Giovedì 17 Ago 2017

Palazzo Caccialupi, poi Scuderoni

Proseguendo la passeggiata ai margini della piazza, oltre la chiesa di S.Giuseppe, continua l'allineamento di palazzine porticate, rinnovate nei prospetti nel corso del XIX sec. ma di primo impianto medievale, come documentano sia le fondamenta voltate a crociera, sia i recenti rinvenimenti di antico mattonato sotto il marciapiede e di colonne cilindriche in pietra, inglobate nei pilastri del loggiato. La scoperta della medievale cordonata di perimetrazione dell'invaso della piazza, con tessitura in accoltellato a spina di pesce, denota, per essere sottostante all'attuale marciapiede, la persistenza dei margini dello spazio del mercato e quindi ancora una volta l'inalterabilità del primo tracciato trecentesco. All'estremità occidentale, in corrispondenza con l'imbocco di via Garibaldi, è situata la bella facciata del palazzo Caccialupi, già Nuzi, poi Scuderoni, leggermente convessa per seguire lo sviluppo della piazza, in cortina laterizia ma in origine scialbata. Nei registri consiliari si rintraccia nell'anno 1486 la richiesta del nobile Severino di Marco Nuzi ad edificare delle colonne con porticato dinnanzi alla facciata del suo palazzo nella piazza del Comune. La facciata si compone di un loggiato a cinque arcate a sesto ribassato, decorate da una ghiera con fine tortiglione in cotto, delimitate da lesene. La parte superiore è divisa da tre livelli di finestre della stessa dimensione ed ornamento; le aperture, riquadrate entro cornici lapidee sormontate da fascia trabeata decorata da cornice ad ovoli e frecce, poggiano sulle tre cornici marcadavanzale ornate alla stessa maniera.

 Disposte al terzo piano, con leggera asimmetria, sono le due loggette costituite da una bella trabeazione lapidea poggiata su 4 colonnine tonde munite di eleganti capitelli corinzi ed alle estremità sulle due semicolonne dello stesso ordine, appoggiate agli stipiti dell'apertura.  Dalla lettura delle restanti aperture ubicate nel retro del palazzo si potrebbe supporre un origine trecentesca del palazzo, dette finestre sono a tutto sesto finemente decorate da ghiera a tortiglione in cotto, altre loggette a tutto sesto sono posizionate nel fronte dirimpetto al sacro Monte di Pietà. Sul primo ripiano della scala interna sono affisse due epigrafi in pietra a caratteri gotici dell'anno 1437, che si presume non attinenti il palazzo e qui trasportate da un altro edificio di più antica costruzione. Dette iscrizioni riportano una il nome di Lodovico Caccialupi, priore della Collegiata di S.Severino dal 1437 al 1449, l'altra le seguenti parole "Hoc opus fui constructum per magistros Filippun Joann. et Antonium sub anno 1437". La nobile famiglia Caccialupi insieme alla Franchi discendono dal feudo della Truschia, castello nei pressi della villa di Sant'Elena della prima metà del XII sec., oggi scomparso e devastato dai sanseverinati nel 1218. Nel 1308 risulta che i feudatari della Truschia abitassero già nel quartiere di San Lorenzo.

arch. Debora Bravi

Bibliografia

O.MARCACCINI, Edilizia rinascimentale II, in "Appennino Camerte", n.37 del 2/10/1971. R.Paciaroni, Lorenzo D'alessandro detto il Severinate, Milano 2001, p.32, nota 94.