Venerdì 18 Ago 2017

Colture e studi agrari

Se la coltura della vite, come testimoniano alcuni vinaccioli rinvenuti a Matelica, è restata la stessa nel tempo, sostanziali sono state le innovazioni in ambito agrario. Fino al XVII secolo, la scarsità invernale di mangime obbligava a macellare gli animali e salarne la carne. Con la rotazione quadriennale (che elimina la necessità di lasciar riposare la terra a maggese e la fa concimare dagli animali al pascolo) se ne accumulano scorte: è l'inizio di un processo che porterà, grazie all'impulso agli studi agrari dato anche da istituzioni come L'Accademia Georgica di Treia, alla biogenetica del "padre" del grano Nazareno Strampelli di Castelraimondo. La ricerca oggi si occupa della tutela della biodiversità anche attraverso il recupero di varietà autoctone come il granoturco quarantino di Treia.