Venerdì 18 Ago 2017

Chiesa e Chiostro di San Francesco

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,97" E 12° 59' 05,35"
Quota: 441 mt

Chiesa di San Francesco e Chiostro Municipale
Il complesso architettonico più maestoso all'interno del paese, risalente al XIV secolo, è costituito dalla chiesa di San Francesco e dall'adiacente chiostro, ex convento francescano e sede del municipio di Pioraco dal 1984. In origine, la comunità francescana che diede impulso a tale struttura, era stanziata in località Malpasso, nel territorio tra Pioraco e Sefro, facendo riferimento ad un piccolo convento che si ritiene donato a S.Francesco d'Assisi intorno al 1216. La vicenda narra che tale zona era coinvolta nelle controversie tra i due paesi, inasprite dalla mancanza di confini territoriali e dal muro di sbarramento appositamente eretto dai piorachesi ai piedi del lago formato dal fiume Scarsito (o Scarzito), affluente del Potenza, che contribuiva a danneggiare le terre circostanti ed il convento stesso. In attesa di una risoluzione, dopo aver demolito il proprio rifugio a Malpasso, alla fine del 1200 i frati scelsero di trasferirsi dentro le mura di Pioraco, basandosi sulla piccola chiesa di Santa Maria.

E' qui che nel 1327 ricostruirono la chiesa ed il convento dedicati a San Francesco. Il convento, a chiostro quadrato in mattoni rossi, spesso rinnovato, fu florido centro di pellegrinaggio. La soppressione napoleonica del 1808 comportò l'allontanamento dei monaci e, mentre la chiesa venne affidata alla Confraternita del Santissimo Sacramento, il convento fu destinato ad uso abitativo e commerciale, dopo essere stato venduto a privati. L'attuale aspetto dell'edificio municipale si deve ad un'importante opera di acquisto e restauro da parte di diverse amministrazioni comunali. Oltre al chiostro a mattoni, riportato alle origini, sono visibili gli affreschi di quattro lunette, restaurate nel 1991. L'attigua chiesa di S. Francesco fu eretta sui resti di un teatro romano e probabilmente alcune pietre di quest'ultimo furono reimpiegate nella costruzione. La chiesa conserva all'esterno le linee romaniche, con la facciata a capanna ed il portale a tutto sesto sormontato da finestra bifora. Si ritiene che l'abside poligonale ed il campanile in pietra calcarea, ben visibili dal piccolo giardino prossimo al chiostro, furono eretti qualche tempo dopo rispetto al resto della struttura. L'interno è ad aula unica rettangolare e presenta un controsoffitto ligneo a cassettoni finemente lavorati, risalente alla prima metà XVIII sec., che andò a coprire il soffitto a capriate. Si ritiene che fino al XVIII secolo le pareti fossero interamente affrescate con episodi riguardanti la vita di San Franceso. La chiesa aveva sette altari, ridotti a cinque nel 1790. Fra questi, troviamo l'altare del Crocifisso in stile barocco, commissionato per devozione dai cartai di Pioraco nel 1622. La chiesa ospita altre importanti opere, tra cui un'edicola affrescata di Arcangelo di Cola, proveniente dalla chiesa del S.S. Crocifisso e una piccola Pietà, collocata al di sotto dell'altare dei cartai e nota, per le sue origini germaniche, con il nome di Vesperbild. Il pavimento conserva alcune lapidi dei defunti tumulati in sepolcri sottostanti, pratica soppressa in seguito a decreto napoleonico. Risulta tuttora visibile l'iscrizione "Sepulcrum Parvulorum" appartenente ad una di tali tombe, nello specifico destinata alla sepoltura dei bambini. La seconda lastra presente, riporta il nome Troilo ("TROO presso l'epoca 1475"), che potrebbe identificarsi con il segretario di Francesco Sforza, morto a Pioraco in tale data. La chiesa di San Francesco è aperta regolarmente al culto ed ospita funzioni religiose tra le più antiche della regione, come avviene in occasione del venerdì santo, celebrato in questo luogo sin dal 1844.

Scarica - Altare dei Cartai e Vesperbilt (tasto destro per scaricare)

Scarica - Edicola Arcangelo di Cola (tasro destro per scaricare)

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