Domenica 20 Ago 2017
S. Severino

san severinoImmersi in una natura rigogliosa e benigna, il nucleo antico di Castello, la splendida Piazza del Popolo con Palazzo Municipale e Teatro Feronia, il Museo Archeologico, la Pinacoteca, chiese, santuari, monasteri, un centro storico in cui palazzi straordinari si susseguono in una lunga teoria architettonica sono solo alcune delle meraviglie che riserva San Severino. Qui tutto nel tempo sembra essere stato speciale. Septempeda era una delle più importanti stazioni del territorio piceno. Da qui passavano i pellegrini che si recavano a rendere omaggio alla tomba di San Pietro, San Francesco, eremiti, mercanti, uomini d'arme. Qui vissero artisti straordinari come i Salimbeni. Un tour fatto di castelli, affreschi, dipinti, piazze, ed una vivacità culturale che ha pochi eguali.


 

Villa Collio (prima metà XIX sec.)

Notizie storiche

Villa Collio si erge su un colle situato alle spalle del borgo di Fontenuova, nel sito del preesistente casino di famiglia costruito su progetto di Pietro da Cortona nella prima metà del XVII sec. e distrutto dai terremoti del 1799. La villa venne riedificata nelle attuali forme neoclassiche nel 1827 dal patrizio settempedano Giovan Battista Collio, su disegno del pittore architetto moglianese Giuseppe Lucatelli, di formazione romana. Successivamente nel 1839 l'erede conte Severino Servanzi Collio, commissionò al sanseverinate Venanzio Bigioli i disegni di tutta la statuaria d'arredo degli ingressi e del vasto giardino. Nel 1844 venne eretto oltre il recinto ad ovest il monumento a guglia, dedicato a Giovan Battista Collio, su disegno di Filippo Bigioli.

Leggi tutto: Villa Collio (prima metà XIX sec.)

Porta delle Sette Cannelle, già della Valle (XII-XIII sec.)

La porta è situata lungo il primo tratto di cerchia muraria, successivo comunque all'originario e più ristretto nucleo, recintato da semplice palizzata lignea. Risalente quindi al XIII sec. ha pianta di forma quadrata, con pareti perimetrali dritte ed il proprio volume completamente aggettante all'esterno del circuito. Il corpo parallelepipedo si apre con arco a tutto sesto e ghiera in mattoni, sostituito ad un precedente arco probabilmente di leggera forma acuta. L'altezza dell'intero corpo doveva essere il doppio dell'attuale; si sovrapponevano, al di sopra della volta a botte, di copertura al passaggio, ben due livelli collegati da scala interna e aperti all'esterno attraverso feritoie; coronavano la sommità beccatelli con parapetto merlato; tale immagine risulta dalla lettura della veduta prospettica di Cipriano Divini del 1640 e si può desumere dalle esigue tracce che ancora mostra la stessa struttura. Sul fronte esterno la tessitura muraria è costituita da materiali lapidei e laterizi: conci ben squadrati in pietra calcarea bianca ne definiscono i retti cantonali a spigoli vivi, grosse scaglie in pietra calcarea rosa sono irregolarmente disposte alla base, conci in pietra gessina compongono il resto della tessitura, filari di mattoni testimoniano le frequenti riprese della muratura. All'interno i piedritti d'imposta della volta sono in pietra gessina, disposta regolarmente lungo filari orizzontali alternati a file di mattoni.

Leggi tutto: Porta delle Sette Cannelle, già della Valle (XII-XIII sec.)

Porta urbana di San Francesco (inizio XIV sec.)

La prima cerchia muraria recingeva la fortificazione sul Montenero sorta attorno al X-XI sec.; in seguito, tra la fine del XIII sec. e l'inizio del XIV, l'edificazione esterna di abitazioni in forma di piccoli borghi lungo il pianoro a meridione dove era la strada che congiungeva il Castello di San Severino alla valle del Chienti, ne richiese per motivi di sicurezza il loro inglobamento all'interno di un secondo circuito. Da un documento del 15 ottobre 1290 rogato nel convento francescano risulta che il complesso di S.Francesco fosse situato ancora fuori le mura: "Datum apud S.Severinum, in loco Fratum Minorum". Mentre la prima volta che viene nominato il borgo di S.Francesco è in una delibera consiliare del 5 aprile 1308, in cui si stabilisce di costruirvi una porta urbica. Nell'ottobre dello stesso anno il Consiglio decide di scavare un fossato per meglio proteggere il borgo e sistemavi una stecconata. Nel 1428 il rettore della Marca Astorgio degli Agnesi, vi fece impiccare i capi della rivolta contro l'opprimente signoria della chiesa. Nel 1452 si restaura la porta, si coronavano con parapetti e merli i nuovi torrioni di S.Caterina, della porta di S.Francesco; nel 1457 viene apposta la scarpa e il rivellino dinnanzi la porta. 

Leggi tutto: Porta urbana di San Francesco (inizio XIV sec.)

Porta Romana, gia’ di San Lorenzo (inizio XIV sec.)

La porta di epoca ottocentesca, progettata in sostituzione della preesistente arcata ormai cadente, costituisce l'ingresso occidentale di una città ancora contenuta, ai primi del XIX secolo, entro il proprio circuito trecentesco. L'arco, sormontato da due piani interni e coronato da bertesca merlata, era in origine denominato di S.Lorenzo, protetto da rivellino bastionato, come ben si osserva dalla pianta prospettica della città di Cipriano Divini eseguita nel 1640. Il primo impianto risale senz'altro alla prima metà del XIV secolo, quando venne terminata la costruzione della terza cerchia muraria, fortificata poi nel XV sec., venne rifatta nel periodo rinascimentale. Nella raccolta delle epigrafi della città, compilata verso la metà del XVIII sec. ad opera di Bernardino Crivelli, si legge che sopra l'arco della fonte detta di San Lorenzo vi era scolpita l'arma della città di San Severino e sotto erano incise queste lettere: 1507 / Julio II Pont. Nonostante i ripetuti restauri che si succedettero nei secoli seguenti, ai primi del XIX sec. il Consiglio si poneva il dubbio se demolirla o ricostruirla, considerato il suo stato di fatiscenza.

Leggi tutto: Porta Romana, gia’ di San Lorenzo (inizio XIV sec.)

Ponte-diga di Sant’Antonio in Cesalonga (XV sec.)

Rilevante per la storia economica del paese fu la costruzione del ponte di Sant'antonio, già di Cesalonga, nell'omonima borgata, iniziata nel 1427, a 23 anni dall'ultimazione dell'altro di Fontenuova, per opera del mastro Stefano da Monte Milone e portata a termine da Domenico Barlese da Caldarola. Il nuovo ponte, in sostituzione di uno risalente al XII sec., non si costruì per dare un comodo accesso alla città ma venne concepito come una grande macchina idraulica, dotato di arcate, gradinate e platea, che formando un imponente chiusa dirigeva le acque su di un vallato, un lungo canale che alimentava i numerosi mulini dell'adiacente borgo Conce (borgo che ancora oggi costituisce una rara testimonianza di archeologia industriale di primo impianto medievale). Fin dal XII sec. è documentata la presenza di numerosi mulini nel borgo di Cesalonga; un ponte con una chiusa nei pressi del borgo vi doveva già esistere, tanto che nel 1308 il ponte già minacciava il crollo e fu riparato. A metà del XIV sec. risale un secondo documento che lo cita ubicato in contrada Sventatora, probabilmente più a monte dell'attuale posizione. Con la costruzione della nuova chiusa e del ponte rimase inutilizzato il vecchio vallato ed il precedente ponte con relativa torre di difesa. L'edificazione del ponte avvenne in tempi molto lunghi per mancanza di finanziamenti, tanto che nel 1470 dopo la prima costruzione, il ponte era ancora in parte costituito da travatura lignea e, mancante di qualche volta in mattoni, aveva continuamente necessità di riparazioni.

arch. Debora Bravi

Bibliografia

R.PACIARONI, I ponti del sistema viario sanseverinate, in Atti e Memorie di Deputazione e storia patria per le Marche, LXXXIX-XXCI, 1984-1986, p.737-750.


Calcola il Percorso di Marca

Seleziona l'inizio del percorso:
Seleziona la fine del percorso:
Tipologia:
Waypoints: (Ctrl-Click for multiple selection)

Video Gallery

S.Severino

Agosto 2017
D L M M G V S
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2