Domenica 20 Ago 2017

sentiero "227"

SENTIERO 227

Comune di MATELICA

Monte San Vicino (mt. 1469)

DIFFICOLTA’: E (escursionistica)
PERCORRENZA: 1h30’ A/R di cui in salita 50 minuti, in discesa 40 minuti. Per la variante della cima aggiungere 30 minuti complessivi.
STAGIONE: tutto l’anno. In inverno sono necessari ramponi e piccozza.
ACCESSO: (punto ove si lascia l’auto): da SAN SEVERINO MARCHE, S.S. 502 di Cingoli fino al bivio per Apiro dove si devia; giunti a Castel San Pietro, provinciale per Elcito, quindi proseguire sino al CANFAITO, superarlo (tratto sterrato), immettersi sulla provinciale di Matelica, a destra, ed in breve raggiungere la località prati di San Vicino. Da Matelica bivio per il MONTE SAN VICINO, in uscita dal paese in direzione di Cerreto d’Esi. L’auto si lascia ai prati.
SEGNALETICA: segnavia rossi e bianchi.

 

Salita. Lasciata l’auto, si supera una bassa staccionata sulla destra, in corrispondenza di cartelli indicatori AREA FLOGISTICA PROTETTA, e si raggiunge un sentiero piuttosto ripido che inizia, evidentissimo, nei pressi del bosco alle pendici della montagna e si inoltra in direzione nord/ovest. Dopo 15 minuti inizia un tratto zigzagante (segnali rossi), quindi si giunge a un radura con alcune roccette a destra, alla sinistra un ampio PANORAMA su MATELICA e Cerreto, alle spalle. in lontananza, i SIBILLINI. Seguendo sempre i segnali rossi si giunge (20 minuti) ad un tornante dove il panorama si allarga fino a Fabriano e al Catria. Continuano i tornanti scomodi e sassosi e si prosegue evitando di farsi tentare da deviazioni a destra in corrispondenza di roccette in alto a destra. Dopo un ultimo tornante il sentiero taglia in diagonale verso est il rapido versante (attenzione in caso di neve) passando nei pressi di alcune rocce, giungendo infine (30 minuti) ad uno SPERONE ROCCIOSO che il sentiero aggira a sinistra. Di qui, in salita tra alberi di faggio, il sentiero piega a sinistra, in vista della grande CROCE in ferro, e si trasforma in tracce che possono essere seguite oppure abbandonate per proseguire liberamente su prato. In 45 minuti si arriva alla croce da cui si seguono tracce sulla cresta passando accanto a numerosi ripetitori e antenne sino a giungere ad una di queste, bianca e rossa, che si trova sulla vetta (mt. 1469) da cui si gode uno stupendo panorama con, in lontananza, il lago artificiale di Castreccioni.
Discesa. Si piega 90° rispetto alla direzione di arrivo (cioè verso sud) e si scende lievemente a costeggiare la faggeta. Non avventurarsi assolutamente in direzione est, in ripida discesa, pena grave rischio di incappare, specie in inverno, in grosse difficoltà e pericolo. Procedendo, si possono eventualmente effettuare OSSERVAZIONI NATURALISTICHE all’interno del BOSCO. In 15 minuti si arriva ad intercettare il sentiero in salita, nel punto prima raggiunto in 30 minuti. Di qui, in circa 25 minuti, si torna al punto di partenza per la stessa via percorsa in salita.
Variante. Giro parziale della cima e versante est. Dal medesimo punto, prima di intraprendere la discesa, è possibile effettuare una variante molto panoramica sul versante est, che domina l’abitato di ELCITO. Seguendo segnali rossi si giunge in breve ad un panoramico sperone roccioso; quindi, attraverso un’ampia radura che poi si allarga, si giunge ad un prativo che si affaccia sul ripido versante est, sovrastando Elcito (10 minuti). Si piega a sinistra in discreta salita, si supera con un po’ di attenzione un canalone e si giunge ad un’ultima radura dove si può riposare. Si sconsiglia di tentare di ultimare il percorso (che condurrebbe di nuovo in vetta) perché molto difficoltoso, né di addentrarsi nel bosco in quanto molto fitto. Si rientra per la medesima via al punto di partenza. La zona è ricca di particolarità flogistiche, e in essa sono presenti ESEMPLARI ARBOREI di notevole INTERESSE SCIENTIFICO. Numerosa l’avifauna. Presenti volpi e cinghiali.

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