Sabato 19 Ago 2017
Risorse Naturali

Vegetazione delle acque correnti del Fosso Fiumetto

Coordinate (WGS84): 33 T 327500 m E – 4782138 m N.

Motivazione: Microhabitat di elevato valore biologico

Descrizione: Vegetazione di ambiente umido tipica delle acque correnti, che presenta specie erbacee idrofitiche degli ambienti permanentemente inondati dell'alveo del corso d'acqua (Nasturtium officinale, Glyceria sp. ed Apium nodiflorum), specie elofitiche che si sviluppano su suoli che si disseccano temporaneamente, ma rimangono comunque umidi durante la stagione secca (Juncus inflexus e Carex pendula) ed entità floristiche tipiche di ambienti temporaneamente inondati perché soggetti a oscillazioni del livello delle acque nel corso dell'anno (Ranunculus repens e Rumex crispus).

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Stazione di agrifoglio (Ilex aquifolium) nel sottobosco di faggio e carpino nero sotto la Rocca di Laverino

Coordinate (WGS84): 33 T 329224 m E – 4781559 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: L'agrifoglio (Ilex aquifolium) è una specie arborea o arbustiva sempreverde, con areale che interessa l'Europa centro-occidentale e Sud-orientale, le coste scandinave occidentali, le Isole Britanniche e l'Africa Nord-occidentale. In Italia è presente in tutte le regioni, con particolare frequenza in quelle centro-meridionali. La distribuzione nelle Marche è legata fondamentalmente ai rilievi montuosi, in prevalenza nei Piani Alto-Collinare e Basso-Montano. Predilige ambienti poco soleggiati, non interessati da improvvise variazioni di temperatura, terreni umidi, ricchi di sostanze organiche ed elementi minerali. In questa stazione, l'agrifoglio si trova nel sottobosco di una formazione forestale a dominanza di faggio (Fagus sylvatica), ma è possibile trovarlo anche all'interno di boschi freschi di cerro (Quercus cerris) o carpino nero (Ostrya carpinifolia). 

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Stazione di erica arborea (Erica arborea) di Colle Saliere

Coordinate (WGS84): 33 T 331764 m E – 4781714 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: L'erica arborea (Erica arborea) è un arbusto sempreverde acidofilo, spesso raccolto, soprattutto nel passato, per la produzione di scope. Il suo areale gravita nel bacino del Mediterraneo. In Italia si sviluppa allo stato spontaneo fino a circa 1200 m di altitudine nelle macchie, nelle brughiere, nelle garighe, e in contesti di pascoli aridi, come nel caso di questa stazione, dove è presente all'interno di un pascolo cespugliato.

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Stazione di bosso (Buxus sempervirens) sulle pendici di C.sta Eletta

Coordinate (WGS84): 33 T 334173 m E – 4782662 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: Il bosso (Buxus sempervirens) è una specie arbustiva sempreverde, considerata relitto dell'Era Terziaria, che anteriormente alle glaciazioni era diffusa nel Piano Montano delle catene mediterranee, mentre nel corso delle successive fasi glaciali è divenuta sempre meno frequente sino a conservarsi soltanto in limitate aree di rifugio. E' diffusa su un territorio molto ampio, che per lo più gravita nel bacino del Mediterraneo e sulle aree a clima Atlantico. In Italia il bosso è presente, allo stato naturale, dalle Alpi occidentali all'Appennino lucano, interessando anche le Marche, dove è diffuso prevalentemente nei settori collinari. In questa stazione il bosso si trova nel sottobosco di una formazione forestale a dominanza di carpino nero (Ostrya carpinifolia).

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Nucleo di castagneto sulle basse pendici del Monte Gualdo

Coordinate (WGS84): 33 T 334390 m E – 4782612 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Il castagno (Castanea sativa) è una specie arborea caducifoglia che solitamente si insedia su substrati acidi, coltivata per la produzione del frutto (castagna) o di legname, nell'area di distribuzione potenziale del cerro (Quercus cerris). E' una specie che riveste grande interesse fitogeografico e conservazionistico, testimone di eventi climatici passati e di momenti storici strettamente legati alle vicende umane. Infatti, secondo i risultati delle ricerche palinologiche (cioè dello studio dei pollini fossili), questa specie è da considerarsi indigena nel nostro territorio, ma in condizioni naturali doveva avere distribuzione relativamente ristretta. Soltanto in epoca romana il suo areale è stato notevolmente ampliato ad opera dell'uomo, in quanto la castagna aveva una grande importanza alimentare. 

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Filari di pioppi cipressini (Populus nigra var. italica) lungo le sponde del Fiume Potenza presso loc. Pontile

Coordinate (WGS84): 33 T 332089 m E – 4783365 m N / 33 T 332902 m E – 4783210 m N (punto centrale: 33 T 332688 m E – 4783293 m N).

Motivazione: Elementi di paesaggio di elevato valore biologico e percettivo.

Descrizione: Il pioppo cipressino, varietà del pioppo nero (Populus nigra var. italica), è una pianta arborea caducifoglia frequentemente coltivata come specie ornamentale, ritenuta indigena nelle valli interne dell'Appennino Umbro-Marchigiano. I filari di pioppo presenti lungo questo tratto del Fiume Potenza rappresentano un elemento del paesaggio di notevole valore biologico e percettivo, poiché interrompono l'omogeneità di un paesaggio rurale altrimenti pressoché privo di elementi di naturalità, rappresentano una stazione di rifugio per l'avifauna ed hanno un valore estetico e ricreativo.

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Vegetazione delle acque correnti presso loc. Orpiano

Coordinate (WGS84): 33 T 333021 m E – 4783525 m N / 33 T 332513 m E – 4783572 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Tratto di fosso con vegetazione tipica degli ambienti umidi, che presenta densi popolamenti di: specie idrofitiche (piante con radici inserite sul fondo dell'alveo e foglie completamente immerse o galleggianti sull'acqua), a dominanza di Callitriche cfr palustris, Glyceria sp., Nasturtium officinale, Sparganium erectum, Veronica anagallis-acquatica; specie elofitiche (piante con apparati radicali inseriti su terreni umidi e fangosi, inondati per una parte dell'anno, e apparati fogliari subaerei), a prevalenza di Juncus inflexus, Carex cfr. acuta e Typha latifolia; specie degli ambienti temporaneamente inondati (piante che tollerano il disseccamento del suolo nella stagione estiva), tra cui Rumex crispus, Mentha longifolia e Ranunculus repens.

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Ambiente di acque sorgive: gli “stoni” di Fiuminata

Coordinate (WGS84): 33 T 332063 m E – 4783875 m N.

Motivazione: Habitat di elevato valore biologico

Descrizione: Un tempo la Piana di Fiuminata era occupata da un lago di cui oggi restano solo questi due gruppi di sorgenti, che localmente sono chiamati "stoni", termine la cui etimologia non è nota. Essi corrispondono a dei pozzi naturali caratteristici, profondi qualche metro, i quali in superficie danno origine a questi singolari ambienti umidi. La loro vegetazione è costituita da piante erbacee idrofitiche (con foglie sommerse o galleggianti), che vivono nelle aree permanentemente inondate (per esempio Nasturtium officinale, Callitriche cfr. palustris, Glyceria sp., Sparganium erectum e Berula erecta) ed elofitiche (con apparati fogliari subaerei), che vegetano su suoli che tendono a disseccarsi, in superficie, nel corso della stagione estiva (come Typha latifolia).

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Stazione di bosso (Buxus sempervirens) alle pendici di Colle Arile

Coordinate (WGS84): 33 T 333691 m E – 4783140 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: Il bosso (Buxus sempervirens) è una specie arbustiva sempreverde, considerata relitto dell'Era Terziaria, che anteriormente alle glaciazioni era diffusa nel Piano Montano delle catene mediterranee, mentre nel corso delle successive fasi glaciali è divenuta sempre meno frequente sino a conservarsi soltanto in limitate aree di rifugio. E' diffusa su un territorio molto ampio, che per lo più gravita nel bacino del Mediterraneo e sulle aree a clima Atlantico. In Italia il bosso si trova, allo stato naturale, dalle Alpi occidentali all'Appennino lucano, interessando anche le Marche, dove è diffuso prevalentemente nei settori collinari.

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Stazione di bosso (Buxus sempervirens) tra Spindoli e S. Leonardo

Coordinate (WGS84): 33 T 328580 m E – 4783952 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico.

Descrizione: Il bosso (Buxus sempervirens) è una specie arbustiva sempreverde, considerata relitto dell'Era Terziaria, quando era ampiamente diffusa nelle fasce montane delle catene mediterranee, mentre nel corso delle glaciazioni del Quaternario è divenuta sempre meno frequente sino a conservarsi soltanto in limitate aree di rifugio. E' diffusa su un territorio molto ampio che per lo più gravita nel bacino del Mediterraneo e nelle zone a clima Atlantico. In Italia il bosso è presente, allo stato naturale, dalle Alpi occidentali all'Appennino lucano, interessando anche le Marche, dove è diffuso prevalentemente nei settori collinari. In questa stazione è presente al margine di formazioni forestali caducifoglie a dominanza di roverella (Quercus pubescens).

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Vegetazione delle acque stagnanti

Coordinate (WGS84): 33 T 328485 m E – 4783890 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Piccolo bacino idrico, con oscillazioni di livello nel corso dell'anno, che ospita una vegetazione caratteristica delle acque stagnanti, a dominanza di specie erbacee idrofitiche (delle aree permanentemente inondate), quali Callitriche sp. ed elofitiche (delle aree palustri al margine dello specchio d'acqua, in cui il suolo rimane umido anche nella stagione estiva) quali Alisma plantago-aquatica, Juncus inflexus e Carex sp. pl.

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Stazione di bosso (Buxus sempervirens) presso il Bivio Ercole

Coordinate (WGS84): 33 T 327561 m E – 4783239 m N / 33 T 327547 m E – 4783269 m N

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: Il bosso (Buxus sempervirens) è una specie arbustiva sempreverde, considerata relitto dell'Era Terziaria, quando era ampiamente diffusa nelle fasce montane delle catene mediterranee, mentre nel corso delle glaciazioni del Quaternario è divenuta sempre meno frequente sino a conservarsi soltanto in limitate aree di rifugio. E' diffusa su un territorio molto ampio che per lo più gravita nel bacino del Mediterraneo e nelle zone a clima Atlantico. In Italia il bosso è presente, allo stato naturale, dalle Alpi occidentali all'Appennino lucano, interessando anche le Marche, dove è diffuso prevalentemente nei settori collinari. In questa stazione il bosso si trova al margine di formazioni forestali caducifoglie, vicino ai coltivi.

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  • percorsi acquaLa ricchezza di acque e cascate ha favorito lo sviluppo, industriale, agricolo e pastorale di marcamontana, terra che si estende nelle vallate di due tra i più importanti fiumi della regione, il Potenza e l'Esino.  Percorsi punteggiati da fonti, abbeveratoi e sorgenti, grotte e rifugi sono stati nei secoli di conforto a pastori e pellegrini.  In visita ai Varano di Camerino nel corso del suo pellegrinaggio nei luoghi sacri, lsabella d'Este nelle sue lettere si definisce incantata dalla natura dei luoghi e dalle opere dell'uomo.  

    Nelle acque e negli allevamenti di queste valli sguazza la Trota Fario il cui habitat ideale è garantito non solo da un ambiente incontaminato, ma dalla grande attenzione che i troticultori di Sefro e Fiuminata riservano ad un pesce che vive in acque fresche, chiare, ben ossigenate, fondali rocciosi, sassosi o ghiaiosi.  Ci vogliono circa 2 anni perché una di queste trote raggiunga i 200 gr di peso, il minimo per poter essere commercializzata sia al dettaglio che nella grande distribuzione: è apprezzata per la qualità della carne, più tenera, delicata e soda rispetto ad altre razze. Le trote si possono poscara, acquistare e gustare anche in abbinamento con altri gioielli di queste terre come il tartufo ed i gamberi (da gustare in umido, alla griglia, in salsa per primi piatti) che si catturavano fino a qualche tempo fa in gran numero a Pioraco, Fiuninata, Sefro nelle notti di luna piena di agosto e settembre negli affluenti del Potenza dove l'acqua è limpida e calma.

  • aree verdi protetteAlcune aree della Comuntià Montana Zona H sono state segnalate fin dagli anni '70 dalla Società Botanica italiana nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia": Fonte delle Bussare; Piani di Montelago; Monte San Vicino; Grotte di Sant'Eustachio e Valle dei Grilli (coni ruderi dell'eremo, in parte scavato nella viva roccia. che risale al secolo XI); Gole di Pioraco: Valle di San Pietro, con rigogliosi boschi che nascondono la forra in cui scorrono le prime acque dell'Esino; Valle della Scurosa, in parte ancora selvaggia; il Monte Pennino ed i suoi pascoli sommitali, sono da anni riconosciuti come Aree Floristiche Protette della Regione Marche (LR n. 52 del 30 dicembre 1974), considerate a tutti gli effetti Riserve Botaniche.

  • boschiMarcamontana è un territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello che offre anche l'eccezionale possibilità di un tour  tra alberi secolari.  

    Sono faggi e pinete a dominare quantitativamente le specie di flora che si incontra lungo i sentieri.  Faggeta ad alto fusto nella parte alta di Valle Scurosa, lungo un percorso in cui sono visibili anche le piazzole (dette, appunto, carbonare) in cui venivano bruciate le cotte;  

    faggi nel tratto che porta a Forca di Bara e faggi secolari sulla forestale che conduce a Macchia Lori;

    faggi le quinte del sentiero 219, mentre tratti di bosco ceduo interrompono il cammino 222 tra i pascoli che va da Serripola a Stigliano.

    Monumentale il faggio più grande della faggeta secolare dei Piani di Cafaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • goleIl percorso naturalistico "Li Vurgacci" si snoda all'interno della gola di Pioraco formata dal fiume Potenza. Una natura incontaminata dove ci si imbatte in cascate e giochi d'acqua, dove si possono ammirare resti romani e i cosiddetti "mostri" scolpiti nella roccia, e che sale fino al punto panoramico "La Croce". Una falesia della Gola di Pioraco è disponibile per l'arrampicata sportiva. Suggestiva da visitare la gola di Jana da raggiungere anche in bicicletta attraverso il caratteristico paesino di Braccano da cui si prosegue costeggiando un fosso che rappresenta una vera particolarità naturalistica: é attraversato da una sorgente per tutta l'estate e parte dell'inverno.

  • la rocciaA Fiuminata la palestra di roccia è stata la prima ad essere aperta nelle Marche per l'arrampicata sportiva: ha 60 vie di risalita dal 4 all' 8 grado. Nella Gola di Pioraco è disponibile una falesia che ha oltre 50 tiri che vanno dal 4+ all' 8b. L'arrampicata è prevalentemente tecnica, trattandosi nella maggior parte dei casi di placche verticali o leggermente strapiombanti: occorrono buone dita e scarpe strette.

  • la rocciaPer essere il più possibile vicini a Dio è necessario allontanarsi dal mondo e dalle sue tentazioni: grotte ed anfratti del territorio sono i luoghi scelti o edificati ad hoc da eremiti (ma anche tagliapietre) siu percorsi e gli insediamenti antichissimi e ricchi di spiritualità dei pastori transumanti. Fu la chiesa stessa a rafforzare questa consuetudine: sostituì a quello del genius loci dei pagani il culto di Michele Arcangelo, puro spirito che aleggia nelle grotte come nei boschi, guerriero che combatte il male insidioso ad ogni passo. Sulle orme di monaci de eremiti si percorrono i sentieri 205 (San Severino) e 229 (Pioraco), si giunge a Valle dell'Elce (Gagliole) per il sentiero 224. e si va alla ricerca dell'atmosfera mistica che permise a Santa Sperandia e Sam Vittorino di vivere in penitenza tra questi calcari.

  • pineteMarcamontana, ricca di ecosistemi vitali, offre anche l'eccezionale possibilità di un tour tra alberi secolari, faggi e pinete dominano la flora dei sentieri.  Vaste pinete si incontrano percorrendo i sentieri 206, 207 e 222 in comune di San Severino Marche ed è attraversando la pineta di Monte Verde ed un bosco ceduo che si arriva da Treia al Castello di Pitino. Ci sono fonte ed area di sosta per un riposante break nella pineta del Sentiero delle Rocche,  Mentre la Pineta dell'Impero è tappa obbligata per dirigersi verso un punto panoramico tra i più interessanti da cui si gode della vista su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Infine, è attraverso il sentiero che si snoda tra le pendici del Monte Gemmo ed una fitta pineta che si giunge a Fonticelle superando il dislivello tra il piano dell'antico lago e la parte finale della Gola di Pioraco.

  • alberi secolariUn territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello marcamontana che offre anche l'eccezionalIe possibilità di un tour tra alberi secolari.  A Castelraimondo due esemplari di roverella (Quercus Pubescens Willd): uno si trova nella villa di Lanciano (4.6 mt di diametro x 15 mt di altezza). l'altro al piano di Rustano (43 mt di diametro x 16 mt di altezza).  Roverelle anche a Matelica (Casa Foscola, esemplare di 4 mt di diametro x 15 mt di altezza) e a Treia (Località San Marco Vecchio). Quest'ultima oltre ad essere la più grande (6 mt di diametro x 23 mt di altezza) pare abbia fatto ombra anche a Garibaldi.  Assolutamente monumentale il faggio più grande della faggeta secolare di Piani di Canfaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • lezioni verdiLa particolare natura geologica e lo straordinario ecosistema di marcamontana consentono di intraprendere un interessante percorso informativo didattico tra il Museo di Storia Naturale ed il Centro di Educazione Ambientale a Gagliole. Si possono prenotare, tra l'altro, visite guidate integrate a momenti didattici (comprese escursioni con esperti per l'osservazione diretta degli affioramenti fossiliferi a Valle dei Grilli e Valle dell'Elce e, ricerca e riconoscimento di reperti fossili originali in area simulata. A Pioraco Museo dei Fossili e Museo della Carta e della Filigrana, con sosta alla gualchiera per la fabbricazione della carta secondo l'antica tecnica. Ad Esanatoglia, viaggio visivo nella volta celeste complice l'assenza di inquinamento luminoso del punto di osservazione astronomica gestito da Astrosearch Aesa.

  • rifugi pascoliPer una esperienza unica, in cui l'auto ha un ruolo marginale o assente, marcamontana propone di andare per agros, per i campi, come i pellegrini e pastori che, nelle loro marce di avvicinamento ai luoghi di culto ed ai pascoli montani, utilizzavano le strade consolari. l primi per i tratti ancora in uso gli altri guidando gli armenti per il corridoio erboso che le fiancheggiava. Viandanti e transumanti  s'inerpicavano per i sentieri erbosi alla ricerca dei pascoli e dei solitari luoghi santi dove la devozione popolare indicava la presenza di santi personaggi cui spesso attribuiva virtù traumaturgiche o divinatorie. Tra gli altri, completamente erboso è il sentiero europeo E1 che dalla piana di Colfiorito, attraverso Valle dei Grilli, la Bocchetta e Valle della Scurosa, giunge a Sefro e prosegue in direzione Fiuminata, Spindoli poi risale fino alle sorgenti del Potenza sotto il Passo del Cornello.

  • i montiDall'Adriatico ai Sibillini marcamontana è un susseguirsi di panorami urbani e naturali suggetivi ed ineguagliabili, da godere anche durante tour a cavallo o bicicletta. Salendo a Monte Stinco tra le straordinarie bellezze ambientali c'è anche il punto panoramico di Capanna dei Mulari. Dal sentiero che muove da Fiuminata verso Fonticelle, lo sguardo spazia su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Salendo da Castel Santa Maria, sosta obbligatoria al balcone panoramico aperto sulle vallate di Matelica (semplicemente magnifica anche dal San vicino), Sefro e Fiuminata. Durante la piacevole passeggiata tra i prati fino a Forca di Bara, lo sguardo si apre in ogni direzione su uno scenario straordinario: a est Valle della Scurosa ed i monti Stinco e Camorlo, ad ovest la valle di Laverino, a sud il gran Sasso d'Italia.


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