Venerdì 18 Ago 2017
Matelica

matelicaAl centro della Vallata dell'Esino, protetto dall'abbraccio dell'Appennino, parallelo all'Adriatico, il territorio di Matelica ha caratteristiche uniche che gli consentono di generare una meraviglia dell'enologia: il Verdicchio di Matelica, il vino che si fregia di una delle prime DOC istitute a livello nazionale. Centro dell'omonima Strada del Vino, è un luogo intriso di storia, arte, cultura. Archeologia, architettura, chiese, eremi, raccolte, musei dilatano la dimensione turistica. Il territorio è disseminato di testimonianze di ieri come d'avanguardia, di luoghi mistici come di scorci naturali, di opportunità ricreative e sportive, di risorse imprenditoriali e laboratori di qualità, di aziende agricole e vitivinicole che l'hanno fatta conoscere al mondo come i tanti suoi figli illustri citati dai libri di storia a livello mondiale.

Facciata Palazzo Finag0004.jpgPiazza Enrico Mattei.jpgFacciata Sfilippo.jpg1011percorso38.jpg1011percorso37.jpgTeatro.jpgEnoteca.jpgCorso VittEmanueleII.jpgmuseo archeologico 1.jpgPanorama Matelica Gol0008.jpgIMG_6633.jpg14 Loggetta Ottoni sec XVI.jpg1011percorso36.jpg

 

Convento dei Filippini

Descrizione

Costruito in linea con la chiesa e separato da questa dall'oratorio che, secondo le regole filippine, deve necessariamente corredare ogni chiesa e convento dell'ordine, ha la facciata principale priva di qualunque elemento di decorazione architettonica lungo la stretta Via G. Oberdan. La facciata dell'edificio maggiormente visibile è quella posteriore, costruita sopra le mura cinquecentesche: questa è movimentata da un gioco di aperture, ad arco e a serliana con coronamento ad arco ribassato, mentre sono rettangolari al primo e al secondo piano. Qui il prospetto è diviso orizzontalmente da cornicioni marcapiano, mentre in verticale lo spazio è scandito da lesene con capitelli pseudo-tuscanici. All'interno un corridoio centrale con volta a botte decorato da lesene a stucco con capitelli da cui partono le costolature della volta che ne scandiscono ritmicamente la lunghezza. Scalone d'ingresso con colonne e balaustra in pietra locale di gesso. Alcune sale conservano una decorazione architettonica in stucco di tipo neoclassico.

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Affresco Madonna di Loreto

Descrizione

L'affresco è l'attestazione più antica presente a Matelica legata al culto della Madonna di Loreto, in cui il soggetto risponde all'iconografia più arcaica diffusa nel XV secolo e probabilmente ispirata dall'uso di venerare nel sacello lauretano la statua della Vergine con Bambino entro un'edicola sostenuta da colonne. L'immagine, infatti, rappresenta al centro e all'interno di un baldacchino, posto sullo sfondo di un parapetto decorato da archetti pensili, la Madonna stante col Bambino in braccio, che cinge affettuosamente la madre e tiene in mano una piccola rondine; il tempietto di forma esagonale, composto da archi a tutto sesto impostati su esili colonne con capitelli fogliacei rosa e decorato nei pennacchi da trafori vegetali, è sorretto da quattro angeli, a richiamare il prodigioso trasporto angelico della Santa Casa di Nazareth fino a Loreto. La pittura è storicamente attribuita alla produzione giovanile di uno dei protagonisti della pittura rinascimentale marchigiana e datata intorno al 1470, quando gli evidenti rimandi alla tradizione tardogotica di matrice salimbeniana (l'ornamento del baldacchino, le tenerezze cromatiche dei rosa e verdi) vengono stemprati dal pittore in un linguaggio nuovo, volto con attenzione alla costruzione spaziale e alla restituzione dei volumi.

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Tabernacolo Viario

Descrizione

La rappresentazione sacra fa parte di un'edicola viaria posta in corrispondenza dell'incrocio tra via Umberto I e via Beata Mattia, di fronte alla settecentesca Fontana di Sant'Agostino. La parte muraria, risalente al XIX secolo, è realizzata in laterizi e in forme neogotiche, come mostrano l'arco ogivale della nicchia e i pinnacoli laterali. All'interno è incassata una cornice lignea intagliata con finestra ovale, destinata ad inquadrare un'immagine dipinta ad affresco: una Madonna seduta che abbraccia teneramente il Figlio, posto in piedi sul suo grembo, ed entrambi rivolti verso il fedele; in basso a destra, si intravede il profilo di un altro bambino che sta afferrando una gamba di Gesù, da identificare con il piccolo san Giovanni Battista. La pittura, il cui soggetto iconografico è chiaramente ispirato a modelli raffaelleschi, è espressione di una cultura artistica minore, espressione della devozione popolare e potrebbe essere datato al XVII secolo. Difatti, le notevoli lacune perimetrali della pittura rispetto alla nicchia e le diversità degli intonaci inducono a pensare che l'affresco e l'edicola non siano stati realizzati nello stesso momento. È probabile, quindi, che l'edicola sia stata compiuta successivamente ad incorniciare un affresco più antico esistente in quel punto o staccato da altro luogo, sul quale si è intervenuti sulla superficie con ridipinture.

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Palazzo Fossa

Descrizione

Facciata in mattoni; portale, sempre in mattoni, con arco a sesto ribassato fiancheggiato da pareste bugnate, raccordate da un alto architrave modanato. La facciata, forse in origine intonacata, è in mattoni e pietra locale (gesso), disposti irregolarmente. Un corridoio voltato conduce al cortile centrale con tre ordini di logge sovrapposte, successivamente tamponate. Le logge hanno colonne in laterizio con capitelli pseudo-ionici in pietra calcarea. La loggia, probabilmente, doveva ripetersi almeno per altri due lati del cortile, con la luce delle arcate inferiori come l'esatto doppio delle due superiori: così si stabilisce tra le aperture un rapporto di uno a due in verticale e di tre a sei in orizzontale.

Elementi strutturali

Spazi aperti cortile

Tecnica costruttiva opera mista, conci di pietra e mattoni

Rivestimenti

Iscrizioni

Stemmi

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Palazzo De Sanctis

Descrizione

La facciata attuale, in stile neoclassico, si sovrappone ad un precedente edificio di origine cinquecentesca. Il primo ordine ha paramento bugnato con cinque aperture ad arco, di cui le quattro laterali sono parzialmente tamponate; l'ingresso è attraverso l'arco centrale. Perfettamente simmetrica sull'asse del portale la finestra con balcone. Una semplice fascia marcapiano lo separa dal primo piano: da questa, su finti plinti si impostano lesene con capitelli pseudo-ionici in pietra calcarea che scandiscono in verticale, fino al secondo piano, la superficie della facciata. Delle cinque finestre del primo piano, con cornici in pietra calcarea, quella centrale si apre su un terrazzino con ringhiera in ferro. Tra il primo e il secondo ordine una cornice in pietra calcarea, sospesa tra le lesene in laterizio, con meandro a rilievo. Una seconda fascia in pietra calcarea, più bassa e priva di decorazione, è alla base delle finestre del secondo piano, bordate su tre lati da cornice semplice sempre della stessa pietra. Cornicione con dentelli nel rispetto dello stile ionico. All'interno cortile, sul lato destro del quale si apre lo scalone. Sul lato sud del cortile sono addossate alle pareti due fontane con teste di cavallo, attribuite allo scultore sanseverinate Venanzio Biagioli (1770-1854). La sistemazione e la decorazione degli interni è avvenuta contemporaneamente al rinnovo della facciata, risalente al 1830 circa. La decorazione del primo piano è costituita da pannelli di coronamento della volta tele raffiguranti episodi della storia antica e del mito, arricchita da fregi in stucco, finte vele dipinte a monocromo con motivi neoclassici, panoplie, simboli delle arti, candelabre, girali e racemi.

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