Giovedì 17 Ago 2017
Treia

treia25 secoli di storia, arte e cultura nella teoria ininterrotta di una piazza-balcone, archeologia, palazzi, chiese, raccolte, un gioiello come l'Accademia Georgica. Ne dà uno struggente affresco letterario Dolores Prato nel suo "Giù la piazza non c'è nessuno". Treia è testimonial del gioco del pallone col bracciale, sport spettacolare amato da Leopardi, che al più grande giocatore di ogni tempo, il treiese Didimi, ha dedicato una canzone. Per la Disfida la città torna al primo Ottocento, quando Didimi la rese famosa in Italia. In un tour dove industrie d'eccellenza affiancano tradizionali attività la qualità della vita si misura anche dalla tavola. Il calcione è riconosciuto come prodotto tradizionale regionale. Per gustarlo con Verdicchio o Vernaccia, da non perdere la Sagra del Calcione senza trascurare quelle della Polenta e del Maialino alla Brace.


San Patrizio

Santo

San Patrizio, patrono d’Irlanda e di Treia, è nato probabilmente a Kilpatrick, in Scozia, nel 385 d.C.

Vive con i genitori in un piccolo villaggio fino ai 16 anni quando i pirati lo catturano e lo vendono come schiavo. Patrizio fa il pastore per 6 anni e trova conforto alla sua vita difficile nella fede e nello studio della lingua gaelica, quella degli irlandesi. Una notte una voce lo sveglia e lo guida per 200 miglia fino ad una nave che lo riporta in patria. Per diventare sacerdote studierà in Francia, nel monastero di Tours; papa Celestino lo ordinerà vescovo con il nome di Patercius (Patrizio) che significa pater civium, padre del suo popolo. Patrizio torna in Irlanda e ne intraprende l’evangelizzazione scontrandosi duramente con il re e con i druidi, i sacerdoti pagani, prima di riuscire nel suo proposito aiutato anche da spettacolari miracoli.

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La Roccaccia

Tra i castelli posti sotto la giurisdizione di Montecchio c’era anche il castello di Monte Acuto di cui rimangono i resti. La rocca, detta la Roccaccia, ancora segna il confine tra i territori di Treia e Cingoli. Molte le leggende sul castello: la tessitrice dal telaio d’oro, la gallina dalle uova d’oro, il serpente a guardia del tesoro messo lì dal demonio.

Una delle probabili origini di tante leggende, spesso legate alla presenza demoniaca, può essere attribuita al fatto che il signore del castello, Grimaldo di Aureliano, fu un vero e proprio signore della guerra che mise a ferro e fuoco il contado montecchiese con la sua banda, come testimonia un documento del 1191 conservato presso l’Accademia Georgica.

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Treia - Convento Francescano

Le radici del culto francescano e di quello lauretano a Treia sono antichissime. Una circostanza sicuramente favorita dalla presenza di francescani carismatici come il Beato Pietro da Treia ed Ilario Altobelli, nonché dal fatto che il territorio treiese è stato un vero e proprio ombelico del mondo sia in periodo romano che cristiano grazie alla presenza di un tempio dedicato ad Iside prima ed alla posizione rispetto alla Settempedana poi. Grazie alla Settempedana, via di fede più volte percorsa dallo stesso San Francesco, il francescanesimo ha rappresentato un punto di riferimento per tutto il territorio marcamontana. Non stupisce quindi che, dai conventi che si sono succeduti nel centro storico, i francescani treiesi furono chiamati nel 1671 dalla comunità cittadina a fare da custodi all’imponente santuario che era stato costruito sull’antica Pieve. Nel chiostro del convento, la testimonianza di questo profondo legame data XVII-XVIII secolo, epoca in cui è stato arricchito a più riprese da un interessante ciclo pittorico sulla vita del Poverello di Assisi.

 

 

La deposizione di Gesù

La “deposizione di Gesù dalla croce” o “deposizione nel sepolcro” sono due modi di definire uno dei momenti salienti della vita del Cristo che, artisticamente, sono catalogate per lo più sotto la definizione popolare di Pietà. Alla scarna descrizione dei Vangeli, gli artisti hanno fornito una immensa produzione di dipinti, bassorilievi, statue e descrizioni poetiche che hanno accompagnato la cristianità lungo i duemila anni della sua storia. La maggior parte dei fedeli associa all’immagine della Pietà l’omonimo gruppo scultoreo opera di Michelangelo. Nella foto intera l'opera è di Rubens. La lunetta treiese di questa pagina è opera invece di Vincenzo Pagani.

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Monte Acuto

Vicino ai ruderi della Roccaccia, la zona offre un interessante percorso botanico da effettuare in circa 2 ore. Le essenze arboree, arbustive ed erbacee sono tutte tabellate per una presenza complessiva di oltre 40 specie. Testi, disegni e foto evidenziano gli aspetti più significativi di ciascuna specie con particolare attenzione alle fitopatie perché l'escursionista possa prendere coscienza dello stato di alterazione ambientale proprio attraverso il riconoscimento di questi fenomeni nell'ambiente in cui si vive quotidianamente. Il percorso, organizzato per lezioni di ecologia e botanica, é un'ottima opportunità per studenti che vogliano conoscere la flora autoctona.

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