Domenica 20 Ago 2017

Piazza del Popolo (inizi XIII)

La piazza iniziò ad acquisire la sua forma ellittica già nel corso del XII sec. come Platea Mercati, delimitata da alcune prime costruzioni e tettoie sorte nello spazio adibito al mercato fuori la città murata, ai piedi del castello di San Severino, conformandosi lungo il percorso viario di fondovalle parallelo ai due tracciati del fiume e della strada romana. L'invaso inserito entro una naturale concavità fu sin dalle origini, per il suo senso di raccoglimento e protezione, lo spazio nato per la fiera, lo scenario del grande spettacolo mercantile, il germe del borgo di fondovalle che venne inglobato all'interno della città con l'ampliamento della cinta muraria, risalente alla seconda metà del XIV sec. La grande macchina produttiva e commerciale che doveva essere la città medievale trovava nella piazza la sua vetrina, il luogo di smercio, quale ultima fase del lungo processo produttivo che aveva inizio nel contado con la produzione delle materie prime e proseguiva nei quartieri della città o nelle aree protoindustriali extra-moenia con la relativa manifattura.

 Dalle prime tettoie costruite per proteggere i banchi del mercato dalla pioggia, prospicienti le abitazioni, si passò verso il 1360 al consolidamento dei suoi margini attraverso la realizzazione di una cintura di portici, alle case con loggia, la tipica architettura di rappresentanza del ceto mercantile. Le case porticate costruite nel corso del XV sec. a perimetrare l'intera piazza furono ampliate nel corso del XVI e XVII sec. divenendo le residenze signorili della nobiltà terriera e mercantile, maestosi palazzi forniti di sottostrutture a grandi aule voltate per l'immagazzinamento dei prodotti agricoli immessi attraverso capienti bocche di lupo; si affacciavano alla piazza mediante lunghi porticati oltre cui si aprivano i grandi portoni che immettevano attraverso l'asse dell'androne alla corte interna, allo spazio semipubblico destinato alle trattazioni commerciali della famiglia. Il suolo dell'invaso venne attrezzato fin dal medioevo a soddisfare le esigenze dei venditori, lo spazio sotto i portici era ammattonato e così un cordolo antistante che costituiva la cordonata per l'esposizione delle merci a perimetrazione dell'intera cintura dei portici, mentre il resto della piazza era sterrato ed attraversato da una crociera; due cordonate, l'una si sviluppava secondo la direzione longitudinale che univa le due porte urbiche del Mercato e di San Lorenzo, l'altra trasversalmente risaliva il castello da vicolo Gentili ed usciva dalla città per mezzo della strada di San Domenico, attraversando porta San Giovanni; l'approvvigionamento idrico e l'abbeveraggio degli animali erano garantiti da un pozzo e una fontana, collocati ai margini della piazza; la fonte all'imbocco di via Indivini, il pozzo all'angolo di via Ercole Rosa. Nel corso dei secoli la piazza non subì modifiche alle dimensioni dell'invaso, ne reinterpretò l'involucro attraverso il "rinnovamento" delle proprie quinte, l'ampliamento dei palazzi e il loro rivestimento secondo i nuovi connotati stilistici, ma ne conservò sempre i margini. Ad arredare lo spazio della piazza fu posizionata la sola fontana cinquecentesca, progettata dall'arch. Antonio da Faenza nel 1528, demolita solo nel 1893 venne sostituita nel 1913 da una fonte centrale di forma ellittica ornata da due leoni ad opera di Venanzio Bigioli, rifiutando l'altro più ambizioso progetto dell'arch. Ireneo Aleandri. Al compiersi del processo evolutivo della città murata, verso il XIX sec., la piazza ebbe il suo momento urbano più felice, assolvendo alla funzione di piazza civica si arricchì di nuovi arredi rappresentativi, della fonte, dei busti su piedistalli marmorei delle numerose epigrafi affisse sui fronti dei palazzi che la fronteggiavano, di stemmi, di meridiane, oltre a rinnovare il decoro dei fronti con nuove cornici.
Nel 1937 si procedette al riassetto del suolo su progetto dell'ing. comunale Italo Vitali, allo spianamento e all'asfaltatura della strada che circuiva la piazza lungo tutto il margine; la piazza perse la sua storica "crociera" di attraversamento, nel mezzo venne inserita una vasta piattaforma pavimentata dove poteva continuare a svolgersi il mercato settimanale e avere luogo ogni altro evento cittadino. Alle due estremità della piattaforma vennero collocate le due fontane. I margini del perimetro porticato a sud furono livellati alla nuova quota della piattaforma mediante la costruzione di vistose gradinate in pietra di travertino, l'illuminazione ottocentesca con pali in ghisa lungo la cordonata di mezzo venne eliminata e sostituita con lampade sospese. L'invaso della piazza venne modernizzato, completamente alterato nelle differenze di quota, nei rivestimenti e nelle pavimentazioni, reso efficiente ad ospitare il traffico dei nuovi mezzi veicolari, adattato alla nuova immagine degli anni trenta che ancora oggi conserva.

Arch. Debora Bravi

D.BRAVI, La piazza di San Severino Marche: indagine sui segni perduti, in Miscellanea Settempedana VI, San Severino, 2003.

 

Video Gallery

S.Severino

Agosto 2017
D L M M G V S
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2