Domenica 20 Ago 2017

Cimitero di Stigliano

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. 

Il cimitero di Stigliano venne costruito in un terreno della proprietà della parrocchia di Stigliano, in contrada detta delle Vallonate. La relazione del progetto, depositato all'Archivio dell'Ufficio Tecnico Comunale nel 1877, prevedeva un campo di forma quadrata di lati lunghi 16 m. e la muratura del recinto in pietrame alta 2,5 m e di spessore 40 cm circa; ogni 50 cm in altezza i muri dovevano essere ripianati con un filare in mattoni, in cima ricoperti con coppi a formare una tettoia. Nel mezzo del lato verso la strada si indicava di costruire una porta larga 1,30 m con due pilastrini in mattoni ed archetto parimenti in mattoni con cancello in legno, a due partite verniciato, al lato opposto si doveva realizzare in asse all'ingresso una cappella di 6,5 x 5,5 m. La posizione alquanto scomoda del camposanto, lungo un terreno in declivio, ha causato diversi problemi alla struttura di recinzione che oggi troviamo completamente rinnovata. Si conserva l'asse ingresso-cappella, l'arco timpanato e la cappella di dimensioni notevoli, se paragonata alle altre cimiteriali, con pianta rettangolare, intradosso del tetto a capanna in volta di cannucciato; all'aula, che si apre ai lati tramite due lunette finestrate si affianca la camera mortuaria costruita successivamente. Anche questo cimitero ha subito aggregazioni di colombai lungo il suo recinto, che ne ha fortemente alterato l'immagine originaria. All'interno della cappella è conservata una lettiga per il trasporto delle salme a spalla.

arch. Debora Bravi

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S.Severino

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