Lunedì 21 Ago 2017
Pioraco

pioracoPioraco è stata definita la Svizzera delle Marche per le sue straordinarie bellezze naturali di grande suggestione come il Sentiero Vurgacci. Per queste, ancora oggi intatte, Isabella D'Este Gonzaga diceva che è "loco tanto ameno quanto la natura havesse potuto fare". Completano l'offerta moderne strutture sportivo-ricreative. Ricco di acque, il territorio ha ispirato ai suoi abitanti la fabbricazione della carta: una raccolta di filigrane documenta l'attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori; nella Bottega della Carta si assiste alla fabbricazione manuale con tecniche e strumenti del 1300. Come in tutto il territorio , chiese e palazzi sono scrigni di arte. Grandi pittori come Luca Signorelli, hanno lasciato tracce straordinarie della loro produzione.

 


 

 

L'esilio dorato

Prolaqueum, che si trovava sulla Camellaria, diramazione dell'antica  via Flaminia nel tratto Nuceria-Dubios-Prolaqueum-Septempeda, sarebbe stato anche un luogo di pena. Ludovico Ludovici, in un opuscoletto stampato a Roma nel 1908, ha scritto: "I nobili romani, se per qualche loro capitale delitto non potevano, secondo la legge di quei tempi, essere condannati ala morte, venivano invece esiliati a Pioraco.

Essendo la maggior parte di essi facoltosa, si procurò, anche in questo luogo di relegazione, fabbricare edifici per svaghi e divertimenti pubblici, ad esempio le terme, le peschiere (vivarium piscium), in teatro, un foro, dei templi per adorare le loro false divinità: un tempio per la dea Flora nel punto più culminante del paese, un altro per la dea Iside nei confini ad est-nord di Pioraco".

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Madonna della Grotta

Al Castello dell’Onglavina (omonimo di una principessa longobarda), fiorente in epoca medievale, fu annessa una chiesina dedicata a San Michele, protettore del popolo longobardo. Del castello resta la rocca, detta di San Marco, mentre la chiesa fu ricostruita intorno al 1357 in stile romanico misto a qualche elemento gotico: abside quadrata ed interno basilicale a tre navate divise da pilastri su cui posano grandi archi goticizzanti: il soffitto è a travatura scoperta. Gli affreschi venuti alla luce nel Novecento datano tra il XII ed il XIV secolo. L’altare centrale in terracotta porta la firma della storica fornace Bartoloni di Treia.

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Pioraco - L'Arte

Per una passeggiata nell’arte a Pioraco ci si può immergere nella natura per andare alla Grotta dei Mostri e a quella di San Vittorino, oppure girare per chiese e santuari. L’altare dei cartai, uno dei più singolari esempi del ciclo ligneo di marcamontana, è in San Francesco che, sotto un magnifico soffitto a cassettoni, conserva anche un’ Annunciazione di Arcangelo di Cola. La chiesa del Crocifisso è una sorta di “personale” di Girolamo di Giovanni; la Madonna con Bambino e San Sebastiano, nella chiesa di Seppio, sono di Giovanni Boccati.

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L'altare dei cartai e Vesperbilt

DESCRIZIONE

Si tratta del gruppo scultoreo raffigurante Cristo crocifisso, la Vergine e San Giovanni Evangelista, collocato nell'altare, in stile barocco, che fu fatto erigere dai cartai piorachesi nel 1622. I soggetti scultorei possono considerarsi stilisticamente e culturalmente coevi al periodo in cui fu eretto l'altare che li ospita. Infatti l'anonimo scultore ha voluto prestare più attenzione all'aspetto devozionale, piuttosto che a quello artistico, come evidenziato dal tono popolaresco dell'insieme, collocandosi nell'ambito di una forma d'arte destinata al culto popolare, realizzata secondo tecniche artigianali e mirata ad esaltare la drammaticità dell'evento. I sentimenti sono ben espressi dalla gestualità e dall'espressione triste dei dolenti ai lati del Cristo, e dal corpo del Cristo, anch'esso contratto nel dolore.

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Chiesa di San Francesco

La chiesa del XIV secolo, attigua al chiostro ed all'ex convento francescano, oggi sede municipale, fu costruita sui resti di un teatro romano.  

Esternamente la caratterizzano le linee romaniche, un antico portale e l'abside poligonale. All'interno un bellissimo soffitto ligneo a cassettoni rifatto nel Settecento in sostituzione di quello originale a capriate.  

Degli affreschi che avevano per soggetto la vita del Santo rimangono pochi segni ed una straordinaria Annunciazione di Arcangelo di Cola.Del ciclo ligneo fanno parte l'altare dei cartai e due statue del Seicento.

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