Domenica 20 Ago 2017

Storia del gioco del pallone

Nel Cinquecento il pallone col bracciale divenne, come affermava lo storico rinascimentale Burckardt, il gioco classico degli italiani. Per iniziativa dei principi e di alcuni municipi si eressero sferisteri di architettura classica che diventarono teatri di sfide famose (tra gli sferisteri d' Italia il più maestoso è ed è sempre stato quello di Macerata; nelle grandi città, sono stati spesso sacrificati alle esigenze urbanistiche). Oppure si giocava lungo i bastioni delle fortezze o sulle pubbliche piazze ove si costruivano palchi monumentali per far star comodi i numerosi uomini d'armi, gli aristocratici, gli illustri capitani e le nobildonne che sempre più numerose assistevano agli incontri. I signori e i principi del XVII secolo seguitarono a favorirlo per la grande affluenza di gente che attirava alle loro città, per l'entusiasmo che suscitava e la solennità che aggiungeva alle loro feste e, soprattutto, per il lustro che da tutto ciò derivava al loro nome.
Il bracciale, pur suscitando gli entusiasmi del popolo, veniva praticato quasi esclusivamente dai nobili. I figli del popolo usavano l'ingegno e l'astuzia e cominciavano a giocare lungo le mura del paese utilizzando al posto del bracciale una rudimentale tavoletta ed al posto del pallone delle palline di stoffa dette cimose. Il Settecento e l'Ottocento furono i secoli che videro la costruzione di tutte quelle arene nelle quali si sono svolti gli incontri e le sfide più memorabili.