Venerdì 18 Ago 2017

Ex convento degli Agostiniani, poi istituto “Ercole Rosa” (XI)

L'amministrazione comunale s'impegnò, negli anni successivi alla soppressione degli ordini religiosi, ad acquisire dallo stato la maggiorparte dei complessi monastici che, ampliati e sistemati, divennero sedi delle istituzioni pubbliche. L'ex monastero degli Agostiniani, abbandonato dai religiosi già nel 1821, di proprietà del "Capitolo Antiquiore", fu acquistato dal Comune solo nel 1919, quando decise di trasferirvi la fiorente Scuola d'arte applicata all'industria Ercole Rosa, istituto di grande utilità per la formazione dei maestri d'arte, esistente nella città fin dal 1911 presso i locali dell'ex palazzo vescovile; all'uopo venne redatto dall'ufficio tecnico comunale un progetto di riuso, restauro e ampliamento del corpo conventuale.

Dal 1919 al 1921, anno in cui venne aperta la scuola, l'ex convento subì una completa riqualificazione esterna, venne infatti rivestita e riallineata tutta la facciata lungo il viale Salimbeni, chiuse tutte le botteghe di artigiani al piano terra, riadattati gli interni, alterando l'originaria spazialità, tipicamente suddivisa da muri portanti trasversali, che ripartivano celle dalla quadratura di metri 4x4 corrispondenti al piano terreno ai vani per botteghe. Le dette celle erano collegate nel lato posteriore, verso la corte, da un lungo corridoio largo tre metri e aperto fino al tetto. Nel mezzo della lunghezza dell'edificio, l'infilata di camere era interrotta da un vicolo coperto, che dava accesso diretto al cortile interno. L'adeguamento dell'edificio alle nuove funzioni scolastiche comportò la demolizione dei setti murari trasversali, sostituiti da grandi pilastri, che permisero di ottenere maggiori spazi per le grandi aule dei laboratori. Al centro, laddove l'edificio veniva attraversato dal vicolo, fu costruito l'atrio d'ingresso all'Istituto e il monumentale scalone a rampe contrapposte con balaustrata in pietra di graniglia. Il muro posteriore, verso la corte interna, venne traslato verso l'esterno di circa 4 metri e vi furono aperti grandi finestroni.

Arch. Debora Bravi

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S.Severino

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