Venerdì 18 Ago 2017
Risorse Naturali

Anello del Monte Cesito

Sentiero ad anello

Distanza totale: 5,0 km
Dislivello complessivo: 540 mt (fino alla cima di Monte Cesito) - 350 mt (esclusa la vetta)
Coordinate: N 43.14628, E 12.94950
Quota partenza: 500 m.s.l.m.
Tempi di percorrenza: 3 h 30 min (inclusa la vetta del Monte Cesito)
Difficoltà: (E.E.)
Interesse prelevante: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Sefro
Avvertenze: L'itinerario presenta, nel tratto finale verso la vetta del Monte Cesito, dei passaggi difficoltosi che richiedono l'aiuto delle mani, ed in alcuni punti ci si trova a brevi esposizioni. La via è attrezzata con cavi d'acciaio. E' un percorso da evitare a chi ha problemi di vertigini ed esposizioni.
Accesso: Da Piazza Bellanti (Sefro) a piedi si prende la direzione per Montelago per imboccare, subito sulla sx, via Boncompagni.

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Giardini pubblici

Notizie storiche

La proposta di ampliare il pubblico passeggio presso il Campo della fiera occupando un'area del campo Idonico, zona destinata fin dal tardo medioevo alla fiera del bestiame, risale al 1871, quando il giovane assessore, poi sindaco, Giuseppe Coletti presentò un progetto per il giardino pubblico. Si voleva dotare la città di un parco dove anche il popolo oltre la piccola borghesia poteva trascorrere il suo tempo libero, al pari dei grandi giardini storici delle ville patrizie.

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La Valle Scurosa

La Valle Scurosa

Cenni Storici
All'imbocco della valle della Scurosa è documentato, fin dal XV secolo, un villaggio chiamato Sermaggiore. Dell'antico nucleo abitato si scorgono ancora alcune tracce superstiti nei pressi dell'antichissima chiesa di San Paolo, oggi scomparsa. Le prime citazioni di questo insediamento risalgono ad alcuni atti notarili della prima metà de 1400, in cui viene denominato Sancte Amatore e successivamente vocabolo Serramori. Successivamente fu abbandonato e distrutto dal fuoco a causa di un'epidemia di peste e i sopravvissuti si rifugiarono più in alto, negli insediamenti di Cerreto e Butino, dando origine all'odierna frazione di Sorti. Al di sopra della Valle e del rifugio agrituristico denominato Oasi della Scurosa si può notare una collina rocciosa chiamata Rocchetta, nata tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

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Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 08' 33,90" E 12° 55' 41,60"
Quota: 950 mt

Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro
Alle falde del monte Pennino, a circa 1000 metri di altezza, si incontra un'altra valle che prosegue fino al valico denominato Bocchetta della Scurosa. In questo luogo sgorga l'abbondante acqua della fonte del Sepolcro e qui si ergeva, nel XIII secolo, una chiesa con annesso romitorio, denominata SS. Sepolcro, che serviva da ristoro a tutti coloro che attraversavano il confine tra le Marche e l'Umbria. Una leggenda popolare parla di una cruenta battaglia tra Spoletani e Camerinesi, che sarebbe avvenuta in questi luoghi negli anni passati, dalla quale la Fonte del Sepolcro deriverebbe il suo nome..."lo scontro tra le due fazioni fu talmente violento da arrossire il torrente per più giorni."

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Valle dell'Elce

Una sorgente a sifone affiora sugli alti costoni rocciosi in località Sasso Pozzo; nelle Gole dell'Elce le pareti rocciose creano un ambiente ricco di specie rare e di felci. Il sentiero è attraversato dal Fosso dell'Elce, alimentato dalle acque che scendono dai Monti Lavacelli (986 mt), Mazzolare (986 mt), Faeto (886 mt] e Pormicio (843 mt). I versanti dei rilievi sono coperti da un manto forestale di leccio, carpino nero, orniello e roverella. Nel fondovalle le felci si alternano a tappeti di pervinca, intricati con cespugli di sanguinella, corniolo e rovi.  Nei pressi, costruzioni di interesse storico come la Rocca dei Varano e l'eremo benedettino di Santa Maria delle Macchie.

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Prati di Gagliole

Dalla piazza esterna alle mura iniziano due percorsi, quello dei Prati di Gagliole e quello della Valle dell'Elce che si incontra dopo un chilometro di percorso comune. Piccole “gobbe" e modeste depressioni movimentano la sommità del rilievo.  Ai margini l'area è limitata dai boschi che salgono dai versanti con qualche tratto rimboschito a conifere. Gli estesi e generosi pascoli sono la dimora estiva per i bovini lasciati allo stato brado. Le erbe del pascolo e le ricche fioriture primaverili inebriano l'aria con i loro profumi. Ginepri, noccioli, biancospini, rendono l'ambiente ospitale a usignoli, verdoni, pettirossi, cardellini, cince, gufi, poiane, gheppi, civette e barbagianni.

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L'ambiente ed il paesaggio

Il territorio comunale di Gaglole, dove c'è il Centro di Edicazione Ambientale dell'Unione Montana, presenta tre complessi paesaggistico-ambientali: alte colline, con alcuni castagneti da frutto, su cui sorge la città; basse colline che degradano dolcemente tra gli abitati di Castelraimondo e Matelica, rilievi coltivati e punteggiati di querce camporili; formazioni boschive a prevalenza di roverella con sottobosco luminoso e ricco di arbusti ed erbe che danno origine a vistose fioriture primaverili.  Ricca la fauna tra cui spiccano l'aquila reale, il lupo, il capriolo e il cinghiale. In alcune zone il paesaggio diventa suggestivo: dove la sorgente a sifone affiora sugli alti costoni rocciosi presso Sasso Pozzo e dove le verticali pareti rocciose delle Gole dell'Elce creano un ambiente ricco di specie rare e di felci.

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Colle Marte

A monte della chiesa di San Giovanni di Acquosi alto si erge a 590 mt. s.l.m. la colina di Colle Marte dove nel 1919 furono effettuati gli scavi archeologici che portarono alla luce una nocropoli neolitica i cui reperti sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche.  Analoghi reperti furono successivamente rinvenuti anche ad Acquosi (437 mt. s.l.m.) ed a Ponte di Crispiero.

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Le vallate

L’Esino nasce nella Valle di San Pietro, a monte di Esanatoglia, delimitata dalle pendici dei monti Cafaggio (1116 m) e Cimetta a Sud e da quelle dei Monti Pordinaldo e Pizzinetto di Mutula (1125 m) a Nord. Il substrato litologico è dato dai calcari bianchi e grigi del Cretaceo medio che spesso sono affioranti e che contribuiscono a determinare un paesaggio assai suggestivo come in prossimità delle sorgenti, in cui si è formato un tipico ambiente di forra. L’area è compresa nell’elenco dei biotopi, pubblicato nel 1975 dall’Associazione Naturalistica Fabrianese, per la costituzione di parchi e riserve nell’Alta Valle dell’Esino.

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Il Crossodromo

Il Crossodromo Internazionale Gina Libiani Repetti è un circuito ambito da professionisti e non per le sue ottime caratteristiche. Un tracciato che ha visto vincere tutti i più grandi campioni mondiali della specialità e che permette agli appassionati di effettuare giri di prova sel porcorso.  Tra aprile e settembre il Motoclub Esanotoglla propone in cartellone eventi e gare di rilievo regionale, nazionale ed internazionale.

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Valle Esina

valleesina1La Valle Esina SpA ha avuto la sua costituzione il 19 febbraio 1962 per opera di Giorgio Pizzi con la denominazione ESAPEL srl come conceria di pellami di qualità per abbigliamento e calzature. Alla fine degli anni '60 inizia l'attività di produzione del rigenerato di cuoio e del cartone fìbrato con due impianti distinti e con qualità di produzione che consentono l'immediata acquisizione di un ruolo guida sul mercato italiano in anni di forte sviluppo del settore calzaturiero in Italia. La produzione del cuoio rigenerato venne subito rivolta al settore delle calzature con sviluppo degli articoli VALSOL per sottopiedi, VALTEX per contrafforti e VALTAC per tacchi mentre la produzione del cartone fibrato consentiva con l'articolo FIBROTEX di soddisfare le richieste dei calzaturifici per supporti sottopiedi in particolare modo su calzature donna. Da allora le tecnologie di produzione sono state costantemente migliorate con ottenimento di articoli sempre più specifici e conformi ai parametri richiesti dal mercato e dalle normative di sicurezza. Sono stati così sviluppati gli articoli: VALSOL EXTRA per intersuola, SUPER BELT per cinture, marocchineria, articoli in cuoio, arredamento e rilegatoria libri, VALGARD per guardolo mentre l'articolo VALSOL è stato sviluppato per l'utilizzo nel settore delle borse. Nel 1972 avviene la trasformazione da s.r.l. a S.p.A. con assunzione della denominazione attuale e con nuovi rilevanti investimenti rivolti all'ammodernamento degli impianti di produzione. All'inizio degli anni '80 le ripetute crisi del settore conciario connesse anche ad una nuova coscienza dei problemi ecologici con normative sempre più gravose spingono la Valle Esina alla costruzione di un potente impianto di depurazione acque ottimamente adeguato a supportare le attuali attività produttive ben meno inquinanti, dopo l'abbandono delle attività di conceria negli anni appena successivi, svolta epocale in gran parte dell'Italia. La Valle Esina provvede all'accurata depurazione degli inquinanti derivanti dalla produzione mentre il recupero delle fibre di pelle e cuoio si configura già in origine come attività ecologica. Le risorse economiche vengono quindi indirizzate a dare nuovo sviluppo alla produzione dei rigenerati di cuoio e cartone fìbrato con attenzione primaria alla qualità e produttività degli impianti e riconversione degli impianti di verniciatura pellami alla rifinizione del rigenerato di cuoio. L'abbinamento del fattore qualità con l'innovazione tecnologica quale leva per il controllo dei costi consentono l'ottenimento di sempre maggiori quote di mercato ed alla fine degli anni '80 l'attenzione viene rivolta anche ai mercati esteri, con nuova espansione della produzione di rigenerati di cuoio. Nel settembre del '98 viene avviato anche un nuovo impianto di produzione del cartone fibrato con tecnologie all'avanguardia e produttività non più esasperata per l'ottenimento di nuovi prodotti di alta qualità denominati FIBROMAX e FIBERCELL, definendo come proprio obbiettivo un'area di mercato che privilegia la perfezione dei prodotti. Lo sviluppo delle linee di smerigliatura, satinatura e verniciatura consentono inoltre la fornitura di rigenerati di cuoio di alta qualità nella più ampia gamma di colori, su superfici di varia struttura, con perfetta sostituzione della pelle. Oggi la Valle Esina SpA svolge la sua attività su un'area di oltre 30.000 metri quadri di cui 10.000 metri in superficie coperta, con tutte le infrastrutture necessarie per operare in completa autonomia produttiva, provvedendo in proprio anche alla produzione dell'energia elettrica necessaria. La Valle Esina Spa vanta oggi un'esperienza di 35 anni nella produzione di rigenerati di cuoio e cartone fibrato. I vari articoli consentono specializzazioni in grado di soddisfare le varie esigenze di morbidezza, scarnibilità, resistenza allo strappo ed alla trazione, flessibilità o rigidità, leggerezza o compattezza sempre nella uniformità degli impasti di ogni singolo articolo. Tutti gli articoli sono immuni da contaminazioni con cadmio, cromo esavalente, formaldeide, pentaclorofenolo (PCP), metalli pesanti od altri elementi o composti tossici. Non sono infiammabili e bruciano solamente se sottoposti lungamente a contatto con il fuoco. La Valle Esina ha svolto un ruolo pionieristico e di guida nello sviluppo del cuoio rigenerato e gli sforzi sono protesi al mantenimento della posizione di leader di mercato con costante sviluppo della qualità e specializzazione degli articoli. Nell'agosto 2004 la Valle Esina SpA ha costituito una Joint-Venture denominata Zhejiang Sunny Esina Regenerated Leather Co., per la produzione di rigenerati di cuoio in Cina, regione di Zhejiang.

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Riferimenti:

Località Campocuiano, 119 - 62023 Esanatoglia (MC)

Tel. 0737 881274 - Fax 0737 889137

Sito Web: www.valle-esina.com

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

  • percorsi acquaLa ricchezza di acque e cascate ha favorito lo sviluppo, industriale, agricolo e pastorale di marcamontana, terra che si estende nelle vallate di due tra i più importanti fiumi della regione, il Potenza e l'Esino.  Percorsi punteggiati da fonti, abbeveratoi e sorgenti, grotte e rifugi sono stati nei secoli di conforto a pastori e pellegrini.  In visita ai Varano di Camerino nel corso del suo pellegrinaggio nei luoghi sacri, lsabella d'Este nelle sue lettere si definisce incantata dalla natura dei luoghi e dalle opere dell'uomo.  

    Nelle acque e negli allevamenti di queste valli sguazza la Trota Fario il cui habitat ideale è garantito non solo da un ambiente incontaminato, ma dalla grande attenzione che i troticultori di Sefro e Fiuminata riservano ad un pesce che vive in acque fresche, chiare, ben ossigenate, fondali rocciosi, sassosi o ghiaiosi.  Ci vogliono circa 2 anni perché una di queste trote raggiunga i 200 gr di peso, il minimo per poter essere commercializzata sia al dettaglio che nella grande distribuzione: è apprezzata per la qualità della carne, più tenera, delicata e soda rispetto ad altre razze. Le trote si possono poscara, acquistare e gustare anche in abbinamento con altri gioielli di queste terre come il tartufo ed i gamberi (da gustare in umido, alla griglia, in salsa per primi piatti) che si catturavano fino a qualche tempo fa in gran numero a Pioraco, Fiuninata, Sefro nelle notti di luna piena di agosto e settembre negli affluenti del Potenza dove l'acqua è limpida e calma.

  • aree verdi protetteAlcune aree della Comuntià Montana Zona H sono state segnalate fin dagli anni '70 dalla Società Botanica italiana nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia": Fonte delle Bussare; Piani di Montelago; Monte San Vicino; Grotte di Sant'Eustachio e Valle dei Grilli (coni ruderi dell'eremo, in parte scavato nella viva roccia. che risale al secolo XI); Gole di Pioraco: Valle di San Pietro, con rigogliosi boschi che nascondono la forra in cui scorrono le prime acque dell'Esino; Valle della Scurosa, in parte ancora selvaggia; il Monte Pennino ed i suoi pascoli sommitali, sono da anni riconosciuti come Aree Floristiche Protette della Regione Marche (LR n. 52 del 30 dicembre 1974), considerate a tutti gli effetti Riserve Botaniche.

  • boschiMarcamontana è un territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello che offre anche l'eccezionale possibilità di un tour  tra alberi secolari.  

    Sono faggi e pinete a dominare quantitativamente le specie di flora che si incontra lungo i sentieri.  Faggeta ad alto fusto nella parte alta di Valle Scurosa, lungo un percorso in cui sono visibili anche le piazzole (dette, appunto, carbonare) in cui venivano bruciate le cotte;  

    faggi nel tratto che porta a Forca di Bara e faggi secolari sulla forestale che conduce a Macchia Lori;

    faggi le quinte del sentiero 219, mentre tratti di bosco ceduo interrompono il cammino 222 tra i pascoli che va da Serripola a Stigliano.

    Monumentale il faggio più grande della faggeta secolare dei Piani di Cafaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • goleIl percorso naturalistico "Li Vurgacci" si snoda all'interno della gola di Pioraco formata dal fiume Potenza. Una natura incontaminata dove ci si imbatte in cascate e giochi d'acqua, dove si possono ammirare resti romani e i cosiddetti "mostri" scolpiti nella roccia, e che sale fino al punto panoramico "La Croce". Una falesia della Gola di Pioraco è disponibile per l'arrampicata sportiva. Suggestiva da visitare la gola di Jana da raggiungere anche in bicicletta attraverso il caratteristico paesino di Braccano da cui si prosegue costeggiando un fosso che rappresenta una vera particolarità naturalistica: é attraversato da una sorgente per tutta l'estate e parte dell'inverno.

  • la rocciaA Fiuminata la palestra di roccia è stata la prima ad essere aperta nelle Marche per l'arrampicata sportiva: ha 60 vie di risalita dal 4 all' 8 grado. Nella Gola di Pioraco è disponibile una falesia che ha oltre 50 tiri che vanno dal 4+ all' 8b. L'arrampicata è prevalentemente tecnica, trattandosi nella maggior parte dei casi di placche verticali o leggermente strapiombanti: occorrono buone dita e scarpe strette.

  • la rocciaPer essere il più possibile vicini a Dio è necessario allontanarsi dal mondo e dalle sue tentazioni: grotte ed anfratti del territorio sono i luoghi scelti o edificati ad hoc da eremiti (ma anche tagliapietre) siu percorsi e gli insediamenti antichissimi e ricchi di spiritualità dei pastori transumanti. Fu la chiesa stessa a rafforzare questa consuetudine: sostituì a quello del genius loci dei pagani il culto di Michele Arcangelo, puro spirito che aleggia nelle grotte come nei boschi, guerriero che combatte il male insidioso ad ogni passo. Sulle orme di monaci de eremiti si percorrono i sentieri 205 (San Severino) e 229 (Pioraco), si giunge a Valle dell'Elce (Gagliole) per il sentiero 224. e si va alla ricerca dell'atmosfera mistica che permise a Santa Sperandia e Sam Vittorino di vivere in penitenza tra questi calcari.

  • pineteMarcamontana, ricca di ecosistemi vitali, offre anche l'eccezionale possibilità di un tour tra alberi secolari, faggi e pinete dominano la flora dei sentieri.  Vaste pinete si incontrano percorrendo i sentieri 206, 207 e 222 in comune di San Severino Marche ed è attraversando la pineta di Monte Verde ed un bosco ceduo che si arriva da Treia al Castello di Pitino. Ci sono fonte ed area di sosta per un riposante break nella pineta del Sentiero delle Rocche,  Mentre la Pineta dell'Impero è tappa obbligata per dirigersi verso un punto panoramico tra i più interessanti da cui si gode della vista su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Infine, è attraverso il sentiero che si snoda tra le pendici del Monte Gemmo ed una fitta pineta che si giunge a Fonticelle superando il dislivello tra il piano dell'antico lago e la parte finale della Gola di Pioraco.

  • alberi secolariUn territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello marcamontana che offre anche l'eccezionalIe possibilità di un tour tra alberi secolari.  A Castelraimondo due esemplari di roverella (Quercus Pubescens Willd): uno si trova nella villa di Lanciano (4.6 mt di diametro x 15 mt di altezza). l'altro al piano di Rustano (43 mt di diametro x 16 mt di altezza).  Roverelle anche a Matelica (Casa Foscola, esemplare di 4 mt di diametro x 15 mt di altezza) e a Treia (Località San Marco Vecchio). Quest'ultima oltre ad essere la più grande (6 mt di diametro x 23 mt di altezza) pare abbia fatto ombra anche a Garibaldi.  Assolutamente monumentale il faggio più grande della faggeta secolare di Piani di Canfaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • lezioni verdiLa particolare natura geologica e lo straordinario ecosistema di marcamontana consentono di intraprendere un interessante percorso informativo didattico tra il Museo di Storia Naturale ed il Centro di Educazione Ambientale a Gagliole. Si possono prenotare, tra l'altro, visite guidate integrate a momenti didattici (comprese escursioni con esperti per l'osservazione diretta degli affioramenti fossiliferi a Valle dei Grilli e Valle dell'Elce e, ricerca e riconoscimento di reperti fossili originali in area simulata. A Pioraco Museo dei Fossili e Museo della Carta e della Filigrana, con sosta alla gualchiera per la fabbricazione della carta secondo l'antica tecnica. Ad Esanatoglia, viaggio visivo nella volta celeste complice l'assenza di inquinamento luminoso del punto di osservazione astronomica gestito da Astrosearch Aesa.

  • rifugi pascoliPer una esperienza unica, in cui l'auto ha un ruolo marginale o assente, marcamontana propone di andare per agros, per i campi, come i pellegrini e pastori che, nelle loro marce di avvicinamento ai luoghi di culto ed ai pascoli montani, utilizzavano le strade consolari. l primi per i tratti ancora in uso gli altri guidando gli armenti per il corridoio erboso che le fiancheggiava. Viandanti e transumanti  s'inerpicavano per i sentieri erbosi alla ricerca dei pascoli e dei solitari luoghi santi dove la devozione popolare indicava la presenza di santi personaggi cui spesso attribuiva virtù traumaturgiche o divinatorie. Tra gli altri, completamente erboso è il sentiero europeo E1 che dalla piana di Colfiorito, attraverso Valle dei Grilli, la Bocchetta e Valle della Scurosa, giunge a Sefro e prosegue in direzione Fiuminata, Spindoli poi risale fino alle sorgenti del Potenza sotto il Passo del Cornello.

  • i montiDall'Adriatico ai Sibillini marcamontana è un susseguirsi di panorami urbani e naturali suggetivi ed ineguagliabili, da godere anche durante tour a cavallo o bicicletta. Salendo a Monte Stinco tra le straordinarie bellezze ambientali c'è anche il punto panoramico di Capanna dei Mulari. Dal sentiero che muove da Fiuminata verso Fonticelle, lo sguardo spazia su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Salendo da Castel Santa Maria, sosta obbligatoria al balcone panoramico aperto sulle vallate di Matelica (semplicemente magnifica anche dal San vicino), Sefro e Fiuminata. Durante la piacevole passeggiata tra i prati fino a Forca di Bara, lo sguardo si apre in ogni direzione su uno scenario straordinario: a est Valle della Scurosa ed i monti Stinco e Camorlo, ad ovest la valle di Laverino, a sud il gran Sasso d'Italia.


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