Domenica 20 Ago 2017

Il viadotto di San Bartolomeo (XIX sec.)

Il rinnovamento del sistema infrastrutturale del XIX sec. mediante lo sviluppo delle comunicazioni ferroviarie e quindi la costruzione della nuova strada ferrata comportò la fabbricazione verso il 1880 di numerosi ponti e viadotti lungo tutto il percorso da Civitanova ad Albacina. Lungo il tratto San Severino-Tolentino venne costruito il viadotto di San Bartolomeo distante circa due chilometri dalla città, necessario per superare il sottostante avvallamento generato dal fosso. Per le enormi difficoltà che si dovettero superare nei dieci chilometri di distanza tra Tolentino e San Severino la via ferrata di tale tronco fu messa in funzione soltanto il 23 dicembre 1888. Il viadotto di maestosa mole, alto ben 34 metri e lungo oltre 200 metri, dovette senz'altro costituire uno degli ostacoli che fecero ritardare i lavori; costruita interamente in mattoni, la struttura venne impostata su due ordini sovrapposti di archi a tutto sesto, di cui quello inferiore composto da 10 arcate ed il superiore da 18. La serie di archi venne rinforzata, a scansione regolare di quattro arcate, mediante costoloni. A livello dell'imposta del secondo ordine, i grossi piloni svasati a pianta rettangolare sono forati alla base mediante voltine a botte a tutto sesto, a consentire l'attraversamento pedonale dell'intera lunghezza del viadotto.

Arch. Debora Bravi

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S.Severino

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