Giovedì 17 Ago 2017
Sefro

sefroSefro occupa il bacino dello Scarzito, affluente del Potenza, pescose acque alimentate dalla conca di Montelago. La natura trionfa: passeggiate nei boschi, a piedi o in mountain bike, incontro con daini, cinghiali, istrici, tassi, aironi, falchi e poiane. Si incrociano gli spazzi delle cotte per la produzione di carbone vegetale; i sentieri non mancano di edicole e di croci, perchè il territorio era percorso da pastori, boscaioli, pellegrini, avventurieri e briganti, e soprattutto perchè ci sono stati periodo nei quali, molte persone, in cerca di pace, vi edificarono i loro romitori. Per ristorarsi dopo le escursioni ci si affida alle tipicità locali: bovini di razza marchigiana, allevati al pascolo brado, trote iridea e salmonate, specialità al tartufo e ai funghi e la tipica "crescia", ottima se farcita con i rugni.

La Chiesa della Madonna dei Calcinari

BENI ARCHITETTONICI
COORDINATE WGS84 N 43° 08' 59,58" E 12° 57' 19,26"
Quota: 517 mt

La chiesa della Madonna dei Calcinari
Una delle prime costruzioni che si incontrano entrando nel paese, nei pressi della contrada di Casci, è la chiesa della Madonna dei Calcinari, un edificio ad un'unica navata con la facciata a capanna ed una parete addossata al fianco della montagna, che sembra risalire al XV secolo.

La prima notizia certa risale al Verbale della Visita Pastorale di Mons. Camgliani, il 25 settembre del 1573, nel quale si legge che fu visitata la chiesa o oratorio di Santa Maria dei Calcinari. All'interno della chiesa fra il XV ed il XVI secolo furono eseguite numerose pitture votive, ma oggi purtroppo solo quattordici di esse sono sopravvissute all'usura dell'uomo e del tempo. 

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La Chiesa di San Michele Arcangelo

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08' 46,37" E 12° 58' 22,97"
Quota: 556 mt

La Chiesa di San Michele Arcangelo
Collocata nella piazza del paese svolge attualmente la funzione di chiesa parrocchiale. È un edificio di fattura ottocentesca, realizzato dopo che divenne ufficialmente parrocchiale, ereditando anche il titolo di San Tossano. Precedentemente al suo posto si trovava un edificio più piccolo e più antico dedicato a San Michele Arcangelo. Le notizie più antiche che si riferiscono alla chiesa sono relative ad atti notarili e risalgono al XV secolo. Nel 1582, si nomina il "Sacellum Sancti Angeli" dove era proibito celebrare funzioni religiose perché la struttura era fatiscente. Successivamente la chiesa venne ristrutturata ed ampliata e negli anni a seguire è menzionata, sempre in atti notarili, unita alla chiesa di San Tossano.

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La Valle Scurosa

La Valle Scurosa

Cenni Storici
All'imbocco della valle della Scurosa è documentato, fin dal XV secolo, un villaggio chiamato Sermaggiore. Dell'antico nucleo abitato si scorgono ancora alcune tracce superstiti nei pressi dell'antichissima chiesa di San Paolo, oggi scomparsa. Le prime citazioni di questo insediamento risalgono ad alcuni atti notarili della prima metà de 1400, in cui viene denominato Sancte Amatore e successivamente vocabolo Serramori. Successivamente fu abbandonato e distrutto dal fuoco a causa di un'epidemia di peste e i sopravvissuti si rifugiarono più in alto, negli insediamenti di Cerreto e Butino, dando origine all'odierna frazione di Sorti. Al di sopra della Valle e del rifugio agrituristico denominato Oasi della Scurosa si può notare una collina rocciosa chiamata Rocchetta, nata tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo.

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Il Palazzo Comunale

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08' 46,78" E 12° 56' 57,21"
Quota: 511 mt

Il Palazzo Comunale
A poca distanza dalla chiesa, nella piazza del Comune, troviamo l'antico Palazzo Comunale, che oggi è sede del Municipio di Sefro. Il Palazzo, al quale è stato aggiunto un piano per sopraelevazione e nonostante le modifiche subite, conserva nei due livelli originari l'antica struttura muraria con un portale quattrocentesco. Non si hanno notizie certe che testimoniano la sua esistenza nello stesso periodo della nascita del Comune, nel 1240 o nel 1259, ma esso risulta già edificato l'11 Marzo del 1298, quando "davanti al palazzo comunale, il Consiglio e il Camerlengo del Comune di Sefro costituirono Uguccinello "Uguctionis" loro procuratore" per la lite con Pioraco. La vicenda narra che le frequenti inondazioni provocate dal corso irregolare del fiume Scarzito, erano la causa della rovina dei raccolti tra Sefro e il confinante comune di Pioraco.

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Il Mulino

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08' 54,82" E 12° 57' 01,02"

Il Mulino
Nei pressi della chiesa di San Pietro troviamo i resti di una costruzione di epoca medievale che un tempo, grazie ad un piccolo vallato che vi convogliava una parte delle acque del fiume Scarzito, svolgeva la funzione di mulino ad acqua. Probabilmente l'edificio sorse in epoca medievale con i più antichi insediamenti di Sefro, ma la prima notizia certa della sua esistenza si ricava dagli Statuti del 1423. Sicuramente fino alla prima metà del 1800 il mulino risultava ancora funzionante e "animato da due ruote". Nei primi anni del '900 si sfruttò questa struttura per costruire il primo impianto di produzione di energia elettrica che utilizzava le acque dello Scarzito. Probabilmente alcuni dei macchinari, ancora conservati all'interno del mulino, erano legati proprio a questa attività, che rimase in funzione fino al 1922. L'ambiente che lo circonda è invaso da una fitta e incolta vegetazione che offusca la visione dei muri dell'edificio e impedisce di avvicinarsi.

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