Venerdì 18 Ago 2017

Cimitero di Pitino

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica.

In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. Il cimitero di Pitino venne costruito nel 1894, in un terreno in declivio denominato "campo della torre". Dal progetto depositato presso l'archivio dell'Ufficio tecnico del Comune si conosce che il camposanto era previsto di forma rettangolare con i lati lunghi 40 x 30 m., un'area necessaria alla sepoltura di dieci anni; i muri di recinzione alti 2,5 metri e spessore di 50 cm. : «Ogni 50 cm in altezza i muri verranno ripianati con un filare in mattoni, in cima ricoperti con coppi che formano una tettoia larga cm 75 (...) Dal lato verso la strada si farà nel mezzo una porta larga 1,50 m e alta 2,20, con due pilastrini in mattoni ed archetto parimenti in mattoni con cancello in legno a due partite verniciato, al lato opposto una nicchia delimitata da spallette con arco per custodirvi un immagine. Il cimitero sarà provvisto di ossario a forma di fossa cubica di m. 2 di lato e coperta con volta in mattoni. Il muro di cinta sarà costruito con pietra dello stesso luogo con impasto di 1/3 di calce e 2/3 di sabbione. Ogni 50 cm di altezza verrà fatto un corso di pietra spianata a martello e gli angoli verranno eseguiti con pietra squadrata e ridotta sulle facce con martello a dente. Nello stesso modo verranno costruite le spallette della porta d'ingresso ». La cappellina con funzione di camera mortuaria verrà costruita nel 1926 lungo il lato a monte in asse all'arco d'ingresso, a pianta rettangolare, con portale sormontato da lunetta finestrata e copertura a capanna. Ai suoi lati furono successivamente annesse altre due strutture, una seconda cappellina delle stesse dimensioni e forma e la moderna struttura a colombaio. Oggi il cimitero è in completo stato di abbandono, il recinto del cimitero a tratti crollato, le cappelle ed il colombaio totalmente svuotati dai frequenti atti di vandalismo e di profanazione delle tombe, cui il cimitero è stato soggetto negli ultimi anni.

arch. Debora Bravi

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