Giovedì 17 Ago 2017
Sefro

sefroSefro occupa il bacino dello Scarzito, affluente del Potenza, pescose acque alimentate dalla conca di Montelago. La natura trionfa: passeggiate nei boschi, a piedi o in mountain bike, incontro con daini, cinghiali, istrici, tassi, aironi, falchi e poiane. Si incrociano gli spazzi delle cotte per la produzione di carbone vegetale; i sentieri non mancano di edicole e di croci, perchè il territorio era percorso da pastori, boscaioli, pellegrini, avventurieri e briganti, e soprattutto perchè ci sono stati periodo nei quali, molte persone, in cerca di pace, vi edificarono i loro romitori. Per ristorarsi dopo le escursioni ci si affida alle tipicità locali: bovini di razza marchigiana, allevati al pascolo brado, trote iridea e salmonate, specialità al tartufo e ai funghi e la tipica "crescia", ottima se farcita con i rugni.

Le Grotte del Beato Bernardo Quintavalle da Assisi

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 08' 02,40" E 12° 56' 21,79"
Quota: 693 mt

Le Grotte del Beato Bernardo Quintavalle da Assisi
Altri resti legati alla vita di un frate francescano, il Beato Bernardo Quintavalle, si possono ancora rintracciare all'interno delle grotte situate nei pressi del monte Crestaio. Le prime notizie su questi luoghi risalgono tuttavia solo al XIII sec, tra gli anni 1237-1239, quando il frate Beato Bernardo Quintavalle da Assisi, fedele seguace di San Francesco, si rifugiò nelle grotte del monte Crestaio presso Sefro. Il francescano, fedele osservatore della regola degli Spirituali, dopo la morte di San Francesco, fu costretto a fuggire da Assisi per scampare alle persecuzioni dei francescani Conventuali, che volevano osservare la Regola di San Francesco in maniera meno rigida. Il frate visse in questi luoghi per oltre due anni utilizzando una grotta per rifugio e probabilmente un'altra come chiesa.

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Eremo di San Benedetto

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 08' 33,71" E 12° 56' 21,86"

Eremo di San Benedetto
Nelle valli ed intorno ai monti che circondano il paese, sono ancora presenti numerosi resti di insediamenti o di rifugi che in tempi remoti ospitarono monaci e frati.Nella Valle dell'Eremita, così chiamata per la presenza di un antico romitorio, collocata fra i monti Vermenone e Linguaro, esisteva fin dal Medioevo un piccolo insediamento monastico legato all'attività dei monaci benedettini. Nel 1300 questa struttura era sicuramente abitata dai monaci poiché nella raccolta delle decime che avveniva in quel periodo viene nominata con il nome di Heremita Legnarie ed inoltre esisteva anche un priore chiamato Simonetto. Anche se negli Statuti del 1423 tale Eremo non viene mai nominato è possibile ipotizzare la sua presenza poiché esisteva nella contrada di Pago un mulino detto dei monaci che probabilmente era legato proprio ai benedettini.

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Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 08' 33,90" E 12° 55' 41,60"
Quota: 950 mt

Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro
Alle falde del monte Pennino, a circa 1000 metri di altezza, si incontra un'altra valle che prosegue fino al valico denominato Bocchetta della Scurosa. In questo luogo sgorga l'abbondante acqua della fonte del Sepolcro e qui si ergeva, nel XIII secolo, una chiesa con annesso romitorio, denominata SS. Sepolcro, che serviva da ristoro a tutti coloro che attraversavano il confine tra le Marche e l'Umbria. Una leggenda popolare parla di una cruenta battaglia tra Spoletani e Camerinesi, che sarebbe avvenuta in questi luoghi negli anni passati, dalla quale la Fonte del Sepolcro deriverebbe il suo nome..."lo scontro tra le due fazioni fu talmente violento da arrossire il torrente per più giorni."

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Chiesa di San Biagio

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 07' 04,76" E 12° 57' 03,14"
Quota: 650 mt

La Chiesa di San Biagio
Percorrendo la strada provinciale che da Sefro sale a Montelago, appena entrati nell'abitato di Sorti e subito dopo il bivio per Butino e Cerreto, a destra in altro, a 651 m. sorge la chiesa parrocchiale di Sorti, chiamata San Biagio. L'edificio è costituito dalla chiesa, dalla casa parrocchiale e dal campanile, questi ultimi di costruzione più recente, mentre la chiesa è stata ampiamente modificata rispetto alla struttura originaria, rintracciabile nella parte inferiore della muratura e che potrebbe risalire agli inizi del XIV secolo. Anche l'interno è stato profondamente modificato, tanto da coprire gli affreschi, risalenti almeno al XV-XVI secolo, dei quali resta solo il volto di una Madonna, mentre le altre pitture superstiti sono più recenti.

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Chiesa di Santa Eurosia

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 06' 48,13" E 12° 58' 18,76"
Quota: 930 mt

Chiesa di Santa Eurosia – Montelago
Non appena si giunge a Montelago si nota, in alto a destra su una digradante collina, una piccola chiesa dalle fattezze moderne, costruita verso la metà degli anni Sessanta, sul progetto dell'Ingegner Aldo Neroni di Fabriano, detta Madonna di Montelago. Vicino alla chiesa ci sono dei ruderi di una costruzione più antica, all'interno della quale un tempo c'era una stalla, una capanna per il fieno ed una chiesa, dedicata a Santa Eurosia. In epoca medievale esisteva una chiesa di San Salvatore de Montelacu, citata nel 1333 in occasione del versamento delle decime, ma non è certo se si trattava di un edificio diverso da Santa Eurosia. Ogni anno in questo luogo viene ancora rispettata la ricorrenza popolare della festa dell'Ascensione, un appuntamento plurisecolare, celebrato oggi nella chiesa della Modonna di Montelago.

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