratterizzata da un’alternanza di prevalenti strati calcarei e di subordinate liste di selce rossa (la nota pietra focaia). All’interno di questa roccia, formatasi in mare da circa 90 a 45 milioni di anni fa, ricadono strati deposti al limite Cretacico-Terziario (meglio conosciuto come limite K-T), limite tra l'Era Mesozoica e quella Cenozoica (65 milioni di anni fa), in cui avvenne una delle estinzioni di massa più spettacolari della storia del nostro Pianeta e le cui vittime principali furono i dinosauri, i grandi rettili marini come i plesiosauri e i mosasauri, gli pterosauri, le ammoniti e le belemniti, i lamellibranchi ecc..

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Ritmite calcari-marne nei “Calcari e Marne a Posidonia” della Valle delle Spiante

Lungo la strada che conduce alla Fonte del Piscio, sul versante nord-ovest di Colle Corno, affiora una successione ritmica di strati calcari-marne riferibile, secondo uno studio di P. Monaco & E. Morettini (2000), alla Formazione denominata Calcari e Marne a Posidonia, appartenente alla sequenza delle rocce nota in letteratura come “successione completa umbro-marchigiana”.

Queste rocce si sono originate circa 170-175 milioni di anni fa in ambiente marino, poiché in questa area fino a circa 5 milioni di anni fa c’era il mare; in questo ambiente marino gli organismi viventi, con scheletri e gusci calcarei e silicei, alla loro morte si depositavano sul fondo, formando un fango calcareo o siliceo; qui inoltre si depositavano particelle fini (argille e sabbie) trasportate dalle correnti sottomarine.

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Formazione della Corniola Valle delle Spiante - Datazione

Lungo il sentiero che percorre il versante ovest della Valle delle Spiante, in corrispondenza della scarpata di monte, si osserva spesso la roccia denominata Formazione della Corniola, appartenente alla sequenza delle rocce nota in letteratura come “successione umbro-marchigiana”.

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