Venerdì 18 Ago 2017
Pioraco

pioracoPioraco è stata definita la Svizzera delle Marche per le sue straordinarie bellezze naturali di grande suggestione come il Sentiero Vurgacci. Per queste, ancora oggi intatte, Isabella D'Este Gonzaga diceva che è "loco tanto ameno quanto la natura havesse potuto fare". Completano l'offerta moderne strutture sportivo-ricreative. Ricco di acque, il territorio ha ispirato ai suoi abitanti la fabbricazione della carta: una raccolta di filigrane documenta l'attività svolta nella cartiera dai suoi maestri incisori; nella Bottega della Carta si assiste alla fabbricazione manuale con tecniche e strumenti del 1300. Come in tutto il territorio , chiese e palazzi sono scrigni di arte. Grandi pittori come Luca Signorelli, hanno lasciato tracce straordinarie della loro produzione.

 


 

 

Cristo Crocifisso - Girolamo di Giovanni

BENI STORICO
ARTISTICI
Coord. WGS84
N 43° 10' 43,30"
E 12° 59' 36,18"

DESCRIZIONE

L'affresco si trova sulla parete occidentale dell'Oratorio del Santissimo Crocifisso, a destra dell'ingresso attuale. Il Cristo Crocifisso è contestuale ad un altro affresco raffigurante una Madonna col Bambino, collocato a sinistra dell'ingresso, il quale, nonostante sia in condizioni frammentarie, è stato riconosciuto anch'esso dagli studiosi come opera del camerinese Girolamo di Giovanni. Sulla parete sono evidenti altre tracce di affreschi, tra loro sovrapposti, che non è dato sapere se siano del medesimo autore e che sarebbe opportuno recuperare. Nel dipinto in questione sono presenti alcuni stilemi che l'autore apprese dalla scuola artistica padovana, dove è documentata la sua attività dal 1450 al 1457. I segni di questa contaminazione sono evidenti nel calligrafismo che caratterizza le ciocche di capelli sulla spalla del Cristo, nella poderosa gabbia toracica e nel perizoma. Inoltre la figura del Cristo presenta una accentuata vigorosità che probabilmente l'artista assimilò dal territorio camerte, nel quale, durante l'ultimo quarto del Quattrocento, era attiva e prolifica una bottega scultorea. La vita artistica e privata di Girolamo di Giovanni sembra legata fortemente anche al territorio di Pioraco, luogo originario della sua famiglia natale, ..."una famiglia di ceto medio-alto originaria di Pioraco (il nonno era medico, i suoi zii mercanti, notai e dottori in legge)"...(F. Marcelli, Pittori a Camerino nel Quattrocento, pag. 366). Inoltre in alcuni documenti pubblicati da Claudio Mazzalupi, Girolamo risulta residente a Pioraco, insieme alla moglie Ansovina, dal 1477 fino alla fine della sua vita, nel 1503.

Ponte Marmone e Via Flaminia

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 44,46" E 12° 59' 05,28"
Quota: 441 mt

Ponte Marmone e Via Flaminia
Ben visibile dalla strada statale che attualmente attraversa Pioraco, troviamo il Ponte Marmone sul fiume Potenza, a testimonianza del notevole sviluppo che questo luogo acquisì in epoca romana. Prolaqueum, come citato dall'Itinerarium Antonini, fu infatti "stazio romana", grazie anche alla sua conformazione naturale, che lo rendeva facilmente difendibile. Il nome stesso si deve alla sua prossimità ad un lago (scomparso entro il 1660. Pioraco non fu solo stazione militare, ma anche cittadina viva e fiorente, per la presenza di nobili romani che all'epoca vi venivano esiliati per gravi pene, come evidenziano i rinvenimenti di strutture attribuite ad edifici pubblici, di culto e ad impianti termali, ma anche i resti di statue ed altri reperti, la cui prima fase risale all'epoca augustea. Prolaqueum sorgeva sulla via Camellaria, diramazione dell'antica Via Flaminia che interessava il tratto Nuceria (Nocera Umbra)-Dubios (Fiuminata)-Prolaqueum-Settempeda (San Severino Marche).

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La Grotta di San Vittorino

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 10' 40,62" E 12° 59' 01,25"
Quota: 473 mt

La Grotta di San Vittorino
Salendo a circa cento metri al di sopra del centro abitato, inerpicandosi su una ripida scaletta, si arriva ad una piccola grotta chiusa da un'inferriata, che contiene un altarino. Si tratta del luogo in cui nel VI secolo si ritirò in penitenza San Vittorino, patrono di Pioraco e fratello di San Severino, patrono e vescovo dell'omonima città. Questa grotticella richiama alla mente analoghi luoghi sparsi per i Monti Appennini in cui si rifugiarono molti Santi eremiti nel Medioevo. Come il fratello si spogliò di tutti i suoi beni per donare il ricavato ai poveri e, per donarsi completamente a Dio ed isolarsi maggiormente dal mondo, si rifugiò nelle grotte di Sant'Eustachio, presso San Severino, dove poi sorgerà un eremo benedettino. Qui cadde vittima delle tentazioni del demonio, che gli apparve sotto le mentite sembianze di una donna tentatrice. Per questo si impose una dura e dolorosa penitenza, lasciandosi penzolare a lungo da un albero con le mani strette sui rami. Divenuto popolare, si sottrasse alle folle rifugiandosi nella grotta di Pioraco, dove morì dopo anni di preghiera nel 538.

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La Grotta della Nottolana

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 10' 07,22" E 13° 01' 20,39"
Quota: 575 mt

La Grotta della Nottulana
Sul versante ovest di monte Primo, circa a 590 metri di altezza, si trova la grotta della Nottulana. Questa frattura, parallela al versante, in passato è stata spesso utilizzata come rifugio e nascondiglio, come testimoniano le tante e antiche iscrizioni. A testimonianza di questo ci sono anche molte storie e leggende locali che parlano dei periodi in cui fu utilizzata come rifugio. In particolare, una poesia di Zelo Tamagnini, ci ricorda un personaggio di nome Leonida, un giovane che vi abitò per molto tempo, ma che poi scomparve, distrutto dal dolore di un amore non corrisposto.

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Chiesa di San Vittorino

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,56" E 12° 59' 10,96"
Quota: 473 mt

Chiesa di San Vittorino
Dedicata a San Vittorino, eremita del V-VI secolo e patrono di Pioraco, questa Chiesa è la più antica del paese. Alcuni riferimenti storici e scientifici ne segnalano la costruzione nell'XI secolo. La struttura sembra sorgere sopra un tempio pagano, forse dedicato a Giove e alla Dea Flora, poco distante da una piscina limaria di epoca romana. Si ritiene che le pietre di questo antico complesso furono riutilizzate per la costruzione della Chiesa stessa. Le prime modifiche alla struttura avvengono nel XVIII secolo (per la precisione dopo il 1781), quando un forte terremoto la danneggiò in modo irreversibile. Fu quindi ricostruita ma l'interno fu completamente modificato. Nel 1945 la struttura fu ampliata, perdendo ulteriormente i caratteri dell'architettura romanica originaria. Solamente la facciata, a salienti e dalle linee essenziali, conserva ancora oggi l'antico aspetto in stile romanico.

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