Lunedì 21 Ago 2017
Pioraco

pioracoPioraco è stata definita la Svizzera delle Marche per le sue straordinarie bellezze naturali di grande suggestione come il Sentiero Vurgacci. Per queste, ancora oggi intatte, Isabella D'Este Gonzaga diceva che è "loco tanto ameno quanto la natura havesse potuto fare". Completano l'offerta moderne strutture sportivo-ricreative. Ricco di acque, il territorio ha ispirato ai suoi abitanti la fabbricazione della carta: una raccolta di filigrane documenta l'attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori; nella Bottega della Carta si assiste alla fabbricazione manuale con tecniche e strumenti del 1300. Come in tutto il territorio , chiese e palazzi sono scrigni di arte. Grandi pittori come Luca Signorelli, hanno lasciato tracce straordinarie della loro produzione.

 


 

 

Chiesa e Chiostro di San Francesco

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,97" E 12° 59' 05,35"
Quota: 441 mt

Chiesa di San Francesco e Chiostro Municipale
Il complesso architettonico più maestoso all'interno del paese, risalente al XIV secolo, è costituito dalla chiesa di San Francesco e dall'adiacente chiostro, ex convento francescano e sede del municipio di Pioraco dal 1984. In origine, la comunità francescana che diede impulso a tale struttura, era stanziata in località Malpasso, nel territorio tra Pioraco e Sefro, facendo riferimento ad un piccolo convento che si ritiene donato a S.Francesco d'Assisi intorno al 1216. La vicenda narra che tale zona era coinvolta nelle controversie tra i due paesi, inasprite dalla mancanza di confini territoriali e dal muro di sbarramento appositamente eretto dai piorachesi ai piedi del lago formato dal fiume Scarsito (o Scarzito), affluente del Potenza, che contribuiva a danneggiare le terre circostanti ed il convento stesso. In attesa di una risoluzione, dopo aver demolito il proprio rifugio a Malpasso, alla fine del 1200 i frati scelsero di trasferirsi dentro le mura di Pioraco, basandosi sulla piccola chiesa di Santa Maria.

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Chiesa della Madonna delle Lacrime

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 07,22" E 13° 01' 20,39"
Quota: 499 mt

La Chiesa della Madonna delle Lacrime
L'esistenza di una chiesa, intitolata a Santa Maria, è documentata nella piccola frazione di Seppio fin dal XIII secolo. È documentato infatti che nel 1259, periodo del sacco di Camerino e nel 1279, molti camerinesi e sanseverinati si rifugiarono presso la "villa Santa Maria de Sippio". La presenza dei resti di un altare in pietra conservato all'interno della chiesa, fa pensare che essa fosse stata costruita sull'area di un tempio pagano, ma sembra che l'edificio attuale fu edificato ex novo nel 1851, sulla stessa area di quello vecchio, crollato in seguito al cedimento del terreno. I parroci che hanno retto la chiesa dal 1851 ad oggi, si sono resi benemeriti di numerosi restauri, sia degli arredi che delle suppellettili sacre. Nel 1970-71, la chiesa fu interessata da un importante restauro che ha interessato le fondamenta, il campanile e la vicina casa parrocchiale.

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Chiesa della Madonna della Grotta

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 45,67" E 12° 59' 01,06"
Quota: 441 mt

Chiesa della Madonna della Grotta
A ridosso della montagna, incastonata nella roccia viva, troviamo la piccola chiesa della Madonna della Grotta. Risulta che anticamente essa fosse un romitorio e dunque ospitò eremiti e viandanti desiderosi di ritirarsi in preghiera. Precedentemente intitolata alla "Madonna della Carcera", come evidenzia un'incisione sull'architrave della finestra, dove in origine si trovava l'ingresso, la chiesa presenta una struttura a pianta centrale. Al suo interno contiene un'antica grotta naturale che da secoli ospita una statua lignea della Madonna con Bambino, risalente al XV secolo. Vi troviamo inoltre un crocefisso in legno con Cristo flagellato del XVI secolo.

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Chiesa del S.S. Crocifisso

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,30" E 12° 59' 36,18"
Quota: 383 mt

Chiesa del S.S. Crocifisso
La Chiesa del S.S. Crocifisso è uno splendido esempio di costruzione in stile romanico-gotico che sorge poco al di fuori del centro abitato sulla riva sinistra del fiume Potenza, dove un tempo passava la Camellaria, antica via che attraversava l'intero paese. Originariamente dedicata alla Vergine Annunziata, secondo alcuni studi l'edificazione della Chiesa del S.S. Crocifisso può essere fatta risalire al secolo XIV. Negli anni la struttura ha subito diverse modifiche, a partire dal 1808 quando è ormai assodato che fu ristrutturata pesantemente e divisa in due sezioni ben distinte: quella dell'abside e quella della Chiesa vera e propria. La porzione absidale, come si può vedere ancora oggi, venne privata del tetto e fu da subito destinata ad uso cimiteriale. Il cimitero fu utilizzato in maniera costante fino al 1884.

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248 D (Li Smorri)

Si tratta di un collegamento a mezza costa fra i prati piani dei Tre Pizzi, Castel Santa Maria ed il sentiero n. 248 "Giurassico". E' un sentiero privo di fonti e ha una lunghezza di 1600 metri ed un dislivello che va da quota 1145 metri fino a quota 1169 metri.

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