Domenica 20 Ago 2017

La leggenda di Didimi

Didimi, ritornando dal nord dove aveva disputato un incontro, fermatosi per il cambio della diligenza, si trovò ad assistere ad una partita in una città della Romagna. Il gioco procedeva tranquillamente quando si accese un'animata discussione circa un pallone giudicato buono dagli uni e fuori dagli altri.
Didimi non seppe resistere alla tentazione di scendere in campo e dare il suo parere in termini così precisi e perentori che la discussione si spostò e ricominciò intorno a lui.
Gli animi si scaldarono ed il clamore sfociò nelle dichiarazioni di sfida e nelle immancabili scommesse. Allora prese il bracciale per far vedere in pratica che certi tiri ritenuti impossibili si potevano anche fare. Quando la posta gli sembrò sufficiente, cominciò a colpire il pallone con una maestria tale da dirigerlo dove voleva. Mentre gli scommettitori allibiti vuotavano le proprie tasche, fece un'ultima battuta che lasciò il pubblico sbigottito.
Uno spettatore, che si era avvicinato al campione per vederlo meglio da vicino, esclamò: "O sei il diavolo o sei Didimi!" A quel punto il campione rispose sorridendo: "Che cosa c'entra il diavolo, io sono soltanto Didimi di Treia".
Di questo aneddoto corre per le Marche un'altra versione;
Didimi stava giocando a Macerata e, in un' azione di battuta eseguita dal fondo dello sferisterio, riuscì con un colpo a sorvolare tutta l'arena e far piombare il pallone nella zona dell'attuale piazza Nazario Sauro. Il pallone cadde accanto ad un ignaro cittadino il quale, stupito, volgendo lo sguardo al cielo esclamò: "O questo è Dio o questo è Carlo Didimi".

 

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