Giovedì 17 Ago 2017
Treia

treia25 secoli di storia, arte e cultura nella teoria ininterrotta di una piazza-balcone, archeologia, palazzi, chiese, raccolte, un gioiello come l'Accademia Georgica. Ne dà uno struggente affresco letterario Dolores Prato nel suo "Giù la piazza non c'è nessuno". Treia è testimonial del gioco del pallone col bracciale, sport spettacolare amato da Leopardi, che al più grande giocatore di ogni tempo, il treiese Didimi, ha dedicato una canzone. Per la Disfida la città torna al primo Ottocento, quando Didimi la rese famosa in Italia. In un tour dove industrie d'eccellenza affiancano tradizionali attività la qualità della vita si misura anche dalla tavola. Il calcione è riconosciuto come prodotto tradizionale regionale. Per gustarlo con Verdicchio o Vernaccia, da non perdere la Sagra del Calcione senza trascurare quelle della Polenta e del Maialino alla Brace.


Chiesa di Santa Maria in Selva

E sia per secoli un punto di riferimento importante per lo sviluppo religioso e culturale della zona. Della celebre Abbazia romanica a navata unica e tetto a capriate lignee, restano le residenze dei monaci e la grancia. Sulle due pietre esterne (sotto le finestre della chiesa) si inginocchiavano i fedeli per non disturbare le funzioni religiose dei monaci. Di pregio i medaglioni che decorano le pareti interne, un quadro della Madonna del Rosario (patrona della parrocchia), uno splendido mobile in stile Settecento ed un Crocifisso. Su tutti, l'altare m ceramica della Fornace Bandoni, il più antico insediamento industriale di Treia. Eretta a Vicaria Curata nel 1920, la chiesa fu costituita parrocchia a pieno titolo giuridico nel 1945 all'atto della donazione da parie del principe Caio Giustiniani Bandini.

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Treia - Museo Archeologico

Già nota quando i Piceni si allearono con i Romani per fronteggiare i Galli nel 291 a.C. (Tito Livio X, 10-11 ). Trea abbracciò il culto di Iside, legato forse a personaggi tornati in patria dopo aver servito in Egitto come magistrati. Ecco perchè, oltre ai tanti e pregevoli di epoca romana, nelle sale de Museo, si ammirano reperti egizi di valore inestimabile che sono venuti alla luce nella zona m cui sorgeva l'Iseo. Le ricerche degli sto nei, tra cui Fortunato Benigni, confermano che, come per molte altre città del territorio, dalle invasioni barbariche m poi. le rovine di Trea divennero una sorta di cava da cui si estrassero materiali per la costruzione di nuovi edifici oltre che da collezionare. Nella zona di Santa Maria in Selva invece, il quotidiano lavoro de campi fece affiorare reperti di epoca neolitica parte dei quali custoditi da Accademia Georgica.

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Santuario del S.S. Crocifisso

L'attuale tempio fu consacrato nel 1925, ma documenta conservati presso l'Accademia Georgica. datano XIII secolo. Numerosi i reperti di epoca romana rinvenuti in tempi diversi e collocati all'ingresso del convento e sulla parete del campanile. Due le costruzioni di epoca diversa separate tra loro dalla mole del campanile: a sinistra la chiesa (secolo XX), a destra il convento (secoli XVII-XVIII). La cupola domina tutto l'edificio in stile neorinascimentale arricchito da elementi liberty. Disegno e realizzazione generale sono del Bazzani. Nella parte frontale della facciata reperti provenienti da Trea e decorazioni ed ornamenti in terracotta. La chiesa è a tre navate la cui centrale converge sulla tribuna marmorea che racchiude il Crocifisso che presenta, in base al punto di vista, i tre aspetti del martino del Cristo.

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Treia - La Cattedrale

Dedicata ala SS Annunziata, è considerata uno dei maggiori templi delle Marche per ampiezza, maestosità e purezza delle linee. Progettata da Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli, che all'epoca attendeva alla costruzione del Duomo di Camerino, ha pianta a croce greca con pareti a stucco, pilastri e colonne di ordine corinzio. Al suo interno, tra te innumerevoli opere d'arte una Deposizione di Cristo nel sepolcro di Vincenzo Pagani, una tavola di Giacomo da Recanati in cui la Madonna appare ai Beati Corrado da Offida e Pietro da Treia presso il convento di Forano, un busto di Papa Sisto V opera di Bastiano Torrigiani detto il Bologna. Una sua copia è conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

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Piazza della Repubblica

Cosi Dolores Prato descrive la piazza balcone di Treia: "... Voltando le spalle al Comune si aveva davanti una cosa più vicina ad una visione che a una costruzione. Leggermente contenuta ai lati, di fronte la Piazza sfocava nel  cielo... Solo per limitare il vuoto una balaustra di pietra che aveva nel mezzo un arioso ninfeo tutto aperto, perchè le isolate colonne, la poca trabeazione, l'accenno di cupola, pur alzandosi contro il cielo, non lo parasse. Balaustre e monumento lo ricamavano, non lo escludevano... fino alla Piazza nessuna comunicazione per quelli delle Strade Basse, ma in piazza c'era la Sbocchetta, da quell'arco massiccio tra case usciva la gente di quelle straducce e soffiavano tutti i venti..”

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