Venerdì 18 Ago 2017

Parco archeologico di Septempeda (origini del sito III-II sec. a.C.) (parco istituito nel 1994)

A circa 2 Km dal castello medievale di San Severino si sviluppa il sito archeologico della città romana di Septempeda, sorta tra il III e il II sec. a.C., durante il processo di romanizzazione che interessò tutto il settore medio-adriatico, intrapreso dai romani a seguito della vittoria sui Piceni riportata a Sentino nel 295 a.C. e alla presa di Asculum nel 268 a.C. Il municipium di Septempeda si formò lungo la diramazione della strada consolare Flaminia, di collegamento tra Nocera Umbra e Osimo; tale diverticolo costituì da un punto di vista urbanistico il decumanus maximus della città, determinandone l'orientamento del reticolo viario e l'impianto urbano. L'area urbana è definibile dal perimetro delle mura di cinta che descrivono un circuito pressoché pentagonale, adattato alle caratteristiche geomorfologiche del sito, posto parte in piano, parte sul leggero pendio alla sinistra della sponda del Potenza. Gli scavi operati da Giuseppe Moretti negli anni 1923-24 portarono alla scoperta di alcuni tratti della cinta muraria dello spessore di 2,30 metri, in opera quadrata in blocchi di arenaria locale, databili dubitativamente tra il IV sec. e il I sec. a.C..

Del circuito, dotato di un sistema di torri a catena, con uno sviluppo di circa un miglio, sono state rinvenute due porte, posizionate ad est e a sud-ovest, quest'ultima realizzata su un sepolcreto di età ellenistica con tombe ad inumazione entro fosse terragne, che permette la datazione della porta al II sec. d.C. Dell'impianto urbanistico interno alle mura sono stati individuati pochi monumenti: un edificio con caratteristiche termali che per la posizione geografica potrebbe coincidere con il foro della città, un incrocio stradale e ambienti di domus con pareti affrescate e pavimenti a mosaico, nei pressi della chiesa di Santa Maria della Pieve. Dell'impianto termale sono stati messi in luce il calidarium e alcuni ambienti tra loro comunicanti con pavimentazione a mosaico sospesa su suspensurae. Tali vani erano aperti su di un cortile pavimentato in opus spicatum circondato su tre lati da porticato a pilastri e provvisto di piscina. La ricca documentazione epigrafica rinvenuta documenta la dinamicità della compagine sociale, con la partecipazione di individui forestieri soprattutto nella classe servile di origine grecanica. La produzione scultorea, nota solo attraverso pochi reperti, lascia intuire il buon livello qualitativo e quindi l'esistenza di una città non di secondaria importanza, rivelando una particolare gravitazione attorno al Piceno meridionale, con Firmum in modo specifico. All'esterno delle mura sono state individuate un impianto suburbano produttivo con fornaci, destinato alla produzione di ceramiche, laterizi e vasi, costituito da una fornace principale del tipo a corridoio centrale a praefurnium e affiancata almeno da altre cinque fornaci; lungo l'asse viario di Settempeda ad est e ad ovest dell'abitato sono state riscoperte aree cimiteriali con sepolture del I e II sec. d.C. Con la legge regionale n. 16 del 1994 furono istituiti nell'intera regione sette parchi archeologici, tra cui anche il parco archeologico di Septempeda.

arch. Debora Bravi

Bibliografia

Il museo civico ed archeologico di San Severino Marche, a cura di Maurizio Landolfi, Osimo, 2003.

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