Venerdì 18 Ago 2017
S. Severino

san severinoImmersi in una natura rigogliosa e benigna, il nucleo antico di Castello, la splendida Piazza del Popolo con Palazzo Municipale e Teatro Feronia, il Museo Archeologico, la Pinacoteca, chiese, santuari, monasteri, un centro storico in cui palazzi straordinari si susseguono in una lunga teoria architettonica sono solo alcune delle meraviglie che riserva San Severino. Qui tutto nel tempo sembra essere stato speciale. Septempeda era una delle più importanti stazioni del territorio piceno. Da qui passavano i pellegrini che si recavano a rendere omaggio alla tomba di San Pietro, San Francesco, eremiti, mercanti, uomini d'arme. Qui vissero artisti straordinari come i Salimbeni. Un tour fatto di castelli, affreschi, dipinti, piazze, ed una vivacità culturale che ha pochi eguali.


 

Cimitero di Gaglianvecchio

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria.

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Cimitero Colleluce

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì all'autorità municipale l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno dei cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica.

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Cimitero di Chigiano

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì alle autorità municipali l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno di cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. La costruzione del cimitero fu eseguita nel 1877, a forma quadrata con lato lungo m 26, mura di cinta alte 2,5 m e spessore 40 cm, oggi completamente intonacate per un recente restauro.

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Cimitero di Cesolo

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì all'autorità municipale l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno dei cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. 

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Cimitero di Serrone, Biagi e Cagnore

La prima legislazione post-unitaria sulla sanità ed igiene pubblica (leggi del 1865 e 1888) pose particolare attenzione a tutelare la salute pubblica attraverso la regolamentazione della sepoltura dei cadaveri; al fine di attenuare le terribili conseguenze del colera, la legge del 20 marzo 1865 attribuì all'autorità municipale l'esclusiva competenza dell'inumazione all'interno dei cimiteri, "istituti civili e religiosi" da realizzare a spese del comune stesso, nel rispetto di specifici regolamenti sulla polizia mortuaria. Il comune di San Severino Marche caratterizzato da un vasto territorio procedette alla costruzione di ben tredici recinti per sepolture dislocati nelle varie frazioni; le istruzioni tecniche contenute nei regolamenti ministeriali ne determinarono la tipologia architettonica. In un periodo compreso tra il 1877 e l'ultimo decennio dell'Ottocento, attraverso l'espropriazione delle terre e la redazione dei progetti, vennero realizzati in luoghi isolati ed asciutti, le mura di cinta, alte dai due ai tre metri, a contenere l'area rettangolare del camposanto divisa simmetricamente dall'asse di un sentiero, che dal cancello d'ingresso procedeva rettilineo al portale della chiesa, quest'ultima in certi casi preesistente in altri costituita da semplice edicola sacra ricavata all'interno della muratura di fondo, con funzione di camera mortuaria. 

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