Sabato 19 Ago 2017
Risorse Naturali

Stazione di bosso (Buxus sempervirens)

Coordinate (WGS84): 33 T 327455 m E – 4783215 m N / 33 T 327186 m E – 4783006 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico

Descrizione: Il bosso (Buxus sempervirens) è una specie arbustiva sempreverde, considerata relitto dell'Era Terziaria, quando era ampiamente diffusa nelle fasce montane delle catene mediterranee, mentre nel corso delle glaciazioni del Quaternario è divenuta sempre meno frequente sino a conservarsi soltanto in limitate aree di rifugio. E' diffusa su un territorio molto ampio che per lo più gravita nel bacino del Mediterraneo e nelle zone a clima Atlantico. In Italia il bosso è presente, allo stato naturale, dalle Alpi occidentali all'Appennino lucano, interessando anche le Marche, dove è diffuso prevalentemente nei settori collinari.

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Paesaggio rurale tradizionale tra loc. Bufeto e C. il Conte

Coordinate (WGS84): 33 T 326856 m E – 4784526 m N.

Motivazione: Elemento di paesaggio di elevato valore biologico, ecologico e percettivo.

Descrizione: Paesaggio rurale tradizionale che, oltre ai coltivi, presenta elementi di naturalità quali siepi, filari di querce e incolti erbosi, arricchiti dal corso del Rio Vene che attraversa la vallata. Sullo sfondo è visibile l'abitato di Salmaregia. Questi elementi conferiscono al paesaggio un particolare valore, non solo dal punto di vista bio-ecologico, in quanto importanti per il mantenimento della sua funzionalità ecosistemica e per lo stabilirsi delle connessioni ecologiche nell'ambito di una matrice paesaggistica dominata dalle colture agrarie, ma anche da quello estetico-percettivo, importante per il mantenimento del benessere e della qualità di vita dell'uomo.

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Esemplare monumentale di frassino maggiore (Fraxinus excelsior) nei pressi della loc. Colmaggiore

Coordinate (WGS84): 33 T 326583 m E – 4785579 m N.

Motivazione: Albero monumentale

Descrizione: Il frassino maggiore (Fraxinus excelsior) è un albero caducifoglio ad areale Europeo-Caucasico, presente in Italia sulle Alpi, sull'Appennino settentrionale e centrale. E' tipico dei boschi misti mesofili di caducifoglie, faggete e boschi planiziari. In contesti rurali, alberi di queste dimensioni rappresentano degli elementi relitti di antichi boschi planiziari presenti nelle pianure alluvionali di fondovalle, quasi completamente disboscati per lasciar spazio alle attività agricole. Rappresentano pertanto elementi di singolare importanza che caratterizzano il paesaggio vegetale delle aree agricole. Tali esemplari venivano perlopiù risparmiati dal taglio per offrire riparo agli animali nelle ore più calde del giorno.

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Popolamenti di leccio (Quercus ilex) nei pressi della Rocca di Spindoli

Coordinate(WGS84): 33 T 329041 m E – 4784952 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Il leccio (Quercus ilex) è una sclerofilla sempreverde arborea o arbustiva, caratteristica delle zone più calde del bacino del Mediterraneo e con distribuzione tipicamente legata alle fasce costiere, dove forma boschi e macchie, insieme ad altre specie sempreverdi mediterranee. In questa stazione, il leccio forma un popolamento arbustivo che si sviluppa su un'area rupestre particolarmente arida e soleggiata. Questo popolamento presenta carattere di extrazonalità, cioè, pur essendo tipico di una zona o fascia climatica (quella mediterranea), si sviluppa al di fuori di essa a causa di particolari condizioni topografiche o morfologiche che modificano localmente le condizioni climatiche generali.

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Pascolo semimesofilo forasacco eretto (Bromus erectus) con fioritura di orchidee in loc. Prati Piani

Coordinate(WGS84): 33 T 333686 m E – 4785587 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Pascolo secondario semimesofilo, ricco di specie, a dominanza della graminacea forasacco eretto (Bromus erectus), che si caratterizza soprattutto per la fioritura primaverile di numerose specie di orchidee (appartenenti perlopiù ai Generi Orchis e Ophrys). Questa formazione erbacea è definita "secondaria" perché ha avuto origine in seguito al taglio da parte dell'uomo di superfici forestate per ottenere aree utilizzabili per il pascolo e per altre attività produttive. La conservazione di questa formazione erbacea e della biodiversità che essa comprende, è strettamente legata alla permanenza delle attività tradizionali di pascolo del bestiame domestico, in assenza delle quali la prateria evolverebbe spontaneamente verso il bosco. La tutela di questo tipo di praterie è stata riconosciuta di fondamentale importanza per la conservazione della biodiversità in Europa.

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Pascolo arido a sesleria dell’Appennino (Sesleria juncifolia), del crinale di Monte Tre Pizzi

Coordinate (WGS84): 33 T 334360 m E – 4786057 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Pascolo arido a dominanza della graminacea sesleria dell'Appennino (Sesleria juncifolia), con specie endemiche o di interesse fitogeografico (Edraianthus graminifolius, Phleum hirsutum subsp. ambiguum, Erysimum pseudorhaeticum, Centaurea ambigua), che si sviluppa generalmente sulle creste dei rilievi montuosi, dove il suolo risulta poco profondo, a causa delle condizioni geomorfologiche (elevata acclività) e dell'erosione esercitata dagli agenti meteorici, in particolare dall'azione ripetuta del gelo/disgelo (crioturbazione). Anche se al di sotto del limite potenziale del bosco (che per le Marche si aggira intorno a 1800 m di altitudine), tale prateria è considerata "primaria", poiché i fenomeni di crioturbazione impediscono l'insediamento del bosco.

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La Cresta di Monte Cimaiolo e Monte Gualdo

Sentiero ad anello

Distanza totale: 9,8 km
Dislivello complessivo: 575 mt
Quota partenza: 485 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.14692, E 12.94972
Tempi di percorrenza: 4,30 ore
Difficoltà: (E)
Interesse prevalente: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Sefro
Accesso: dal centro di Sefro, Piazza Bellanti, si percorre via Roma fino al Monumento ai caduti, si attraversa lo Scarzito con il Ponte "di Picchio" e si procede in salita lungo Via Castello, fino alla prima indicazione del sentiero n.257.

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Anello Valle Scurosa - Monte Camorlo

Sentiero ad anello

Distanza totale: 14,3 km
Dislivello complessivo: 720 mt
Quota partenza: 600 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.12089, E 12.94025
Tempi di percorrenza: 6,30 ore
Difficoltà: (E)
Interesse prevalente: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Sefro
Acceso: Da Sefro si costeggia in auto il torrente Scarzito lungo la S.P.79 verso Montelago per circa 3 km, fino all'incrocio sulla dx che indica la Valle Scurosa. Si lascia la strada asfaltata per una bianca carrozzabile, che s'interna per circa 500 metri, fino al rifugio. Parcheggiare sotto (senza salire al rifugio con le auto).

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Anello di Montelago

Sentiero ad anello

Distanza totale: 10,9 km
Dislivello complessivo: 380 mt (520 mt se si sale fino a Monte Igno)
Quota partenza: 1017 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.148333, E 12.962167
Tempi di percorrenza: 2-5 ore
Difficoltà: (T/E)
Interesse prelevante: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Passo Salegri (Sefro)
Avvertenze: Questo itinerario consente di salire in quota e guardare dall'alto questa natura; esplorare parte del bacino di Montelago; vedere la trincea di Monte Castellaro e i «megaliti» di Fonte Forno; osservare l'area della torbiera vicino Fonte Vino; attraversare il «taglio dei Varano»; girare intorno al «padulo». Lasciatevi affascinare!
Accesso: da Sefro si arriva in auto al Passo Salegri (quota: 1017 m.s.l.m.) attraverso la S.P.n. 79 di Montelago, che collega Sefro con Serravalle di Chienti. Superato il Passo Cornuggia (q: 934 m.s.l.m.) si prosegue verso la Chiesetta Madonna del Lago e, all'incrocio con la strada che scende per Camerino, si volta a dx verso Serravalle di Chienti. In pochi minuti si arriva al passo dove è possibile lasciare l'auto. Concludiamo il nostro cammino con la perla più preziosa: l'altopiano di Montelago.

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Anello di Monte Camorlo

Sentiero ad anello

Distanza totale:16,5 km
Dislivello complessivo: 1000 mt
Quota partenza: 600 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.12075, E 12.9411
Tempi di percorrenza: 6,00 ore
Difficoltà: (EE)
Interesse prevalente: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Rifugio Valle Scurosa
Accesso: Da Sefro si costeggia in auto il torrente Scarzito lungo la S.P.79 in direzione Montelago per circa 3 km, fino a voltare sulla dx per la Valle della Scurosa. Si lascia la strada asfaltata per una bianca carrozzabile, che s'interna per circa 500 metri, fino alla vista del Rifugio di Valle Scurosa. Parcheggiare sotto (senza salire al rifugio con le auto).

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La Grotta del Beato Bernardo (dalla Fraz. Sorti)

Sentiero ad anello

Distanza totale: 7 km
Dislivello complessivo: 364 mt
Quota partenza: 650 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.12003, E 12.95217
Tempi di percorrenza: 3,30 ore
Difficoltà: (T)
Interesse prevalente: ambientale-storico/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Sefro
Accesso: da Sefro si sale per Montelago e, superato il museo, prendere la prima strada a destra. Dopo un tornante, arrivando al borgo di Sorti, in prossimità di una casa bianca con balconi verdi c'è uno slargo con ringhiera. Parcheggiare e proseguire a piedi.

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Anello di Monte Primo

Sentiero ad anello

Distanza totale: 11,5 km
Dislivello complessivo: 757 mt
Quota partenza: 544 m.s.l.m.
Coordinate: N 43.14636, E 12.97294
Tempi di percorrenza: 4,30 ore
Difficoltà: (E)
Interesse prevalente: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Fraz. Agolla (Sefro)
Accesso: da Sefro si prende la S.P. 79 in direzione di Pioraco. Dopo circa 2,5 km, sulla dx si nota l'insegna che indica la fraz. Agolla. Voltare e arrivati al borgo parcheggiare in prossimità della chiesa di San Michele Arcangelo, in Piazza dei Caduti.

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  • percorsi acquaLa ricchezza di acque e cascate ha favorito lo sviluppo, industriale, agricolo e pastorale di marcamontana, terra che si estende nelle vallate di due tra i più importanti fiumi della regione, il Potenza e l'Esino.  Percorsi punteggiati da fonti, abbeveratoi e sorgenti, grotte e rifugi sono stati nei secoli di conforto a pastori e pellegrini.  In visita ai Varano di Camerino nel corso del suo pellegrinaggio nei luoghi sacri, lsabella d'Este nelle sue lettere si definisce incantata dalla natura dei luoghi e dalle opere dell'uomo.  

    Nelle acque e negli allevamenti di queste valli sguazza la Trota Fario il cui habitat ideale è garantito non solo da un ambiente incontaminato, ma dalla grande attenzione che i troticultori di Sefro e Fiuminata riservano ad un pesce che vive in acque fresche, chiare, ben ossigenate, fondali rocciosi, sassosi o ghiaiosi.  Ci vogliono circa 2 anni perché una di queste trote raggiunga i 200 gr di peso, il minimo per poter essere commercializzata sia al dettaglio che nella grande distribuzione: è apprezzata per la qualità della carne, più tenera, delicata e soda rispetto ad altre razze. Le trote si possono poscara, acquistare e gustare anche in abbinamento con altri gioielli di queste terre come il tartufo ed i gamberi (da gustare in umido, alla griglia, in salsa per primi piatti) che si catturavano fino a qualche tempo fa in gran numero a Pioraco, Fiuninata, Sefro nelle notti di luna piena di agosto e settembre negli affluenti del Potenza dove l'acqua è limpida e calma.

  • aree verdi protetteAlcune aree della Comuntià Montana Zona H sono state segnalate fin dagli anni '70 dalla Società Botanica italiana nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia": Fonte delle Bussare; Piani di Montelago; Monte San Vicino; Grotte di Sant'Eustachio e Valle dei Grilli (coni ruderi dell'eremo, in parte scavato nella viva roccia. che risale al secolo XI); Gole di Pioraco: Valle di San Pietro, con rigogliosi boschi che nascondono la forra in cui scorrono le prime acque dell'Esino; Valle della Scurosa, in parte ancora selvaggia; il Monte Pennino ed i suoi pascoli sommitali, sono da anni riconosciuti come Aree Floristiche Protette della Regione Marche (LR n. 52 del 30 dicembre 1974), considerate a tutti gli effetti Riserve Botaniche.

  • boschiMarcamontana è un territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello che offre anche l'eccezionale possibilità di un tour  tra alberi secolari.  

    Sono faggi e pinete a dominare quantitativamente le specie di flora che si incontra lungo i sentieri.  Faggeta ad alto fusto nella parte alta di Valle Scurosa, lungo un percorso in cui sono visibili anche le piazzole (dette, appunto, carbonare) in cui venivano bruciate le cotte;  

    faggi nel tratto che porta a Forca di Bara e faggi secolari sulla forestale che conduce a Macchia Lori;

    faggi le quinte del sentiero 219, mentre tratti di bosco ceduo interrompono il cammino 222 tra i pascoli che va da Serripola a Stigliano.

    Monumentale il faggio più grande della faggeta secolare dei Piani di Cafaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • goleIl percorso naturalistico "Li Vurgacci" si snoda all'interno della gola di Pioraco formata dal fiume Potenza. Una natura incontaminata dove ci si imbatte in cascate e giochi d'acqua, dove si possono ammirare resti romani e i cosiddetti "mostri" scolpiti nella roccia, e che sale fino al punto panoramico "La Croce". Una falesia della Gola di Pioraco è disponibile per l'arrampicata sportiva. Suggestiva da visitare la gola di Jana da raggiungere anche in bicicletta attraverso il caratteristico paesino di Braccano da cui si prosegue costeggiando un fosso che rappresenta una vera particolarità naturalistica: é attraversato da una sorgente per tutta l'estate e parte dell'inverno.

  • la rocciaA Fiuminata la palestra di roccia è stata la prima ad essere aperta nelle Marche per l'arrampicata sportiva: ha 60 vie di risalita dal 4 all' 8 grado. Nella Gola di Pioraco è disponibile una falesia che ha oltre 50 tiri che vanno dal 4+ all' 8b. L'arrampicata è prevalentemente tecnica, trattandosi nella maggior parte dei casi di placche verticali o leggermente strapiombanti: occorrono buone dita e scarpe strette.

  • la rocciaPer essere il più possibile vicini a Dio è necessario allontanarsi dal mondo e dalle sue tentazioni: grotte ed anfratti del territorio sono i luoghi scelti o edificati ad hoc da eremiti (ma anche tagliapietre) siu percorsi e gli insediamenti antichissimi e ricchi di spiritualità dei pastori transumanti. Fu la chiesa stessa a rafforzare questa consuetudine: sostituì a quello del genius loci dei pagani il culto di Michele Arcangelo, puro spirito che aleggia nelle grotte come nei boschi, guerriero che combatte il male insidioso ad ogni passo. Sulle orme di monaci de eremiti si percorrono i sentieri 205 (San Severino) e 229 (Pioraco), si giunge a Valle dell'Elce (Gagliole) per il sentiero 224. e si va alla ricerca dell'atmosfera mistica che permise a Santa Sperandia e Sam Vittorino di vivere in penitenza tra questi calcari.

  • pineteMarcamontana, ricca di ecosistemi vitali, offre anche l'eccezionale possibilità di un tour tra alberi secolari, faggi e pinete dominano la flora dei sentieri.  Vaste pinete si incontrano percorrendo i sentieri 206, 207 e 222 in comune di San Severino Marche ed è attraversando la pineta di Monte Verde ed un bosco ceduo che si arriva da Treia al Castello di Pitino. Ci sono fonte ed area di sosta per un riposante break nella pineta del Sentiero delle Rocche,  Mentre la Pineta dell'Impero è tappa obbligata per dirigersi verso un punto panoramico tra i più interessanti da cui si gode della vista su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Infine, è attraverso il sentiero che si snoda tra le pendici del Monte Gemmo ed una fitta pineta che si giunge a Fonticelle superando il dislivello tra il piano dell'antico lago e la parte finale della Gola di Pioraco.

  • alberi secolariUn territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello marcamontana che offre anche l'eccezionalIe possibilità di un tour tra alberi secolari.  A Castelraimondo due esemplari di roverella (Quercus Pubescens Willd): uno si trova nella villa di Lanciano (4.6 mt di diametro x 15 mt di altezza). l'altro al piano di Rustano (43 mt di diametro x 16 mt di altezza).  Roverelle anche a Matelica (Casa Foscola, esemplare di 4 mt di diametro x 15 mt di altezza) e a Treia (Località San Marco Vecchio). Quest'ultima oltre ad essere la più grande (6 mt di diametro x 23 mt di altezza) pare abbia fatto ombra anche a Garibaldi.  Assolutamente monumentale il faggio più grande della faggeta secolare di Piani di Canfaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • lezioni verdiLa particolare natura geologica e lo straordinario ecosistema di marcamontana consentono di intraprendere un interessante percorso informativo didattico tra il Museo di Storia Naturale ed il Centro di Educazione Ambientale a Gagliole. Si possono prenotare, tra l'altro, visite guidate integrate a momenti didattici (comprese escursioni con esperti per l'osservazione diretta degli affioramenti fossiliferi a Valle dei Grilli e Valle dell'Elce e, ricerca e riconoscimento di reperti fossili originali in area simulata. A Pioraco Museo dei Fossili e Museo della Carta e della Filigrana, con sosta alla gualchiera per la fabbricazione della carta secondo l'antica tecnica. Ad Esanatoglia, viaggio visivo nella volta celeste complice l'assenza di inquinamento luminoso del punto di osservazione astronomica gestito da Astrosearch Aesa.

  • rifugi pascoliPer una esperienza unica, in cui l'auto ha un ruolo marginale o assente, marcamontana propone di andare per agros, per i campi, come i pellegrini e pastori che, nelle loro marce di avvicinamento ai luoghi di culto ed ai pascoli montani, utilizzavano le strade consolari. l primi per i tratti ancora in uso gli altri guidando gli armenti per il corridoio erboso che le fiancheggiava. Viandanti e transumanti  s'inerpicavano per i sentieri erbosi alla ricerca dei pascoli e dei solitari luoghi santi dove la devozione popolare indicava la presenza di santi personaggi cui spesso attribuiva virtù traumaturgiche o divinatorie. Tra gli altri, completamente erboso è il sentiero europeo E1 che dalla piana di Colfiorito, attraverso Valle dei Grilli, la Bocchetta e Valle della Scurosa, giunge a Sefro e prosegue in direzione Fiuminata, Spindoli poi risale fino alle sorgenti del Potenza sotto il Passo del Cornello.

  • i montiDall'Adriatico ai Sibillini marcamontana è un susseguirsi di panorami urbani e naturali suggetivi ed ineguagliabili, da godere anche durante tour a cavallo o bicicletta. Salendo a Monte Stinco tra le straordinarie bellezze ambientali c'è anche il punto panoramico di Capanna dei Mulari. Dal sentiero che muove da Fiuminata verso Fonticelle, lo sguardo spazia su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Salendo da Castel Santa Maria, sosta obbligatoria al balcone panoramico aperto sulle vallate di Matelica (semplicemente magnifica anche dal San vicino), Sefro e Fiuminata. Durante la piacevole passeggiata tra i prati fino a Forca di Bara, lo sguardo si apre in ogni direzione su uno scenario straordinario: a est Valle della Scurosa ed i monti Stinco e Camorlo, ad ovest la valle di Laverino, a sud il gran Sasso d'Italia.


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