Lunedì 21 Ago 2017
Esanatoglia

EsanatogliaEsanatoglia, borgo storico di cui è cittadino onorario Renato Zero, ha un feeling particolare con lo sport e l'arte. Teatro di gare internazionali di motocross, riserva agli appassionati del volo libero i Tre pizzi del Monte Gemmo, campo tra i più sicuri (specie per il parapendio) e meglio disposti per i venti che soffiano tra maggio e settembre. Gli amanti dell'arte, oltre a raccolte ed opere di pregio vi trovano uno splendido scrigno futurista come Casa Zampini, con arredi a firma Ivo Pannaggi. Memorabili le escursioni come quella alle sorgenti dell'Esimo attraverso prati attrezzati per la sosta ed il fitness. Al ritorno restano l'architettura medievale e rinascimentale da ammirare, le tipicità da gustare, le produzioni artigianali da scoprire, la vivace vita culturale cittadina da vivere ed un ricco cartellone di eventi.

Le vallate

L’Esino nasce nella Valle di San Pietro, a monte di Esanatoglia, delimitata dalle pendici dei monti Cafaggio (1116 m) e Cimetta a Sud e da quelle dei Monti Pordinaldo e Pizzinetto di Mutula (1125 m) a Nord. Il substrato litologico è dato dai calcari bianchi e grigi del Cretaceo medio che spesso sono affioranti e che contribuiscono a determinare un paesaggio assai suggestivo come in prossimità delle sorgenti, in cui si è formato un tipico ambiente di forra. L’area è compresa nell’elenco dei biotopi, pubblicato nel 1975 dall’Associazione Naturalistica Fabrianese, per la costituzione di parchi e riserve nell’Alta Valle dell’Esino.

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Lo sport all'aria aperta

Vastità degli spazi e delle architetture naturali sono un simbolo di Esanatoglia, luogo propizio alle Muse in cui cose ed uomini sono accomunati da una sorta di sindrome di Ulisse, il desiderio cioè di spingersi sempre oltre un confine. Il sentiero 141, passando per il Monastero di Fonte Bono, porta all’eremo di San Cataldo da cui la vista spazia versoi Sibillini. La dicono lunga sul tipo di apertura nei confronti degli sport alternativi da praticarsi all’aria aperta un crossdromo (che propone a neofiti ed appassionati giri di prova) ed una piattaforma per il volo a vela dove è possibile concordare con le locali scuole di volo giornate gratuite di prova.

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Santa Maria della Misericordia

La venerazione della Vergine è un punto fermo nella storia religiosa di marcamontana. La Madonna della Misericordia è generalmente raffigurata in piedi, quasi sempre senza il Bambino, con le braccia tese ad aprire l’ampio manto per accogliere coloro che l’invocano e che essa protegge. Dal tema della Madonna della Misericordia derivò quello della Madonna del Rosario le cui prime rappresentazioni con una veste azzurra e una corona del Rosario tra le mani iniziano dalla fine del secolo XV.

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Edicola della Madonna di Fontebianco – Chiesa del Cimitero Comunale

L'edicola della Madonna di Fontebianco all'interno della Chiesa è presumibilmente costruita nel corso del sec. XIV ed affrescata internamente intorno al 1380 (la data é stata indicata da uno storico locale) con una Madonna in trono fra Sant'Anatolia e Santa Vittoria vergine con angeli da Diotallevi di Angeluccio; edicola - costruzione e affreschi - secolo XIV. Nel corso del sec. XIX si costruisce la chiesa del cimitero, edificio a navata unica con doppio ingresso (a sud dal viale Fontebianco e a nord dall'interno del cimitero), incorporando l'edicola medievale; intero bene - costruzione - secolo XIX.

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Esanatoglia - L'Archeologia

Attestata fano a tempi recenti solo da fonti scritte, la presenza di una produzione ceramica ad esanatoglia è stata confermata da rinvenimenti di materiali ceramici provenienti da varie aree del centro storico e dagli scavi archeologici che hanno riportato alla luce anche una camera di combustione pertinente ad una fornace la cui articolazione richiama quanto descritto dal Piccolpasso ne "Li tre libri dell'arte del vasaio". La fornace era in quel di Portella, via storicamente dedicata ai traffici e sede di botteghe che fecero della città un centro forte di una economia non solo agricola.  Si trattava di una produzione ne di qualità (come testimoniano i reperti rinascimentali), nel tempo sacrificata alla quantità se il titolo di produttore del vasellame di pregio passò a Deruta solo nel Seicento.

 

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