Venerdì 18 Ago 2017
Turismo religioso

Chiesa del S.S. Crocifisso

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,30" E 12° 59' 36,18"
Quota: 383 mt

Chiesa del S.S. Crocifisso
La Chiesa del S.S. Crocifisso è uno splendido esempio di costruzione in stile romanico-gotico che sorge poco al di fuori del centro abitato sulla riva sinistra del fiume Potenza, dove un tempo passava la Camellaria, antica via che attraversava l'intero paese. Originariamente dedicata alla Vergine Annunziata, secondo alcuni studi l'edificazione della Chiesa del S.S. Crocifisso può essere fatta risalire al secolo XIV. Negli anni la struttura ha subito diverse modifiche, a partire dal 1808 quando è ormai assodato che fu ristrutturata pesantemente e divisa in due sezioni ben distinte: quella dell'abside e quella della Chiesa vera e propria. La porzione absidale, come si può vedere ancora oggi, venne privata del tetto e fu da subito destinata ad uso cimiteriale. Il cimitero fu utilizzato in maniera costante fino al 1884.

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Chiesa della Madonna della Grotta

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 45,67" E 12° 59' 01,06"
Quota: 441 mt

Chiesa della Madonna della Grotta
A ridosso della montagna, incastonata nella roccia viva, troviamo la piccola chiesa della Madonna della Grotta. Risulta che anticamente essa fosse un romitorio e dunque ospitò eremiti e viandanti desiderosi di ritirarsi in preghiera. Precedentemente intitolata alla "Madonna della Carcera", come evidenzia un'incisione sull'architrave della finestra, dove in origine si trovava l'ingresso, la chiesa presenta una struttura a pianta centrale. Al suo interno contiene un'antica grotta naturale che da secoli ospita una statua lignea della Madonna con Bambino, risalente al XV secolo. Vi troviamo inoltre un crocefisso in legno con Cristo flagellato del XVI secolo.

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Chiesa della Madonna delle Lacrime

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 07,22" E 13° 01' 20,39"
Quota: 499 mt

La Chiesa della Madonna delle Lacrime
L'esistenza di una chiesa, intitolata a Santa Maria, è documentata nella piccola frazione di Seppio fin dal XIII secolo. È documentato infatti che nel 1259, periodo del sacco di Camerino e nel 1279, molti camerinesi e sanseverinati si rifugiarono presso la "villa Santa Maria de Sippio". La presenza dei resti di un altare in pietra conservato all'interno della chiesa, fa pensare che essa fosse stata costruita sull'area di un tempio pagano, ma sembra che l'edificio attuale fu edificato ex novo nel 1851, sulla stessa area di quello vecchio, crollato in seguito al cedimento del terreno. I parroci che hanno retto la chiesa dal 1851 ad oggi, si sono resi benemeriti di numerosi restauri, sia degli arredi che delle suppellettili sacre. Nel 1970-71, la chiesa fu interessata da un importante restauro che ha interessato le fondamenta, il campanile e la vicina casa parrocchiale.

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Chiesa di San Biagio

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 07' 04,76" E 12° 57' 03,14"
Quota: 650 mt

La Chiesa di San Biagio
Percorrendo la strada provinciale che da Sefro sale a Montelago, appena entrati nell'abitato di Sorti e subito dopo il bivio per Butino e Cerreto, a destra in altro, a 651 m. sorge la chiesa parrocchiale di Sorti, chiamata San Biagio. L'edificio è costituito dalla chiesa, dalla casa parrocchiale e dal campanile, questi ultimi di costruzione più recente, mentre la chiesa è stata ampiamente modificata rispetto alla struttura originaria, rintracciabile nella parte inferiore della muratura e che potrebbe risalire agli inizi del XIV secolo. Anche l'interno è stato profondamente modificato, tanto da coprire gli affreschi, risalenti almeno al XV-XVI secolo, dei quali resta solo il volto di una Madonna, mentre le altre pitture superstiti sono più recenti.

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Chiesa di San Vittorino

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,56" E 12° 59' 10,96"
Quota: 473 mt

Chiesa di San Vittorino
Dedicata a San Vittorino, eremita del V-VI secolo e patrono di Pioraco, questa Chiesa è la più antica del paese. Alcuni riferimenti storici e scientifici ne segnalano la costruzione nell'XI secolo. La struttura sembra sorgere sopra un tempio pagano, forse dedicato a Giove e alla Dea Flora, poco distante da una piscina limaria di epoca romana. Si ritiene che le pietre di questo antico complesso furono riutilizzate per la costruzione della Chiesa stessa. Le prime modifiche alla struttura avvengono nel XVIII secolo (per la precisione dopo il 1781), quando un forte terremoto la danneggiò in modo irreversibile. Fu quindi ricostruita ma l'interno fu completamente modificato. Nel 1945 la struttura fu ampliata, perdendo ulteriormente i caratteri dell'architettura romanica originaria. Solamente la facciata, a salienti e dalle linee essenziali, conserva ancora oggi l'antico aspetto in stile romanico.

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Chiesa di Santa Eurosia

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 06' 48,13" E 12° 58' 18,76"
Quota: 930 mt

Chiesa di Santa Eurosia – Montelago
Non appena si giunge a Montelago si nota, in alto a destra su una digradante collina, una piccola chiesa dalle fattezze moderne, costruita verso la metà degli anni Sessanta, sul progetto dell'Ingegner Aldo Neroni di Fabriano, detta Madonna di Montelago. Vicino alla chiesa ci sono dei ruderi di una costruzione più antica, all'interno della quale un tempo c'era una stalla, una capanna per il fieno ed una chiesa, dedicata a Santa Eurosia. In epoca medievale esisteva una chiesa di San Salvatore de Montelacu, citata nel 1333 in occasione del versamento delle decime, ma non è certo se si trattava di un edificio diverso da Santa Eurosia. Ogni anno in questo luogo viene ancora rispettata la ricorrenza popolare della festa dell'Ascensione, un appuntamento plurisecolare, celebrato oggi nella chiesa della Modonna di Montelago.

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Chiesa e Chiostro di San Francesco

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 10' 43,97" E 12° 59' 05,35"
Quota: 441 mt

Chiesa di San Francesco e Chiostro Municipale
Il complesso architettonico più maestoso all'interno del paese, risalente al XIV secolo, è costituito dalla chiesa di San Francesco e dall'adiacente chiostro, ex convento francescano e sede del municipio di Pioraco dal 1984. In origine, la comunità francescana che diede impulso a tale struttura, era stanziata in località Malpasso, nel territorio tra Pioraco e Sefro, facendo riferimento ad un piccolo convento che si ritiene donato a S.Francesco d'Assisi intorno al 1216. La vicenda narra che tale zona era coinvolta nelle controversie tra i due paesi, inasprite dalla mancanza di confini territoriali e dal muro di sbarramento appositamente eretto dai piorachesi ai piedi del lago formato dal fiume Scarsito (o Scarzito), affluente del Potenza, che contribuiva a danneggiare le terre circostanti ed il convento stesso. In attesa di una risoluzione, dopo aver demolito il proprio rifugio a Malpasso, alla fine del 1200 i frati scelsero di trasferirsi dentro le mura di Pioraco, basandosi sulla piccola chiesa di Santa Maria.

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Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro

GROTTE ED EREMI
Coord. WGS84 N 43° 08' 33,90" E 12° 55' 41,60"
Quota: 950 mt

Fonte ed Eremo del SS. Sepolcro
Alle falde del monte Pennino, a circa 1000 metri di altezza, si incontra un'altra valle che prosegue fino al valico denominato Bocchetta della Scurosa. In questo luogo sgorga l'abbondante acqua della fonte del Sepolcro e qui si ergeva, nel XIII secolo, una chiesa con annesso romitorio, denominata SS. Sepolcro, che serviva da ristoro a tutti coloro che attraversavano il confine tra le Marche e l'Umbria. Una leggenda popolare parla di una cruenta battaglia tra Spoletani e Camerinesi, che sarebbe avvenuta in questi luoghi negli anni passati, dalla quale la Fonte del Sepolcro deriverebbe il suo nome..."lo scontro tra le due fazioni fu talmente violento da arrossire il torrente per più giorni."

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I longobardi

I Longobardi guidati da Alboino, nell'anno 568 occupato il nord-Italia, dilagarono al centro-sud lungo la linea appenninica occupando la Toscana, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo e la Campania, ad esclusione delle coste lasciate ai Bizantini. Entrarono in territorio marchigiano provenendo da Spoleto, sede di un loro ducato. Occupata Camerino, risalirono il corso dell'Esino, ramificandosi lungo tutte le valli laterali fino oltre le strette della Gola della Rossa, raggiungendo le alture a ridosso di Jesi. La conversione al cattolicesimo, avviata dalla regina Teodolina, durò per tutto il VII secolo. In Michele Arcangelo che difende spada in pugno la fede contro le orde di Satana, riconobbero le virtù di Odino, dio della guerra, protettore degli eroi e di guerrieri: ne fecero il loro santo patrono introducendone il culto in ogni territorio conquistato.

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La Chiesa della Madonna dei Calcinari

BENI ARCHITETTONICI
COORDINATE WGS84 N 43° 08' 59,58" E 12° 57' 19,26"
Quota: 517 mt

La chiesa della Madonna dei Calcinari
Una delle prime costruzioni che si incontrano entrando nel paese, nei pressi della contrada di Casci, è la chiesa della Madonna dei Calcinari, un edificio ad un'unica navata con la facciata a capanna ed una parete addossata al fianco della montagna, che sembra risalire al XV secolo.

La prima notizia certa risale al Verbale della Visita Pastorale di Mons. Camgliani, il 25 settembre del 1573, nel quale si legge che fu visitata la chiesa o oratorio di Santa Maria dei Calcinari. All'interno della chiesa fra il XV ed il XVI secolo furono eseguite numerose pitture votive, ma oggi purtroppo solo quattordici di esse sono sopravvissute all'usura dell'uomo e del tempo. 

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