Giovedì 17 Ago 2017

Crocifisso duecentesco

Descrizione

La tavola corrisponde alla tipologia del crocifisso dipinto destinato ad essere appeso davanti ai fedeli nella parte terminale della navata, al fine di suscitare una partecipata meditazione sulla Passione e sulla Redenzione. Ha come soggetto il Cristo trionfante di origine alto medievale, vale a dire la divinità incarnata che non soffre e muore sulla croce, come attestano l'atteggiamento impassibile e gli occhi aperti, ma vince sulla morte. La figura è in posa statica, ma non rigidamente frontale; il volto è incorniciato dal grande nimbo intagliato e dalla chioma che scende in riccioli sulle spalle, mentre le membra sono delineate graficamente. Con lo stesso linearismo sono definite le figure poste ai lati e di minori dimensioni, la Vergine e san Giovanni Evangelista, che nella gestualità e nell'espressione dei volti restituiscono una malinconica sofferenza. All'estremità dei bracci si trovano figure di angeli adoranti, con le mani velate in segno di omaggio. La croce è uno degli esemplari più notevoli della pittura romanica marchigiana, opera di un maestro locale influenzato da modelli umbri (evidenti sono i richiami al Crocifisso di San Damiano di Assisi) e in particolare spoletini, riproposti qui in uno stile autonomo e con una particolare sensibilità cromatica.

CRONOLOGIA

Cronologia generica sec. XIII

Cronologia specifica seconda metà del sec. XIII

Motivazione cronologia analisi stilistica, bibliografia

DEFINIZIONE CULTURALE

Autore

Dati anagrafici

Ambito culturale Pittura romanica marchigiana

DATI TECNICI

Materia e tecnica tempera su tavola

Misure cm 143 x 119

Stato di conservazione e specifiche discreto

CONDIZIONE GIURIDICA

Indicazione generica ente ecclesiastico

Indicazione specifica Monastero di Santa Maria Maddalena

FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

Documenti d'archivio

Mostre

Bibliografia

A. Montironi – L. Mozzoni, L'oro. Il rosso. Il verde. Matelica, Macerata 1981, p. 47; G. Vitalini Sacconi, Macerata e il suo territorio. La pittura, Milano 1985, p. 16 con bibliografia precedente; C. Fratini, Pittura fra Marche e Umbria: i primi passi per una storia comparata, in Il Maestro di Campodonico. Rapporti fra Marche e Umbria nel Trecento, a cura di Fabio Marcelli, Camerano 1998, p. 26; G. Mandolini, La Beata Mattia. Il suo monastero, la sua gente, Matelica 2013, p. 224

OSSERVAZIONI

Il Crocifisso duecentesco è attualmente collocato nel coro delle monache clarisse, non accessibile al pubblico, insieme ad altre opere d'arte antica pertinenti al monastero

COMPILAZIONE

Data compilazione 2013

Compilatore Biocco E.