Giovedì 17 Ago 2017

Castello di Orve

In cima a un colle, in posizione strategica lungo le più importanti vie di comunicazione che collegano l’Umbria alle Marche, si trova il Castello di Orve, il cui nome deriva dal latino orbis e fa riferimento alla configurazione rotondeggiante dell’altura.

Si tratta dei ruderi di alcune costruzioni che un tempo costituivano un castrum, un insediamento fortificato dotato di più edifici e mura, che sorgeva nei pressi del territorio dell’antica statio romana di Dubios. Quest’ultimo è considerato il primo stanziamento umano di epoca romana nel territorio di Fiuminata, sulla strada che congiungeva Nocera Umbra a Pioraco, ma di cui oggi non vi è più traccia.

 

In epoca medievale vi sorse anche una pieve, S. Maria di Dubios poi detta di Orve, ma scomparsa tra XVII e XVIII secolo. La chiesa, sempre denominata Plebs Uggi, viene citata con il nome di S. Maria de Orbis o de Corbis nelle rationes (le decime pagate al Papa) del 1333-34: queste carte rappresentano il primo documento certo in cui venga menzionato per la prima volta il nome del Castello di Orve, le cui origini risalgono probabilmente al XIII secolo.

Venduto ai Chiavelli, signori di Fabriano, da parte di un certo Gualtiero di Raniero di Orve nel 1362, divenne possesso della famiglia Varano di Camerino circa un ventennio dopo e nel XVI secolo passò alla Camera Apostolica. In seguito si succedettero diversi proprietari: per tutto il XVIII secolo appartenne alla famiglia Ronca di Fabriano; nel 1801 il castello venne acquistato dai Lori di Poggio-Sorifa, mentre agli inizi del ‘900 passò alla famiglia Olivieri di Canneggia.

L’insediamento ha subito numerosi crolli soprattutto dopo gli anni ’90: era costituito da un complesso di edifici di varie epoche disposti intorno a un cortile, al centro del quale si apre un pozzo-cisterna; sul lato sud si alzava una torre che affiancava la porta d’ingresso al castrum e il palatium, a destra della porta, la cui struttura principale si sviluppava su tre piani. Sul lato nord vi è un grande edificio a due piani, in parte rimaneggiato, l’unico che si conserva per intero, in pietra calcarea bianca e mattoni: al pianterreno tre eleganti arcate a sesto acuto collegano due ambienti con copertura a volta a botte; il piano superiore, cui si accede attraverso una scala esterna in muratura, è costituito da un unico vasto locale.

Sia questa struttura, almeno alla base, che il palatium si possono ricondurre alla fase originaria, dunque al XIII secolo, mentre i due corpi di fabbrica del lato est vennero ricostruiti nel XVI secolo.

Il castello è di proprietà privata.

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