Domenica 20 Ago 2017
Matelica

matelicaAl centro della Vallata dell'Esino, protetto dall'abbraccio dell'Appennino, parallelo all'Adriatico, il territorio di Matelica ha caratteristiche uniche che gli consentono di generare una meraviglia dell'enologia: il Verdicchio di Matelica, il vino che si fregia di una delle prime DOC istitute a livello nazionale. Centro dell'omonima Strada del Vino, è un luogo intriso di storia, arte, cultura. Archeologia, architettura, chiese, eremi, raccolte, musei dilatano la dimensione turistica. Il territorio è disseminato di testimonianze di ieri come d'avanguardia, di luoghi mistici come di scorci naturali, di opportunità ricreative e sportive, di risorse imprenditoriali e laboratori di qualità, di aziende agricole e vitivinicole che l'hanno fatta conoscere al mondo come i tanti suoi figli illustri citati dai libri di storia a livello mondiale.

Facciata Palazzo Finag0004.jpgPiazza Enrico Mattei.jpgFacciata Sfilippo.jpg1011percorso38.jpg1011percorso37.jpgTeatro.jpgEnoteca.jpgCorso VittEmanueleII.jpgmuseo archeologico 1.jpgPanorama Matelica Gol0008.jpgIMG_6633.jpg14 Loggetta Ottoni sec XVI.jpg1011percorso36.jpg

 

Palazzo Pierleoni

Descrizione

Fronte principale con paramento in conci di pietra locale, il fronte set conserva ampie tracce di intonaco. In asse con la facciata è il portale con bugnato graffiato a raggiera in pietra bianca dell'Istria. La chiave di volta dell'arco del portale reca uno stemma (vd. STEMMI) gentilizio realizzato con la stessa pietra del bugnato; cornice marcapiano in pietra calcarea a forma di toro separa il primo ordine dal secondo ordine. Le finestre del primo ordine recano grate in ferro con coronamento ornato da volute e gigli che inquadrano al centro un leone rampante (simbolo famiglia Pierleoni?).

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Palazzo Grassetti

Descrizione

La struttura è fortemente rimaneggiata a seguito dei restauri, tra cui quelli dopo il sisma del 1997. La facciata, comunque, mantiene a grandi linee i caratteri originari, così come documentati nella raffigurazione dell'edificio su un ex voto della fine del XVII secolo di proprietà della famiglia Mattei. Quattro ordini di finestre caratterizzano la facciata che è completamente intonacata: al piano terra due portali laterali con bugnato a raggiera e sei finestre quadrangolari di cui quattro al centro e una ai lati di ciascun portale; al primo piano finestre rettangolari, al secondo piano finestre quadrangolari e al mezzanino piccole finestre ovali e rettangolari alternate. Le finestre hanno cornice piatta. Notevoli modifiche interne testimoniano interventi di restauro nel Settecento. Al piano terra si aprono vasti spazi coperti con volte a crociera. La galleria del palazzo fu decorata nella seconda metà del XVIII secolo.

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Chiesa San Rocco

Descrizione

La pianta dell'edificio è a base quadrata con inserita una croce greca, i cui bracci si prolungano verso l'esterno, dando alle quattro facciate un certo movimento. La chiesa si apre sulla via omonima con un'apertura centrale e due laterali. L'ingresso principale, orientato a nord, ha un semplice portale con cornicione superiore rastremato, ai lati due ingressi minori, tamponati. Il paramento in laterizi è movimentato da lesene angolari che partono da plinti e si raccordano in alto in sottile cornice che corre tutt'intorno. La nervatura delle lesene prosegue verso l'alto fin sotto il cornicione del tetto e prosegue in orizzontale descrivendo delle specchiature. Al di sopra degli ingressi finestre circolari danno luce all'interno. Il demolito fu demolito nel 1884. All'interno il soffitto è con le volte a crociera. Sono conservati arredi seicenteschi. L'altare è ornato da un paliotto in legno dorato con l'immagine del Santo. Sopra l'altare maggiore, entro una cornice di tipo architettonico dorata e dipinta, si conserva una pala con Madonna in trono e Bambino, S. Rocco e S. Sebastiano ai lati.

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Cappella Passione

Descrizione

La piccola cappella, a pianta rettangolare e coperta con volta a botte, è completamente affrescata con scene riguardanti la Passione di Cristo. Il ciclo decorativo, secondo l'iscrizione apposta all'interno, fu portato a termine nel 1569 su mandato del Commissario Apostolico di papa Pio V a Matelica, Giovambattista Petroni di Pesaro. La scena affrescata nella lunetta del chiostro in corrispondenza dell'ingresso alla cappella raffigurante San Francesco che accoglie la supplica di papa Pio V a favore del cardinale Bonelli e il suo seguito, destinata a fissare uno storico soggiorno del nipote di Pio V a Matelica presso il convento, e la presenza all'interno dell'ambiente, al centro delle pareti laterali, di entrambi gli stemmi di papa Pio V Ghisleri e del nipote cardinale Michele Bonelli (in relazione all'iscrizione di fondazione), fanno pensare che il Commissario sia stato solamente il dedicatario dell'impresa e che i veri promotori furono, in primis, i frati unitamente alla comunità matelicese, che proprio in Pio V confidava per porre fine alla tirannia degli Ottoni.

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Crocifissione Durante Nobili

Soggetto

Crocifissione e i santi Nicola da Tolentino, Antonio da Padova; san Crispino, Resurrezione, Deposizione, Discesa al Limbo, san Crispiniano (basamento).

Descrizione

La monumentale Crocifissione dipinta da Durante Nobili, allievo e collaboratore di Lorenzo Lotto dal 1550 al 1553, è la replica ispirata al capolavoro dipinto dal maestro veneziano circa quarant'anni prima per la piccola chiesa di Santa Maria in Telusiano di Monte San Giusto. Come nella tela riproposta, il punto di vista molto ribassato scelto per la rappresentazione proietta le figure, che popolano la scena, verso il cielo plumbeo, dove si stagliano isolate molto in alto le tre croci dei condannati. Al di sotto, nel piano intermedio, compare la schiera di soldati e cavalieri con i loro stendardi e armi svettanti che guidano lo sguardo al Cristo crocifisso, mentre verso il primo piano, lungo l'asse centrale, è collocata la scena drammatica del deliquio della Vergine assistita dalla Maddalena, da una pia donna e da san Giovanni Evangelista. A mezza figura e nel primissimo piano, tra lo spazio dell'osservatore e quello della scena sacra, figurano i due santi particolarmente invocati dalla devozione popolare, l'agostiniano san Nicola da Tolentino e il francescano sant'Antonio da Padova. Entrambi rivolgono il loro sguardo devoto alla sacra rappresentazione, in doppia veste di testimoni e mediatori. La pala è corredata anche da un basamento ligneo con predella, dove le figure dei due santi protettori dei calzolai raffigurate sui plinti, Crispino con il bordone e Crispiniano con la lancia del martirio, inquadrano tre episodi postumi alla crocifissione, disposti non in ordine di successione narrativa: al centro (secondo una corrispondenza semantica inerente alla Passione di Cristo) la Deposizione dalla croce, a sinistra la Resurrezione e in ultimo la Discesa al Limbo.

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