Giovedì 17 Ago 2017
Sefro

sefroSefro occupa il bacino dello Scarzito, affluente del Potenza, pescose acque alimentate dalla conca di Montelago. La natura trionfa: passeggiate nei boschi, a piedi o in mountain bike, incontro con daini, cinghiali, istrici, tassi, aironi, falchi e poiane. Si incrociano gli spazzi delle cotte per la produzione di carbone vegetale; i sentieri non mancano di edicole e di croci, perchè il territorio era percorso da pastori, boscaioli, pellegrini, avventurieri e briganti, e soprattutto perchè ci sono stati periodo nei quali, molte persone, in cerca di pace, vi edificarono i loro romitori. Per ristorarsi dopo le escursioni ci si affida alle tipicità locali: bovini di razza marchigiana, allevati al pascolo brado, trote iridea e salmonate, specialità al tartufo e ai funghi e la tipica "crescia", ottima se farcita con i rugni.

Anello del Monte Cesito

Sentiero ad anello

Distanza totale: 5,0 km
Dislivello complessivo: 540 mt (fino alla cima di Monte Cesito) - 350 mt (esclusa la vetta)
Coordinate: N 43.14628, E 12.94950
Quota partenza: 500 m.s.l.m.
Tempi di percorrenza: 3 h 30 min (inclusa la vetta del Monte Cesito)
Difficoltà: (E.E.)
Interesse prelevante: ambientale/paesaggistico
Partenza/Arrivo: Sefro
Avvertenze: L'itinerario presenta, nel tratto finale verso la vetta del Monte Cesito, dei passaggi difficoltosi che richiedono l'aiuto delle mani, ed in alcuni punti ci si trova a brevi esposizioni. La via è attrezzata con cavi d'acciaio. E' un percorso da evitare a chi ha problemi di vertigini ed esposizioni.
Accesso: Da Piazza Bellanti (Sefro) a piedi si prende la direzione per Montelago per imboccare, subito sulla sx, via Boncompagni.

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La Grotta piccola di Caprelle

Coord: WGS84 N 43° 08' 02,55" E 12° 58' 27,71"
Quota: 817 mt

Questa grotta si apre a 800 m di altitudine all'interno di un profondo solco vallivo che incide profondamente il versante settentrionale del Piano di Monte Lago. La grotta si apre nel tratto più stretto della valle, sotto pareti strapiombanti entro la Scaglia bianca, calcare cretacico fittamente stratificato. In tutta l'area è possibile il distacco di detriti dalle pareti. La grotta ha un andamento planimetrico molto lineare ed è costituita da un'unica galleria con sezione di ~ 2 m ed altezza di 1-2 m. Si estende verso sud per circa 100 m, mantenendo un andamento sub-orizzontale, con tratti in leggera discesa e tratti in salita, per un dislivello totale di + 10 m. La parte terminale viene a trovarsi vicina al fondo della Grotta di Caprelle e le due grotte dal punto di vista geologico possono essere considerate parti, non intercomunicanti, di uno stesso sistema carsico. Lo sviluppo della grotta è stato fortemente condizionato dalla disposizione degli strati rocciosi, che nella zona formano una piccola piega di tipo anticlinale (con gli strati a "U" rovesciata). La galleria segue l'asse di questa piega lungo tutto il suo sviluppo. La disposizione al nucleo di una piccola anticlinale in un calcare fittamente stratificato e fratturato favorisce il distacco di blocchi e frammenti dalle volte e nella grotta il pavimento è ingombro di detriti, mentre larga parte delle volte sono instabili, con frammenti di roccia parzialmente staccati.

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Le Grotte di Sasso Forca

Coord: WGS84 N 43° 06' 38,47" E 12° 57' 11,81"
Quota: 1105 mt

Le grotte di Sasso Forca si aprono a ~ 1000 m di altitudine alla base di una piccola parete rocciosa molto carsificata, alla testata della valle del Torrente Scarsito, sopra l'abitato di Sorti. Sono costituite da un insieme di piccole gallerie e fori non accessibili e di alcuni cunicoli di maggiore estensione che si sviluppano entro la Scaglia rossa. Le grotte sono utilizzate come tane dagli animali, che muovendo i detriti sul pavimento possono ampliare o ostruire gli ingressi. All'atto dei sopralluoghi, l'ingresso della grotta più estesa (Buca della Volpe) non era praticabile. Le grotte sono totalmente fossili e si aprono ben al di sopra del locale livello di base; alle loro spalle, un esteso pianoro sviluppato nella Scaglia, rappresenta una buona zona d'infiltrazione. Le piccole dimensioni delle grotte non consentono osservazioni morfologiche di dettaglio. In base al contesto geomorfologico, si può ritenere che si siano originate per il flusso di acque assorbite dal sovrastante pianoro, prima dell'arretramento del versante alla attuale posizione.

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Le Grotte di Piano della Porta

Coord: WGS84 N 43° 09' 49,05" E 12° 58' 41,65"
Quota: 653 mt

Nel versante ovest di Monte Primo, alla destra idrografica del Torrente Scarsito, si aprono le Grotte di Piano della Porta, piccole caverne in una zona mineralizzata del Calcare massiccio. Almeno 7 grotte si aprono in una stretta fascia, ubicata tra i 600 e gli 750 m di altitudine, oltre 150 m sopra il fondovalle, in una fascia parallela al contatto tra il Calcare massiccio e le unità sovrastanti. Queste grotte sono assimilabili alle grotte di Marmuschio per modalità genetiche, ma sono più superficiali e di andamento sub-orizzontale. Un gruppo di sei grotte si apre in basso, tra i 600 ed i 650 m di altitudine, in una ristretta area, molto carsificata. La grotta maggiore (Grotta di Piano della Porta 1a) si apre a circa 650 m di altitudine ed ha un andamento articolato, con diverse brevi prosecuzioni che si dipartono dal suo ingresso.

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La Grotta di Caprelle

Coord. WGS84 N 43° 07' 58,90" E 12° 58' 28,85"
Quota: 876 mt

La Grotta di Caprelle è la grotta più estesa ed importante nell'intero territorio comunale di Sefro. Raggiunge uno sviluppo complessivo di ~ 250 m ed una profondità di ~ 85 m. È censita con il numero 41 Ma Mc nel catasto regionale delle grotte naturali e i suoi dati metrici la collocano al secondo posto sia per sviluppo spaziale che per profondità tra tutte le grotte della Provincia di Macerata. La grotta inizia con un pozzo di ~ 14 m di profondità (P14), che si apre direttamente sul ripido pendio boschivo e pertanto può essere visitata solo da speleologi esperti. Alla base del pozzo un ripido cono detritico degrada verso l'interno. Verso Est, un breve ramo ascendente con debole circolazione idrica risale verso l'interno della montagna. La via principale verso Ovest conduce a due pozzi in rapida successione (P20 e P16) che conducono alla parte profonda della grotta. Da questo punto prevale un andamento orizzontale, con rami di breve sviluppo disposti su livelli sovrapposti, orientati da Sud verso Nord.

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