Venerdì 18 Ago 2017
S. Severino

san severinoImmersi in una natura rigogliosa e benigna, il nucleo antico di Castello, la splendida Piazza del Popolo con Palazzo Municipale e Teatro Feronia, il Museo Archeologico, la Pinacoteca, chiese, santuari, monasteri, un centro storico in cui palazzi straordinari si susseguono in una lunga teoria architettonica sono solo alcune delle meraviglie che riserva San Severino. Qui tutto nel tempo sembra essere stato speciale. Septempeda era una delle più importanti stazioni del territorio piceno. Da qui passavano i pellegrini che si recavano a rendere omaggio alla tomba di San Pietro, San Francesco, eremiti, mercanti, uomini d'arme. Qui vissero artisti straordinari come i Salimbeni. Un tour fatto di castelli, affreschi, dipinti, piazze, ed una vivacità culturale che ha pochi eguali.


 

Palazzo Consolare (XIII sec.)

Dell'antico palazzo consolare non rimane che un rudere inglobato nel muro dell'orto del monastero di S.Chiara. Il palazzo risale alla prima metà del secolo XIII come documenta la rinnovazione del giuramento di fedeltà al re Manfredi di Svevia del 6 maggio 1263 «in consilio generali, spetiali, credentie et arengo Communis Sancti Severini, in Palatio ipsius Communis, per sonum campane et vocem preconis, unanimiter congregato». Tra le commissioni dei maestri comacini risultano nel 1439 i lavori di riparazione del palazzo di residenza dei consoli e Priori. Sul fronte lungo la via pubblica è posta una lapide che ricorda i restauri eseguiti nel sec. XVI nel palazzo stesso e nelle sottostanti carceri; si riporta di seguito il testo: A.CRISTI MDXXII.SEX.K.AP. / M.V.STEPHANUS SAXOLIN / CONSUL AC D. POMPILIVS VICOLVS COM. PAL. MORIC / ONIVS SANC . F . FRANCIS / STELLANUS NICOL.F.QUA / DRVMVIRI DOMVM HANC / VETUSTATE PENE COLLALENTEM ET / DEBITORVM CARCEREM A TUMULAMI / ANTIS AERE PUB. INSTAURARUNT.

Leggi tutto: Palazzo Consolare (XIII sec.)

Palazzo Comunale (XVIII sec.)

Verso la fine del XVII sec. già si maturava la decisione di trasferire la sede del Comune dal duecentesco palazzo Consolare situato nella platea communis del Castello ad un nuovo edificio che prospettasse il fronte sulla platea mercati del Borgo. Si conosce dalle delibere consiliari che nel 1699 il Rubini, faber murarius di Sanseverino, presentava la sua perizia tecnica sulla fabbrica detta del "pubblico palazzo", lasciata incompleta e quindi da ultimare. La fabbrica di piazza di cui si parla non era però l'attuale palazzo comunale ma corrispondeva alla Segreteria Priorale della città, posizionata accanto alla strada di S.Giovanni, nei pressi dell'attuale palazzo della Gendarmeria, per la quale si conosce che tra il 1697 e il 1701 fece un bel progetto l'arch. Felice Mastripauli. Si iniziò ad erigere il palazzo comunale nel 1764 con l'approvazione del progetto ad opera dell'arch. Clemente Orlandi. La nuova costruzione comportò la demolizione di tutta la facciata del preesistente edificato, delle sue botteghe al piano terra e del suo muro verso la strada laterale. Nel corso dei lavori vennero apportate notevoli varianti al progetto iniziale, sia per la scelta dei materiali, al fine di diminuire l'onerosa spesa, sia per la suddivisione spaziale, tra cui la riduzione del numero di arcate del porticato, da quattordici angustissime campate a nove, mediante la nuova ripartizione dei pilastri eseguita dagli architetti Gaetano Maggi e Carlo Fantoni.

Leggi tutto: Palazzo Comunale (XVIII sec.)

Palazzo Collio

Notizie storiche

Il palazzo rappresenta un rilevante esempio di dimora signorile di fine settecento, un centro di rappresentanza cittadina, un polo di attrazione culturale che si sviluppò grazie all'attivo mecenatismo del conte Giovan Battista Collio, al fiorente clima intellettuale che seppe creare attraverso la sua ospitalità e i suoi molteplici rapporti con importanti letterati ed artisti dell'epoca. Si ricorda che il conte riuscì ad aprire una zecca a Sanseverino su concessione di papa Pio VI. Per risalire alle origini del palazzo si leggono nelle delibere consiliari alcune richieste di edificazione dei Collio: nel 1760 l'arcidiacono Francesco Saverio Collio chiede di poter costruire una fabbrica appoggiata alle mura vicino alla porta della Boccetta; nel 1783 si trova una seconda richiesta da parte di Giovan Battista Collio per poter ampliare la propria casa a valle dell'Oratorio del Corpus Domini fino alle mura urbane, ricostruendo la facciata e chiudendo in tal modo il passaggio pubblico interno alle mura.

Leggi tutto: Palazzo Collio

Palazzo Cancellotti

L'edificio venne fatto costruire nel 1592 dal nobile cavaliere Valerio Cancellotti, anno in cui fu insignito della croce di Santo Stefano; si ricorda la figura del Cancellotti(1560-1643) come " ... erudito, dottore in utroque, munifico mecenate, invitò ottimi artisti a decorare le cappelle che aveva in molte chiese della città (Madonna dei Lumi, San Domenico), padre di un vescovo e di altri figli dotti e santi, scrisse una inedita "Historia della antica città di Settempeda", rimasta manoscritta, a lui si deve anche la costituzione nella città del governo prelatizio del 1607. In una delibera consiliare del 1698 si legge la richiesta di Maurizio Cancellotti per poter costruire un volto sopra il percorso interno alle mura in modo da ingrandire la propria casa; a tale periodo risale quindi l'ampliamento del palazzo verso valle, con la costruzione della palazzina a due piani di finestre, loggiata a due archi, che prospetta lungo la via Bigioli. 

Leggi tutto: Palazzo Cancellotti

Palazzo Caccialupi, poi Scuderoni

Proseguendo la passeggiata ai margini della piazza, oltre la chiesa di S.Giuseppe, continua l'allineamento di palazzine porticate, rinnovate nei prospetti nel corso del XIX sec. ma di primo impianto medievale, come documentano sia le fondamenta voltate a crociera, sia i recenti rinvenimenti di antico mattonato sotto il marciapiede e di colonne cilindriche in pietra, inglobate nei pilastri del loggiato. La scoperta della medievale cordonata di perimetrazione dell'invaso della piazza, con tessitura in accoltellato a spina di pesce, denota, per essere sottostante all'attuale marciapiede, la persistenza dei margini dello spazio del mercato e quindi ancora una volta l'inalterabilità del primo tracciato trecentesco. All'estremità occidentale, in corrispondenza con l'imbocco di via Garibaldi, è situata la bella facciata del palazzo Caccialupi, già Nuzi, poi Scuderoni, leggermente convessa per seguire lo sviluppo della piazza, in cortina laterizia ma in origine scialbata. Nei registri consiliari si rintraccia nell'anno 1486 la richiesta del nobile Severino di Marco Nuzi ad edificare delle colonne con porticato dinnanzi alla facciata del suo palazzo nella piazza del Comune. La facciata si compone di un loggiato a cinque arcate a sesto ribassato, decorate da una ghiera con fine tortiglione in cotto, delimitate da lesene. La parte superiore è divisa da tre livelli di finestre della stessa dimensione ed ornamento; le aperture, riquadrate entro cornici lapidee sormontate da fascia trabeata decorata da cornice ad ovoli e frecce, poggiano sulle tre cornici marcadavanzale ornate alla stessa maniera.

Leggi tutto: Palazzo Caccialupi, poi Scuderoni


Calcola il Percorso di Marca

Seleziona l'inizio del percorso:
Seleziona la fine del percorso:
Tipologia:
Waypoints: (Ctrl-Click for multiple selection)

Video Gallery

S.Severino

Agosto 2017
D L M M G V S
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2