Domenica 20 Ago 2017
S. Severino

san severinoImmersi in una natura rigogliosa e benigna, il nucleo antico di Castello, la splendida Piazza del Popolo con Palazzo Municipale e Teatro Feronia, il Museo Archeologico, la Pinacoteca, chiese, santuari, monasteri, un centro storico in cui palazzi straordinari si susseguono in una lunga teoria architettonica sono solo alcune delle meraviglie che riserva San Severino. Qui tutto nel tempo sembra essere stato speciale. Septempeda era una delle più importanti stazioni del territorio piceno. Da qui passavano i pellegrini che si recavano a rendere omaggio alla tomba di San Pietro, San Francesco, eremiti, mercanti, uomini d'arme. Qui vissero artisti straordinari come i Salimbeni. Un tour fatto di castelli, affreschi, dipinti, piazze, ed una vivacità culturale che ha pochi eguali.


 

Monumento ai caduti per la patria, già monumento a Ines Donati (terzo decennio del XX sec.)

Il monumento in origine dedicato a Ines Donati, rappresenta oggi nello scenario urbano la testimonianza del monumento fascista a commemorazione e glorificazione dell'eroe, innalzato nel 1934 secondo le prospettive imperialiste del regime; posto dinnanzi alla Casa della Gioventù Italiana del Littorio, l'atletico esemplare di eroe fascista, cui spettava l'onore del piedistallo, andava a costituire l'opera per il popolo, una presenza evocatrice dei valori patriottici, da cui i giovani dovevano trarre esempio. Al contempo l'opera venne eretta in quel sito come soluzione di arredo urbano da porre a sfondo dello scenografico viale della stazione. L'incarico per l'ideazione del complesso architettonico e scultoreo, affidati rispettivamente ai due artisti, Rutilio Ceccolini e Luigi Gabrielli, furono portati a compimento nel 1937, anno in cui venne celebrata la solenne inaugurazione. Alla fine del 1936 il monumento è pronto per essere inaugurato: la parte architettonica è rivestita in pietra di travertino scuro oniciato di Ascoli; i fasci littori e i pilastrini della balaustra sono in marmo nero del Carso; le zoccolature che formano il ripiano della statua, le scale e la recinzione sono in pietra di travertino di Montecatini color marrone scuro. Gabrielli, nel creare la grande statua in bronzo, ha ritratto la "capitana" mentre incita, con abbigliamento militaresco, i suoi camerati alla lotta, mentre un grande bassorilievo in bronzo raffigura la sua squadra d'azione dei "Sempre pronti" (da A.PELLEGRINO, Un monumento per la Capitana).

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Teatro-Cinema Italia, già Casa della GIL (terzo decennio del XX sec.)

L'edificio, oggi denominato "Teatro Italia", venne edificato alla fine del terzo decennio del XX sec., nell'area destinata alle fiere allora denominata "Campo Boario", per ospitare il complesso sportivo della GIL, Gioventù Italiana del Littorio, costituito dalla casa della GIL a fronte del viale della Stazione, oggi Matteotti, di un campo attrezzato a tutti gli sport e di un secondo edificio destinato a palestra, situato al capo opposto del vasto campo, anch'esso ancora esistente. Oggi la casa della GIL rappresenta una valida testimonianza architettonica in ambito provinciale degli edifici di regime, connotata dai caratteri lessicali del linguaggio razionalista italiano, di simmetria e romanità nell'uso dei portici, adattato a una delle principali tematiche dell'era fascista, all'esaltazione della vocazione atletica della "razza", mediante la promozione all'educazione fisica dei giovani, al culto dell'agonismo, con l'obiettivo di ottenere il miglioramento fisico dei giovani per finalità sportive e premilitari. 

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Cimitero di Stigliano

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. 

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Cimitero di Serripola

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. Il cimitero di Serripola venne costruito nel 1894 in un terreno denominato "campo della torre". 

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Cimitero di Pitino

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica.

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