Giovedì 17 Ago 2017

Ponte Marmone e Via Flaminia

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 44,46" E 12° 59' 05,28"
Quota: 441 mt

Ponte Marmone e Via Flaminia
Ben visibile dalla strada statale che attualmente attraversa Pioraco, troviamo il Ponte Marmone sul fiume Potenza, a testimonianza del notevole sviluppo che questo luogo acquisì in epoca romana. Prolaqueum, come citato dall'Itinerarium Antonini, fu infatti "stazio romana", grazie anche alla sua conformazione naturale, che lo rendeva facilmente difendibile. Il nome stesso si deve alla sua prossimità ad un lago (scomparso entro il 1660. Pioraco non fu solo stazione militare, ma anche cittadina viva e fiorente, per la presenza di nobili romani che all'epoca vi venivano esiliati per gravi pene, come evidenziano i rinvenimenti di strutture attribuite ad edifici pubblici, di culto e ad impianti termali, ma anche i resti di statue ed altri reperti, la cui prima fase risale all'epoca augustea. Prolaqueum sorgeva sulla via Camellaria, diramazione dell'antica Via Flaminia che interessava il tratto Nuceria (Nocera Umbra)-Dubios (Fiuminata)-Prolaqueum-Settempeda (San Severino Marche).

Di questa importante strada sono tuttora visibili i tratti di carreggiata aperti nella roccia, oltre al Ponte Marmone che consentiva a chi la percorreva il superameno del fiume Potenza all'imbocco occidentale dell'insediamento romano. Il Ponte Marmone, databile a partire dal II sec a.C. in base alla tecnica di costruzione, conserva pochi aspetti della struttura originaria (le dimensioni, la pila orientale e probabilmente pochi altri elementi), in seguito alle modifiche e agli interventi di restauro subiti nel corso dei secoli in cui venne utilizzato, fino alla costruzione del ponte moderno dopo la Prima Guerra Mondiale. Esso presenta un'epigrafe onoraria (CIL XI, 5642), la cui copia originale è conservata nel Municipio, risalente al momento del secondo consolato di Ottaviano (33-32 a.C.), dedicata al suo patrocinio e associata al restauro del ponte, avvenuto in tale periodo. Altre fonti escludono una relazione tra l'epigrafe e la struttura del ponte, che in ogni caso confermerebbe la dedizione della comunità locale al proprio patrono, in un momento di grave crisi politica.