Domenica 20 Ago 2017

Rocca degli Ottoni

Descrizione

I ruderi della rocca si trovano sul versante occidentale del Monte S.Vicino, costruita su uno sperone roccioso di calcare massiccio. Il toponimo "Macere" è legato il cumulo di macerie della Rocca, per quasi due secoli fortezza inespugnabile degli Ottoni, poi demolita nel 1564 per ordine del Governatore di Camerino Giovanbattista Doria. Il bosco ha ricoperto quasi del tutto i resti del castello. La struttura si divide in due parti: la superiore o mastio e l'inferiore. I due complessi sono uniti da un torrione di difesa della porta d'ingresso alla parte superiore. La fortezza inferiore, costruita con conci di pietra parzialmente squadrati, ha le mura che poggiano su un naturale rialzo in calcare. I resti mostrano conci legati con malta di calce che hanno uno spessore di poco superiore al metro. L'insieme si presenta come un corpo molto allungato che culmina ad ovest con una torre di avvistamento. Quello che rimane della torre si affaccia su un dirupo scosceso che domina ogni via d'accesso. Al fianco della torre la cinta di difesa si chiude con uno spalto semi-poligonale. Quasi al centro della fortezza inizia il sistema di porte che conduce fino al cassero.

Il primo ingresso si trova a sud, all'arrivo del sentiero che sale dalla Villa delle Macere; la seconda porta si trova a nord si trova in corrispondenza di un secondo sentiero che arriva al castello. Superate queste due porte si sale alla rocca superiore per una via dominata da un poderoso torrione, d'aspetto poligonale, con basamento leggermente a scarpa, con modanatura a forma di toro. Questo manufatto è costruito con conci di pietra ben squadrati; è dotato di feritoie con strombature interne per il tiro, orientate sulla rampa d'accesso. Sul lato opposto c'è una feritoia con doppia strombatura, per lo sparo con archibugi o bombarde di piccolo calibro. Un altro bastione, a pianta circolare, lo fronteggia presentando i resti di feritoie. La terza porta immette al giro esterno della rocca superiore. L'ingresso è preceduto da un improvviso salto nel vuoto, un grande arco ogivale, con una luce libera di 10 metri, si trova alla destra della via d'accesso. Il manufatto, costruito in pietra calcarea legata con malta di calce, poggia direttamente sulla roccia: la sua funzione è quella di sorreggere il ponte levatoio. La porta sul lato opposto è difesa da una doppia cinta muraria. Il lato meridionale della rocca, costruito su una parete di roccia strapiombante, è inespugnabile: una torre si trova lungo questo perimetro fortificato. Il manufatto è a lato della quarta porta d'accesso, l'ingresso al cassero. Le demolizioni hanno lasciato solo la base della cinta muraria interna. Lo spessore delle mura varia dal metro e mezzo ai due metri. Un altro gruppo di costruzioni fronteggia il cassero, lasciando nel mezzo un ampio cortile. Al centro di questo spazio si trova il pozzo, sopra la cisterna di raccolta dell'acqua piovana. Ad oriente la doppia cinta di mura si chiude al centro con una torretta di avvistamento di forma circolare. All'origine gli edifici erano distribuiti su tre piani, oltre ad un sotterraneo, hanno solai con volte in muratura, i piani superiori con impalcati di legno. Complessivamente tutto il castello si sviluppa su almeno sette differenti livelli. La ronda di guardia per percorrere il perimetro delle mura esterne seguiva un tragitto di quasi mezzo chilometro. I sotterranei che i conquistatori hanno in parte risparmiato presentano volta a botte e archi a tutto sesto: creano una rete complessa e veloce di collegamenti tra i vari edifici. I ruderi del cassero della fortezza superiore, per lo stile architettonico e le tecniche usate, sono datati intorno al XII secolo. Tra i resti degli interni si trovano punti di raccolta per le acque meteoriche, prese d'aria, canne fumarie e altre bucature.

Elementi strutturali

Spazi aperti 

Tecnica costruttiva conci legati con malta di calce

Rivestimenti

Iscrizioni

Stemmi

DEFINIZIONE CULTURALE

Autore/Progettista

Ambito culturale periodo medievale-periodo rinascimentale

Committenza famiglia Ottoni

Uso storico rocca difensiva

CRONOLOGIA

Cronologia generica secoli XII-XVI

Cronologia specifica

Motivazione cronologia analisi stilistica, tecnica costruttiva

Preesistenze

INTERVENTI SUCCESSIVI

Tipo di intervento nessuno

Data intervento

DATI TECNICI

Misure 1800 mq ca. (fortezza inferiore), 1700 mq ca. (fortezza superiore)

Orientamento

Stato di conservazione pessimo

Restauri no

CONDIZIONE GIURIDICA

Indicazione generica proprietà comunale

Indicazione specifica Comune di Matelica

Provvedimenti di tutela SBAP Marche

Mutamenti titolarità-possesso-detenzione

Strumenti urbanistici PPAR, PRG

Uso storico rocca difensiva

Uso attuale rudere

FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

Documentazione fotografica 

Documenti di archivio vedi in 17) pp. 23-27

Bibliografia 17) pp. 23-27

OSSERVAZIONI

Matelica fu sotto il governo degli Ottoni dal 1394 al 1578. Detta anche "Roccaccia" come luogo segnato da fatti di sangue, dal quale è preferibile fuggire. I primi documenti certi sui conti Ottoni, signori di vasti territori tra le valli del Potenza e dell' Esino, risalgano al XII secolo. La rocca esiste sin dall'inizio, rappresentando il simbolo della loro potenza militare e politica.

COMPILAZIONE

Data compilazione 2013

Compilatore Biocco E.

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