Giovedì 17 Ago 2017
Esanatoglia

EsanatogliaEsanatoglia, borgo storico di cui è cittadino onorario Renato Zero, ha un feeling particolare con lo sport e l'arte. Teatro di gare internazionali di motocross, riserva agli appassionati del volo libero i Tre pizzi del Monte Gemmo, campo tra i più sicuri (specie per il parapendio) e meglio disposti per i venti che soffiano tra maggio e settembre. Gli amanti dell'arte, oltre a raccolte ed opere di pregio vi trovano uno splendido scrigno futurista come Casa Zampini, con arredi a firma Ivo Pannaggi. Memorabili le escursioni come quella alle sorgenti dell'Esimo attraverso prati attrezzati per la sosta ed il fitness. Al ritorno restano l'architettura medievale e rinascimentale da ammirare, le tipicità da gustare, le produzioni artigianali da scoprire, la vivace vita culturale cittadina da vivere ed un ricco cartellone di eventi.

La ceramica di Esanatoglia

La presenza di una produzione ceramica in queste terre è documentata fino dal tardo Medio Evo, tanto che negli Statuti del 1324 viene ingiunto alla corporazione dei vasai di eleggere un rettore a capo della propria arte. Vi è testimonianza negli scritti di Cipriano Piccolpasso (1857/58) e, grazie ai recenti scavi archeologici effettuati all'interno del Centro Storico, si sono potute ricostruire la tipologia e le decorazioni della produzione ceramica esanatogliese a partire dalla prima metà del secolo XVI fino alla fine del XVIII sec. Insieme alla ceramica, la produzione della carta e la concia delle pelli sono arti, anch'esse attestate nella terra di Santa Anatolia fino dal XVII sec.

Leggi tutto: La ceramica di Esanatoglia

Esanatoglia - L'Arte

Un grande pittore come Diotallevi di Angeliccio è stato a lungo definito con il toponimo della città: Maestro di Esanatoglia. Un'artista di fama internazionale, simbolo stesso della ricerca espressiva e teorizzatore di una nuova forma d'arte come Ivo Pannaggi, maceratese, ha lasciato ad Esanatoglia un gioiello dell'arte a tutto tondo come Casa Zampini.  Come non vivere Esanatoglia come luogo propizio alle muse, siano esse quelle che hanno ispirato i ceramisti, che hanno guidato la mano di Lorenzo Taccaroni e degli intagliatori del Cristo Trionfante o del San Sebastiano, il pennello degli affreschi della Divina Maria di Fonte Bianca?

 

Leggi tutto: Esanatoglia - L'Arte

La portella

Il Castello era diviso in quartieri di cui 3 interni ed uno, quello di Sant’Andrea, esterno ed articolato in due borghi. A questa suddivisione corrispondeva quella in Parrocchie e quella dei Consigli e degli elettori dei Magistrati. Quattro porte principali permettevano l’accesso alla cittadella fortificata: Panicale, del Mercato, Portella e Sant’ Andrea. La Porta del Borgo, che faceva parte della prima cerchia (XI-XII secolo), venne inglobata nel nucleo fortificato contemporaneamente al quartiere di Sant’Andrea

Leggi tutto: La portella

Eremo di S. Cataldo

Il piano seminterrato, scavato nella roccia, risulta esser la parte più antica del manufatto e la sua costruzione potrebbe essere fatta risalire al sec. XIV. Il piano fuori terra del manufatto, che chiude la corte dell'Eremo verso sud-est, è realizzato nel corso del sec. XIX. L'edificio è restaurato nel 1930. Nello stesso periodo è realizzata dall' ingegnere Mataloni la tettoia.L'Eremo di S. Cataldo è citato negli Statuti comunali del 1324. La chiesa, nella sua forma attuale, risale al sec. XVIII. Si tratta di quattro corpi di fabbrica aggregati, rivolti verso il versante più ripido della montagna ed in parte scavati nella roccia stessa. L'ingresso della chiesa è rivolto a nord-est. L'edificio risulta a navata unica, con cappella laterale affrescata e presbiterio rialzato. I lavori di riparazione dei danni provocati dal terremoto del 26.9.1997 si sono conclusi nel 2005.

Leggi tutto: Eremo di S. Cataldo

Casa Zampini Pannaggi

Il complesso anticamente adibito a convento risale probabilmente al sec. XIII, anche se è documentato con certezza solo a partire dal 1324. La struttura nel 1810 é accorpata al demanio, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e venduto a Cataldo Giovagnoli di Santa Anatolia. Dopo la restaurazione del governo pontificio il convento é restituito ai religiosi in una data imprecisata. Il complesso edilizio é indemaniato fra il 1861 ed il 1866. Nel 1867 i religiosi sono espulsi dal convento. Successivamente il convento è probabilmente ceduto a privati a mezzo di asta pubblica. A causa di ciò la struttura viene suddivisa in due edifici; Erso Zampini, proprietario dell'immobile, incarica l'arch. Ivo Pannaggi di progettare l'arredamento della casa che sarà realizzato fra il 1925 e il 1926. L'edificio é ristrutturato nel 1920 circa. La facciata è completamente rifatta, dell'originaria struttura monastica invece si conservano sicuramente il perimetro, il corpo addossato alla chiesa nel quale sono ravvisabili gli elementi del portico del chiostro e la parte basamentale della terrazza dove è presente una monofora in pietra uguale a quelle dell'abside della chiesa.

Leggi tutto: Casa Zampini Pannaggi


Calcola il Percorso di Marca

Seleziona l'inizio del percorso:
Seleziona la fine del percorso:
Tipologia:
Waypoints: (Ctrl-Click for multiple selection)

Video Gallery

Esanatoglia

Agosto 2017
D L M M G V S
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2