Sabato 19 Ago 2017
Rifugi & Pascoli

rifugi pascoliPer una esperienza unica, in cui l'auto ha un ruolo marginale o assente, marcamontana propone di andare per agros, per i campi, come i pellegrini e pastori che, nelle loro marce di avvicinamento ai luoghi di culto ed ai pascoli montani, utilizzavano le strade consolari. l primi per i tratti ancora in uso gli altri guidando gli armenti per il corridoio erboso che le fiancheggiava. Viandanti e transumanti  s'inerpicavano per i sentieri erbosi alla ricerca dei pascoli e dei solitari luoghi santi dove la devozione popolare indicava la presenza di santi personaggi cui spesso attribuiva virtù traumaturgiche o divinatorie. Tra gli altri, completamente erboso è il sentiero europeo E1 che dalla piana di Colfiorito, attraverso Valle dei Grilli, la Bocchetta e Valle della Scurosa, giunge a Sefro e prosegue in direzione Fiuminata, Spindoli poi risale fino alle sorgenti del Potenza sotto il Passo del Cornello.

L´Ultimo transumante:" il Ceccarello"

Francesco Grelloni da Laverino nasce nel 1913. A 9 anni, attaccato al manzetto (l'ariete capobranco) percorre in otto giorni oltre 200 km per portare le sue greggi ai pascoli tra Tarquinia e Civitavecchia. Dopo 7 o 8 mesi, torna a casa, sulle cime del Monte Gemmo perché lì, oltre i 1000 mt, d'estate si trova l'erba e pure i lupi che, una notte, gli scannano 40 capi senza che i cani facciano un guaito. Questa vita la fa per quarantatré anni: la sua ultima transumanza è del 1965. Per gran parte della sua vita si è nutrito soprattutto di acquacotta: pane ammorbidito con acqua sorgiva, profumato con menta ed origano, condito con un filo d'olio se c'è.

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La Transumanza

La transumanza, intesa come spostamento stagionale a piedi di pastori e greggi oggi non esiste più grazie all´allevamento stanziale ed alla meccanizzazione agricola, nonché al trasporto su gomma. Consisteva nel totale abbandono da parte delle greggi dei pascoli estivi. Un massaro si incaricava di riunirli al gregge principale nella discesa al pianoro invernale. In questo modo i prati montani restavano a riposo per otto mesi rigenerandosi e depurandosi dai parassiti lasciati dagli ovini. Alla transumanza sembra essere legato l´arrivo dei Sabini nelle valli marchigiane proprio al seguito di un pecus (pecora) da cui l´appellativo Piceni.

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La pecora sopravissana

La razza Sopravissana è frutto di una serie di incroci effettuati intorno al 1820-1830, tra arieti Merinos-Rambouillet (che, pare, discendessero da quelli che il Re di Francia donò nel 1792 a Papa Pio Vl) e pecoredi razza Vissana. La razza Vissana, invece, deriverebbe da una popolazione locale dei Monti Sibillini, zona di Visso. La Sopravissana era allevata soprattutto in forma transumante. Nelle Marche è per lo più diffusa nel territorio alto collinare e montano di Macerata e Ascoli Piceno, allevata nell'ambito di piccole aziende agricole a conduzione diretta o in greggi di grandi dimensioni in pianura, collina e, in parte, montagna, in allevamenti stanziali o transumanti con alimentazione basata sul pascolo.  La sua carne è alla base di gustose ricette in abbinamento anche con tipicità del territorio come i funghi e il tartufo.

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Piani di Montelago

È facilmente raggiungibile in auto da Camerino, Sefro e Pioraco, e rappresenta un luogo ideale per trascorrere una giornata all'aria aperta: i due bacini carsici, che si distendono su diverse quote, nel periodo estivo sono asciutti: durante le altre stagioni danno vita ad un laghetto. L'altopiano si trova a 950 mt. racchiuso da due catene montuose: una parte da Monte lgno e arriva fino a Monte Primo; l'altra è compresa tra il Monte Pennino ed il Monte Vermenone (che separano l'altopiano dal versante di Fiuminata, Pioraco e Nocera Umbra), interessarti le escursioni: la vegetazione (a fasce concentriche in rapporto al regime idrico) comprende specie rare come l'orchidea di palude; nei boschi di faggi vivono ghiri, tassi, donnole, faine, istrici e numerosi rapaci. L'area è destinata al pascolo.

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sentiero "222"

SENTIERO 222

Comune di San Severino

Serripola - Monte Faeto - Monte Marzolare – Stigliano

DIFFICOLTA’: E (escursionistica)
PERCORRENZA: a cavallo 4h A/R (leggeri dislivelli).
LUNGHEZZA: km. 8.
STAGIONE: tutto l’anno.
ACCESSO: (punto ove si lascia l’auto): Serripola oppure Stigliano.
TRATTI CARROZZABILI: da Stigliano a Serripola strada asfaltata.
SEGNALETICA: segnavia rossi e bianchi.

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sentiero "209"

SENTIERO 209

Comune Di SAN SEVERINO MARCHE

Chigiano - Canfaito - Abbadia Val Fucina - Elcito - Chigiano

DIFFICOLTA’ E (escursionistico)
PERCORRENZA: in mountain bike 5/6h
STAGIONE: tutto l’anno.
ACCESSO: (punto ove si lascia l’auto) Chigiano - Castel San Pietro - Elcito - Abbadia Val Fucina.
TRATTI CARROZZABILI: tutto il percorso ad esclusione dei tratti Chigiano – Sorgente Acqua della Vita, Canfaito e Canfaito - Abbadia Val Fucina
SEGNALETICA: segnavia rossi e bianchi.

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sentiero "206"

SENTIERO 206

Comune di San Severino Marche

S. Severino Marche - Madonna del Monte

DIFFICOLTA' E (escursionistico)
PERCORRENZA  A PIEDI: dal motocross a Buca del terremoto km. 2,5 1h30'.
Da Buca del terremoto a Madonna del Monte (km. 1,6) 30'.
STAGIONE: tutto l'anno.
ACCESSO: (punto ove si lascia l'auto) Santuario San Pacifico oppure Campo di Motocross.
TRATTI CARROZZABILI: transitabile solo con macchine a trazione integrale.
SEGNALETICA: segnavia rossi e bianchi.

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sentiero "205"

SENTIERO 205

Comune di San Severino Marche

Maneggio Ponte S. Eustacchio - Manfrica - Madonna del Monte - Maneggio Ponte S. Antonio
DIFFICOLTA' E (escursionistico)
PERCORRENZA  A PIEDI: da area di sosta S. Eustacchio - Manfrica 2h in salita.
Da Madonna del Monte a San Severino M. 1h30' in discesa.
STAGIONE: tutto l'anno.
ACCESSO: (punto ove si lascia l'auto) parcheggio area di sosta S. Eustacchio.
TRATTI CARROZZABILI: Ponte S. Antonio - area di sosta S. Eustacchio.
SEGNALETICA: segnavia rossi e bianchi.

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Piani di Canfaito

Sulle pendici del Monte Canfaito, a 1000 mt circa, c'è l'omonimo altopiano famoso per la sua imponente faggeta ricca di alberi secolari, uno dei quali misura 6 mt di circonferenza.  Chi si avventura tra prati da pascolo punteggiati di orchidee selvatiche e peonie gode di un panorama che ha da un lato il mare e dall'altro i Sibillini.  ll luogo è attrezzato con aree di sosta dotate di tutti i servizi. Nel territorio drcostante numerosi castelli medievali, tra cui Aliforni, Pitino, Castel San Pietro, Carpignano, Elcito. Con poche difficoltà si può raggiungere anche la cima del San Vicino (1497 mt).

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Monte Pennino

L'area più elevata (1571 mt.) che circonda gli Altipiani Plestini. Sulle zone sommitali estesi pascoli mentre le pendici dei rilievi, al di sotto dei 1500 mt. di quota, sono ricoperte da boschi di faggio, particolarmente estesi all'interno della Valle della Scurosa, che si caratterizza per la presenza di importanti popolamenti di agrifoglio, tasso e tiglio.  Sul versante nord-orientale , all'interno di un nucleo di faggeta ben conservato, la presenza di numerosi giovani esemplari di abete bianco, diffusisi spontanemaente a partire dai un rimboschimento, testimonia la potenzialità del territorio per questa specie, scomparsa dall'Appennino umbro marchigiano nei secoli scorsi.

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