Giovedì 17 Ago 2017

Mazza argentea

Soggetto

Mazza del Comune di Matelica con stemma civico, sant'Adriano, san Sebastiano, beata Mattia Nazzarei tra angeli e cherubini.

Descrizione

La splendida mazza d'argento è simbolo dell'autorità comunale e venne commissionata al più importante argentiere marchigiano del Settecento, il maceratese Domenico Piani, a seguito dell'innalzamento di Matelica al rango di Città nel 1753, per concessione di Benedetto XIV, e delle ulteriori prerogative ed onorificenze conferitele nel 1757, riguardanti l'uso della mazza d'argento per il magistrato, della collana d'oro per il Gonfaloniere e delle stole auree per le toghe senatorie. Portata dal mazziere al seguito del magistrato durante le cerimonie solenni, l'oggetto, come ricorda l'iscrizione del pomolo terminale, fu ultimato nel 1770 dal noto argentiere che, dopo un soggiorno romano, aveva stabilito la sua bottega, da poco meno di un decennio, a Matelica proprio per far fronte alle numerose committenze promosse in città. L'esecuzione raffinata, l'originale invenzione compositiva e, soprattutto, la grande abilità tecnica del Piani sui rilievi sbalzati, che fanno della mazza argentea uno dei suoi capolavori, trovano espressione particolare nell'estremità superiore dell'oggetto dove, al di sotto di un basamento circolare sagomato su cui siede un putto alato a tutto tondo recante uno scudo coronato con lo stemma civico, si sviluppa un grande elemento a forma di lampione.

La lanterna, a sezione triangolare, presenta nella fascia superiore una cornice baccellata cadenzata da tre teste di cherubino a forte aggetto, le quali delimitano, insieme a volute e motivi fitomorfi, altrettante facce sottostanti in cui sono definite a cesello tre figure rappresentanti i santi protettori di Matelica: sant'Adriano martire in veste di cavaliere con in mano il vessillo crucisignato (corrispondente all'iconografia del sigillo comunale); san Sebastiano trafitto dalle frecce; la monaca matelicese Mattia Nazzarei, annoverata fra i beati con decreto papale del 27 luglio 1765. Il fusto sottostante ha origine con l'elaborato nodo triangolare, anche questo ornato da volute e motivi vegetali che definiscono tre cartelle in corrispondenza delle facce della lanterna, recanti all'interno i rispettivi attributi dei santi patroni soprastanti: la sciabola, usata per spezzare le braccia di sant'Adriano, incrociata con la palma del martirio; le frecce e la faretra; e, infine, un ramo di rose. Dal seguente nodo a cipolla si imposta il lungo stocco decorato da modanature e concluso da un pomolo con tre specchiature dove si trovano incise la firma dell'argentiere, la data e il peso dell'oggetto.

CRONOLOGIA

Cronologia generica sec. XVIII

Cronologia specifica 1770

Motivazione cronologia iscrizione

DEFINIZIONE CULTURALE

Autore Piani, Domenico

Dati anagrafici Macerata, 1724 – 1799

Ambito culturale

DATI TECNICI

Materia e tecnica argento fuso, inciso, sbalzato e cesellato

Misure cm 88

Stato di conservazione e specifiche ottimo (restauri: 2007)

CONDIZIONE GIURIDICA

Indicazione generica Ente pubblico territoriale

Indicazione specifica Comune di Matelica

FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

Documenti d'archivio

Mostre Ori e argenti, Urbino 2007

Bibliografi

A. Trecciola, in Matelica. Segni di vita e di luce, a cura di Antonio Trecciola, Camerino 2005, p. 39 e p. 42; A. Antonelli, in Matelica. Storia, arte, archeologia, Milano 2006, p. 26; G. Barucca, in Ori e argenti. Capolavori del '700 da Arrighi a Valadier, catalogo a cura di Gabriele Barucca e Jennifer Montagu, Milano 2007, p. 249 con bibliografia precedente.

OSSERVAZIONI

Il pomolo inferiore della mazza presenta la seguente iscrizione: "FECIT / DOMINICVS / PIANI; MACERATAE / A. D. / MDCCLXX; PONDO EST. / l(ibbre) 8 o(nce) 2".

COMPILAZIONE

Data compilazione 2013

Compilatore Biocco E.