Giovedì 17 Ago 2017
Sefro

sefroSefro occupa il bacino dello Scarzito, affluente del Potenza, pescose acque alimentate dalla conca di Montelago. La natura trionfa: passeggiate nei boschi, a piedi o in mountain bike, incontro con daini, cinghiali, istrici, tassi, aironi, falchi e poiane. Si incrociano gli spazzi delle cotte per la produzione di carbone vegetale; i sentieri non mancano di edicole e di croci, perchè il territorio era percorso da pastori, boscaioli, pellegrini, avventurieri e briganti, e soprattutto perchè ci sono stati periodo nei quali, molte persone, in cerca di pace, vi edificarono i loro romitori. Per ristorarsi dopo le escursioni ci si affida alle tipicità locali: bovini di razza marchigiana, allevati al pascolo brado, trote iridea e salmonate, specialità al tartufo e ai funghi e la tipica "crescia", ottima se farcita con i rugni.

Pozzo di Pian dei Morri

Coord. WGS84 N 43° 08' 35,77" E 12° 59' 35,36"
Quota: 1130 mt

Il Pozzo di Pian dei Morri (noto anche come Grotta di Fonte del Gallo) si apre sulla sommità della dorsale montuosa, a 1135 m di altitudine, in una zona a morfologia sub-pianeggiante ed articolata. L'ingresso della grotta è costituito da una dolina di crollo nella cui parte inferiore si apre un pozzo di ~ 8 m, seguito da una breve galleria in discesa interrotta da un salto di ~ 3 m. La grotta si sviluppa su una piccola frattura quasi verticale, negli strati calcarei sub-orizzontali della Maiolica. In tutta la grotta prevalgono processi di alterazione, che hanno mascherato le originarie morfologie. Le pareti sono soggette ad una diffusa azione corrosiva dovuta alle acque di infiltrazione. Il pavimento è ingombro di detriti spigolosi, derivati dal distacco di frammenti dalle pareti e dalle volte.

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Le Grotte di Marmuschio

Coord. WGS84 N 43° 09' 50,85" E 12° 58' 13,16"
Quota: 565 mt

Queste due piccole grotte si aprono nelle immediate vicinanze l'una dell'altra sul versante settentrionale del Monte Gualdo a 565 e 580 m di altitudine, sulla sinistra idrografica del torrente Scarsito. Le due grotte, seppure con ingresso separato, sono in realtà parte di uno stesso sistema sotterraneo, sviluppato su di una frattura di andamento quasi verticale, che si apre nei compatti strati calcarei del Calcare massiccio, la più antica unità calcarea affiorante nella zona. La grotta di sopra ha due ingressi quasi sovrapposti: quello superiore si apre come una trincea via via più profonda all'interno del calcare che finisce in un pozzo profondo 5 m. Alla base del pozzo, tramite una breve discesa ed uno stretto passaggio, si raggiunge una saletta sub-pianeggiante da cui, risalito un muretto a secco, si esce nell'ingresso inferiore. Appena a lato, a strapiombo, si apre la grotta di sotto, la più estesa ed interessante. L'ampio e suggestivo ingresso è costituito da una specie di anfiteatro naturale dalle pareti verticali, quasi coperto dalla vegetazione. Il pavimento è in realtà costituito da un accumulo di massi di crollo, incastrati tra le pareti verticali. Numerosi buchi sul pavimento danno sul sottostante pozzo.

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Buca della Vecchia

Coord. WGS84 N 43° 06' 49,44" E 12° 56' 20,61"
Quota: 820 mt

La Buca della Vecchia è una grotta completamente fossile, aperta a 820 m di altitudine, all'interno della valle del torrente Scarsito. La grotta è costituita da un unico pozzo, profondo 10 m, che si apre nella Maiolica in una zona molto scoscesa, poco sotto un ripiano d'erosione. Singolare l'ingresso della grotta: il versante montuoso localmente segue perfettamente l'andamento dello strato di roccia calcarea. La parziale asportazione di due strati di roccia calcarea (dallo spessore di appena 30 cm ciascuno) ha praticamente scoperchiato la grotta, aprendo due ingressi: quello inferiore è una finestra alla base della parete rocciosa che dà sul pozzo; quello superiore costituisce un'ampia apertura alla sommità del pozzo stesso, attraverso la quale entrano abbondanti detriti vegetali (foglie, rametti).

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La Chiesa di Santa Maria Assunta

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08' 47,05" E 12° 56' 58,38"
Quota: 511 mt

La Chiesa di Santa Maria Assunta
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta fu ricostruita, nelle forme attuali, tra il 1887 ed il 1893 nella Piazza del Comune ed inaugurata, per la festa della Natività di Maria SS.ma, l'8 settembre 1893. In epoca medievale al suo posto si ergeva un'antica Pieve, sorta probabilmente intorno all'anno Mille, contemporaneamente alla nascita del Comune di Sefro, che rappresentava il più importante punto di riferimento per la popolazione sefrana. Non rimangono tracce delle antiche mura, ma le prime notizie certe della sua esistenza risalgono al 1333-1334, in occasione della raccolta delle Decime. Essa compare nell'elenco delle diocesi di Nocera del XV secolo e il suo ruolo centrale è testimoniato dal fatto che risultano legati alla Pieve molti ecclesiastici, sacerdoti di altre chiese del luogo.

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La Chiesa di San Tossano

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08' 56,55" E 12° 58' 19,62"
Quota: 547 mt

La Chiesa di San Tossano
All'ingresso del paese di Agolla, vicino al piccolo cimitero, è collocata la Chiesa di San Tossano, alla quale si giunge percorrendo una breve salita. Per secoli ha svolto la funzione di chiesa parrocchiale e anche di cimitero ed è dedicata a San Tossano, un santo di cui si hanno poche notizie e al quale è dedicata solo un'altra chiesa ad Esanatoglia. Anche se l'edificio attuale sembra risalire al XV secolo, si hanno notizie già dal 12 gennaio del 1300, quando venne nominato un Gentile cappellano della chiesa di S. Tossano "de Avolla".

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